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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 16:52 
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Da notare l'undicesimo posto della Porsche Ferrari, una Carrera 6 su cui avevo trapiantato il V6 del cavallino, proveniente da una Dino Mercury.

Riguardando la mia agendina e fatta una botta di conti, mi sono reso conto che se oggi volessi ricostruire il parco macchinine di allora, alla quotazione media attuale, spenderei una cifra vicina a quella richiesta per una piccolina ma in scala 1/1.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 16:54 
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Oggi, i mercatini "firmati" non sono più vantaggiosi.
Casi come quello citato da Marco sono possibili.
Resta ben poco da ficcanasare in giro, tutti credono di avere l'oro in tasca.
Quasi mai capita il contrario.


In un'altra occasione, avevo trovato due Lesney.
Un paio di modelli che avevo avuto da bambino, ci avevo giocato ma, non potendo partecipare alle gare su cemento, salvarono la ghirba.
Andarono in cavalleria nel corso dello sciagurato trasloco.
Uno era la betoniera arancio con impastatrice che girava azionata dalle ruote, l'altro il camion a ruote sdoppiate con gru di soccorso. Quello verde con cerchi rossi.
Molto buoni anche se privi di scatola, AMB.
Mi hanno chiesto per entrambi 15 euro, ero in bici e quando giro, non ho quasi mai soldi in tasca.
Quando sono tornato, il banchetto aveva già chiuso e non l'ho più ritrovato in giro.
Sarebbe stato un acquisto dettato dalla logica dei sentimenti, naturalmente.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 16:55 
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Non è cu... Fofò, ma attento esame del territorio, supportato da visione da drone, pattuglia in avvicinamento ed oroscopo del Divino Otelma.
Il resto, viene da sè.

Nel 1977, avevo davvero trovato una cava
Era qui a Faenza, il negozio di Baldini, vendeva giocattoli e carrozzine.
Di ogni novità, ne prendeva sempre sei per tipo, non importa se poi le vendeva. Era celebre per questo.
Nel suo negozio, ma quelli erano tempi floridi-oggi ovviamente non esiste più- scovai il vero Eldorado.
Piluccavo come un uccellino per non dare troppo nell'occhio e non ingolosire il proprietario che era furbo ma non esperto del filone.
Una volta al mese, portavo la sportina a Bologna, ricavandone quibus e conquibus.
Durò abbastanza poi arrivò l'orda famelica, mossa da quel personaggio bolognese cui già ho accennato.
In breve, altro che cavallette...
Restarono le macchinine a pedali Giordani.
A me non piacevano e lì ci rimisi pacchi di quattrini.
Una la prese Angelo per il figlio, pagandola, nel 1983, circa 100.000 lire...
Ma la notizia arrivò alle orecchie di un capitano americano di stanza in Germania.
Da là fece arrivare un furgone, caricandole tutte sul mezzo.
Fu la fine di una storia che, qui a Faenza, conoscono in pochi.
Il venditore, nel frattempo al padre scomaparso era succeduto il figlio, più invornito, si fregava le mani ma ancora di più lo faceva il militare, dai cui arti superiori si mormora si levassero vere colonne di fumo...


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 16:55 
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Un'altra volta ero in moto, andavo per curve dell'Appennino.
Marradi, piazzetta dopo il ponte. Paese di circa 5000 anime.
Variante che obbligava a rallentare parecchio.
Davanti a me, vidi la vetrina di una cartoleria con macchie indistinte.
Mi fermai, quasi certo della loro origine e vidi una sfilata di Mercury anni sessanta.
Se per la bici non portavo valuta, in moto non portavo portabagagli, allora le borse erano bandite ed io ero uno sportivo di razza, non come Fofò che gira con lo zainetto.
Poi quei soldini che avevo da parte finirono in una settimana di montagna e, con loro, svanì il ricordo delle Mercury.
Stessa sorte per un negozio nei dintorni di Cannes. Andavo al Paul Ricard per il GP di F1, anno 1978, quello delle Lotus imbattibili.
Soldi contati all'unghia, naturalmente, ci muovevamo con il Transit del parroco della Commenda. Di consegeunza, nelle vetrine restarono decine di serie 100 Solido a prezzi da ridere.
Ma la storia è questa ed è intrigante raccontarla.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 16:58 
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:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

Il Cooper Jarrett...
Tu infierisci sul cadavere...
Andavo alle elementari e mia mamma mi diede una sommetta, mi pare 800 lire, ero andato bene a scuola e potevo fare spese.
A 100 metri dalla scuola, un negozio su Corso Garibaldi sfoggiava serpentoni di macchinine.
Scelsi il camion, ricordo porte apribili in coda e nel bilico nonchè cassoni sfilabili ed una Mercedes 300 SL cabriolet di Tekno, con fanciulla al volante.
La macchinina me la rubarono dalla cantina, ricordo che era colore avorio con interni rossi se la memoria non mi inganna, mentre il camion arrivò, un po'giocato, al nuovo millennio.
Poi, la signora decise altrimenti sempre in occasione del trasloco, anche se lei afferma che è ancora da qualche parte.
Dovessi ritrovarlo, un giorno, per me sarebbe come ritrovare la ragione...


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 16:58 
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Dietro una pila di ciarpame trovai a Forlì, nel negozio di Renato, classica cartoleria con licenze varie, un Dinky GMC Circo Pinder.
Chi mastica obsoleti, sa quello che significa.
Ovviamente, MB.
Lo portai con me alla borsa di Ginevra. Anno, il 1980, mi pare.
Nemmeno il tempo di metterlo sul tavolo che piombò l'avvoltoio.
Io ci feci la giornata, d'accordo, ma lui, probabilmente il mese.
Ma ha ragione Paolo, allora come ora, in giro passeggiavano volpi mica da ridere ed alla fine, erano loro ad avere la meglio.
Paolo, sei grande. Io vivevo le tue stesse emozioni da giovane Indiana Jones


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 18:30 
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Per rispondere ad Umberto ed Ennio
Credo di non sbagliare scrivendo che questi modellini erano studiati e realizzati con un occhio al pubblico infantile, senza però scadere nel giocattolo-giocattoloso.
Le linee erano corrette, colori ed allestimenti a volte erano di pura fantasia, ma, visto il pubblico di riferimento, ci stava.
I modellini odierni sono indirizzati solo ed esclusivamente ad un pubblico adulto, che non è interessato ai dettagli che avete menzionato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: giovedì 18 giugno 2015, 22:19 
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l'analisi di Fofò a riguardo le differenze fra la produzione che io limito fino ai primi anni 70 ( in coincidenza con la nascita dei primi speciali ) e quella che è ne è poi seguita ritengo sia esatta. I produttori hanno virato i loro prodotti totalmente verso collezionisti più " adulti" in tutti i sensi. Prova ne sia che fino a quegl'anni la pubblicità delle novità deivariDinky ,Corgy ecc. la si trovava su Topolino.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 8:40 
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Quando, secondo voi, Solido ha virato verso un popolo adulto?
Le GAM2 sono abbastanza recenti ma hanno ruote veloci a bottone e parti apribili.
Io credo che già le prime RIO fossero concepite per essere collezionate, lo testimonia anche la presenza di rudimentali vetrine.
Analogo discorso per la serie veteran delle Politoys in plastica, mia mamma, di ritorno da una visita alla cugina che abitava a Roma, mi regalò questa macchinina. Un'Isotta Fraschini che, appena la trovo, penso di acquistare.
Ancora oggi, a distanza di tanti anni, è difficile spiegare quanto provai allora.
La smontavo, questo sì, ma non riuscivo a giocarci, forse già allora il germe della collezione si era annidato da qualche parte?
Aggiungo che quei modellini andavano in mano pericolosamene a fanciulli, ricordo assali appuntiti, particolari minuti facilmente ingeribili.
La sicurezza doveva ancora entrare in ballo. E che dire delle lame che azionavano le sospensioni?
Arrugginivano presto ed avevano bordi taglienti come lama di rasoio.
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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 10:14 
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Alla fine degli anni 70 mio cugino aveva uno scatolone pieno di Rio e Dugu che mio zio riceveva in omaggio col pieno benzina.
Ai miei cugini non importava nulla di quei modelli, per cui erano in condizioni M&B.
In quello stesso periodo si stavano diffondendo le prime televisioni private, con pochi pezzi di legno e un tondino di rame mi ero fatto un'antenna da applicare alla TV e funzionava benissimo.
Quando la vide mio cugino, mi chiese di farne una anche per lui e scattò il piano diabolico: 'Io ti faccio l'antenna in cambio dei Dugu'.
Fatto!
Io realizzai l'antenna a costo praticamente nullo e mi portai a casa (di nascosto da mia zia!) un dozzina di Dugu.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 10:20 
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Gambadilegno era famoso per essere un po'malandrino.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 10:26 
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Per me Solido ha virato verso il " collezionismo" senz'altro tra i primi . La 312 P LM 69 era già quasi perfetta ,mancava solo ( forse nella mia ? ) la riga bianca orizzontale che la distingueva dalla #19.Ed ancora la 512 S e la 512 M Sunoco, creati con documentazione alla mano. Gli altri grandi ,secondo me, non hanno seguito il nuovo corso forse pensando ( e credo a ragione) che i ragazzi degli anni 70 non sarebbero stati più interessati a giocare con le " macchinette". Negli ultimi 20 anni con l'arrivo dei video giochi quell'utenza èproprio sparita. Di conseguenza è comparsa all'0 orizzonte la "qualità" Minichamps prima e Spark poi .


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 10:53 
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I Dinky France erano molto curati.
Ideati come giocattoli oppure già strizzavano l'occhio ad una clientela adulta?
Il dubbio è forte.
Poi penso, e non so perchè, agli Yaxon.
Bruttarelli e giocattoli a tutti gli effetti.
Le stesse Buraghine in 1/43 altro non erano se non giocattoli.
In definitiva, quando i bambini hanno smesso drasticamente di giocare con le macchinine e queste sono diventate preda di attempati e stimati padri di famiglia?
Chi ha deciso per primo di produrre per una clientela datata?
Ragionandoci su, ho notato che le veterane più si addicevano alla raccolta rispetto modelli che riproducevano l'attualità.


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In fin dei conti, i bambini si rispecchiavano nelle auto che vedevano tutti i giorni, lasciando in negozio le nonnine a quattro ruote.


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MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 11:15 
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Stavo rispondendo, ma sono dovuto uscire.
I modelli sono diventati da "adulti" quando gli stessi bambini, che ci giocavano, sono diventati adulti.
Sono cresciuti insieme, poi, per strada, se n'è aggiunto qualcuno in più.


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