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 Oggetto del messaggio: Cosa resterà...
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 12:43 
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Iscritto il: lunedì 9 gennaio 2006, 12:35
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Per problemi che non sto qui ad approfondire, è da parecchio tempo che non acquisto modelli "seri", mi sono limitato ai soliti edicolosi, più o meno riciclati, da elaborare per vari usi.
Sono completamente fuori dal giro degli Spark, anche se sono aggiornato sulle (numerose) uscite, anche infastidito dalla mancanza di una vera alternativa al marchio di Macau.
È da tempo che mi domando se e quando riuscirò a colmare il vuoto che si è creato nella mia collezione, o se, come temo, le tante belle versioni, non saranno mai più proposte e finiranno nel dimenticatoio.
L'unica possibile salvezza risiede nel mercato di seconda mano.
O sbaglio?


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 13:16 
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Spark ha alzato l'asticella, con un rapporto costo/qualità elevato, gli altri produttori arrancano in primis Minichamps che ha subito il colpo e da qualche anno sta cercando di colmare il gap sui resincast pagando dazio sul prezzo, Schuco ha provato a mettere sul mercato alcuni resincast col risultato che erano brutti e costosi, cercate la Mercedes GT stradale, altri produttori come MATRIX,NEO, Autocult si sono specializzati in modelli particolari rovistando nei ricordi dei saloni e nei progetti dei carrozzieri ma sempre ad un costo altino se confrontato con Spark.
I kit sono scomparsi, resta quello che si è prodotto fino agli inizi anni 2000 poi l'oblio, se vuoi una macchina di Le Mans del 2015 per esempio, o Spark o.....il nulla.
Per ora è cosi, ma anche l'Impero Romano in un dato tempo sembrava eterno, poi è scomparso, non che voglia augurare la scomparsa di Spark ma la storia ci insegna che nel commercio le cose possono cambiare repentinamente.


Ultima modifica di baldotl il venerdì 26 aprile 2019, 13:17, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 13:16 
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Tocchi un tasto dolente, ormai se vuoi comperare dei modelli nuovi factory built in 1:43, devi tirare fuori dal portafogli come minimo dai 65 ai 200 euro. Ormai anche alcuni die-cast sono arrivati a dei prezzi assurdi (Best, Art Models) che tra l'altro questi ultimi di nuovo non propongono nulla, ma solo nuove livree di modelli già datati. Anche la Brumm continua a proporre modelli che, sebbene rivisitati con migliorie in alcuni particolari, sono sempre gli stessi. Per quanto riguarda i modelli d'edicola, tralasciando le copie dei Dinky Toys e Mercury, se guardiamo l'ultima raccolta della Ferrari Racing, la delusione per ora è tanta; si salvano alcuni modelli della raccolta Supercars, Rally di Montecarlo e della F1 Collection.
Mi vengono in mente i titoli di romanzi e/o film "Nulla di nuovo sul fronte occidentale" e "Non ci resta che piangere"...


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 17:06 
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Iscritto il: giovedì 4 febbraio 2010, 17:52
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Be', per i kit ci sono pur sempre quelli, validissimi, di Arena Modelli. Il buon Comuzzi è un benemerito!
Io sento poi la mancanza di una o più alternative a Spark, che produce modelli abbastanza belli ma lungi dall'essere perfetti (mancanza di controlla qualità in primis e poi decal "raggruppate" ecc.).
E sì che di spazi liberi ce ne sono ancora tanti, per fare solo un paio di esempi di auto da rally che non siano quelle del mondiale non se ne vedono (salvo rarissime eccezioni) e lo stesso vale anche per i campionati GT nazionali (o lo stesso BPR, anche qui salvo pochissime eccezioni).
Giorni fa cercavo una Opel Calibra in versione racing ma niente, non ho trovato nulla. Uguale discorso per la Maserati Barchetta, la Ghibli Cup, la Biturbo...
Cercavo anche le Diablo del Supertrofeo ma anche in questo caso il nulla!
E potrei fare molti altri esempi...


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 18:33 
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Iscritto il: lunedì 9 gennaio 2006, 12:35
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Mi allarma questa mancanza di scelta, da un lato, e questa abbondanza quasi bulimica, dall'altra, ho impressione, il timore, che possa finire da un momento all'altro, lasciandoci tutti con un palmo di naso.
Il mercato non si fermerà, almeno così spero, ma si perderanno tanti di quei soggetti contemporanei, che nessuno vorrà riprendere.


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 21:59 
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Se venisse a mancare l'offerta, qualcun altro riempirà i buchi (cicciolina docet), pensa a quanti dal 1970 hanno proposto le 917, anche se già fatte, ognuno con la convinzione di averla fatta meglio di quelli di prima, finché c'è domanda ci sarà offerta, la domanda vera è : fino a quando ci sarà domanda?


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: venerdì 26 aprile 2019, 22:14 
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Iscritto il: giovedì 4 febbraio 2010, 17:52
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>fino a quando ci sarà domanda?

Esatto, credo anch'io che la domanda fondamentale sia questa. Ora come ora l'offerta (e quindi la domanda) non manca ma nei prossimi anni? Voglio essere ottimista, essendo presente su Facebook vedo diversi giovani che si avvicinano all'hobby del collezionismo, incentivati dalla diffusione capillare dei modelli da edicola. La richiesta è, chiaramente, indirizzata soprattutto verso i modellini delle auto dei giorni nostri, comunque l'importante è spargere i semi di questa passione e non confinarla solo nel ristretto ambito di noi "vecchietti" over 40...


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: domenica 28 aprile 2019, 21:10 
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Il problema dei produttori alternativi, artigiani e piccole realtà produttive e che a fronte di un impegno sulla ricerca storica dei soggetti, ed a volte peccano anche li, non riescono a stare al passo con l'evoluzione tecnica del prodotto, l'esempio postato è indicativo su come un modello diventi poco appetibile se a fronte di un costo del doppio di un Spark non si curi l'assemblaggio i trasparenti non rifilati per farli aderire alla carrozzeria ai miei occhi mi fa scadere il prodotto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 3:01 
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nihao
spark a fatto la differenza con la ricerca storica et nuove technologie

resta il problema che con la resina non puo essere sicuro del shrinkcage
sata sempre impossibille di metter i decal uno dopo l altro
cerchiamo sempre di spingere di piu

ogni capo di progetto secgue i suoi progetti


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 5:24 
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Spark ha molti meriti, tutti glieli riconosciamo. Noi collezionisti speriamo soltanto che continui a migliorare, perché si può...


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 6:43 
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nihao
cerco sempre di migliorare , perche sono uno collezionisto


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 8:45 
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Spark è capace di fare anche i modelli in metallo (non so se si chiami ancora zamac), ho visto i modelli della raccolta d'edicola giapponese (Hachette), sono veramente realizzati bene considerato il prezzo di vendita. Nel caso decidessero di prendere anche questa strada, potrebbe essere una valida alternativa per chi non ha le possibilità o la voglia di spendere certe cifre.

P.S. per Baldoti, quella BMW è davvero inguardabile, un delitto nei confronti dell'umanità, ora mando la foto a Greta ...


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 9:32 
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Permettetemi di dire la mia su argomenti che mi piacciono molto e che ho trattato spesso sul mio blog.
Cerco di riassumere:

1) A 154 euro e rotti, quella BMW è fuori mercato, soprattutto perché in quella filiera c'è un passaggio di troppo. Le cose cambieranno presto, almeno spero.
2) Oltre ai difetti riportati, dovuti a montaggi frettolosi "per fare ciccia", ci sono particolari che su uno Spark sono nettamente inferiori, vedi i cerchi torniti con fotoincisione centrale e dado in alluminio, produzione Remember (chi sa che tratto questo marchio mi perdonerà l'auto-promozione).
3) I vetri delle BMW 320 di Spark sono veramente bruttini, specie quelli che hanno riprodotto in un solo plotter la doppia cornice.
4) A mio parere di collezionista appassionato, né l'una né l'altra sono alternative appetibili: ricordatevi una cosa: la sola, vera alternativa che possa soddisfare un collezionista davvero competente è l'acquisto di un kit col montaggio di un professionista serio e non sto necessariamente parlando dei fantastici montaggi della collezione di Piero.
5) A proposito di Spark. in questi anni non si sono evoluti perché non hanno nel loro settore una concorrenza valida. Finché vendono, a loro va bene così.


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 10:28 
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Località: Pavia
>ora mando la foto a Greta

:lol:

Lucida la tua analisi, David. Sono d'accordo in toto, auspico anch'io che si affacci sul mercato una degna concorrenza per Spark.
Ne avremmo tutti da guadagnare, credo. Anche la stessa Spark...


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa resterà...
MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 11:13 
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Detto questo, capisco e condivido quello che Fofò voleva dire: il nulla contro l'indigestione sparkiana, l'ha detto bene lui. I nuovi kit sono pochi, ancora meno quelli sul tema contemporaneo (anche se JPS ha riprodotto, preverniciate, le due 911 RSR con le livree storiche di Le Mans 2018). Poi c'è Arena, Marsh, Madyero e poco altro. Il più attivo è indubbiamente Arena, e quei kit, montati bene, possono dare soddisfazioni. Esistono le basi di Madyero per creare varianti con le tante decals in circolazione, esistono altre marche "confidenziali". Certo, sono lontani i tempi in cui Starter e Provence Moulage seguivano passo-passo l'attualità. Spark propone una varietà di soggetti difficilmente eguagliabile. Ma lo faceva anche Minichamps prima che gli arrivasse in casa la concorrenza proprio di Spark. Tante volte ci siamo chiesti quale sarebbe stato il prossimo passo e altrettante volte siamo rimasti sorpresi dagli esiti a volte inaspettati che gli sviluppi ci hanno riservato. In questi anni le maggiori rivoluzioni si sono verificate nella scala 1:18, con soluzioni tecniche a volte contrapposte, che hanno creato dei veri e propri "partiti" di collezionisti accaniti e intransigenti. Nell'1:43, per fortuna, siamo più tolleranti e elastici. E questa, tutto sommato, è già una cosa positiva.


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