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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 11:26 
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Fofò è sempre molto pragmatico e sul pezzo.
Davvero.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 11:52 
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Umberto ha scritto:
Gambadilegno era famoso per essere un po'malandrino.


Macché malandrino, anzi dovrei essere considerato un benefattore.

Cosa vuoi che fossero poche macchinine di fronte alla possibilità di vedere 'Colpo grosso'?


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 12:09 
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Ma sì, con un po'di tondino di rame ed un cospo di legno hai rallegrato tristi serate.

"Cin cin, ricoprimi di Dugu...Cin cin..."


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 12:13 
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Sono contento che il thread abbia avuto presa, complici anche i tanti ricordi che ognuno si porta dietro, spesso senza poterli condividere nella propria quotidianità.
E' vero che i vari Dinky, Corgi ecc degli anni 50/60 nascevano come giocattoli, ma è anche vero che c'era già chi li collezionava perché di fatto erano gli unici automodelli che si trovavano in giro, anche se non mancano sporadici casi di "speciali" ante litteram, soprattutto in ambiente britannico. Il collezionismo è stato, se ci pensiamo, il fenomeno che ha permesso ad una stretta minoranza di quei modelli di pervenirci in condizioni originali e con scatola, a parte i classici fondi di magazzino che diventano sempre più rari a trovarsi.
Sui Solido il discorso può essere abbastanza articolato. Corgi e Dinky andarono in crisi negli anni settanta, anzi a ripercorrere la storia delle due case (soprattutto quella della Dinky) assistiamo a crisi economiche di notevole portata e puntualmente ricorrenti. Non saprei dire se l'ascesa di Solido fra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta sia stata una delle cause o una delle conseguenze dello stallo dei due marchi britannici; questo sarebbe un aspetto da approfondire. Certo è che mentre Corgi e Dinky ingaggiavano una lotta senza esclusione di colpi con modelli sempre più fantasiosi e dotati delle più strane diavolerie, Solido si specializzava, riuscendo a conciliare sempre di più le esigenze dei collezionisti con le aspettative dei ragazzi. Credo che molti dei collezionisti di oggi siano nati proprio in quel periodo, iniziando a raccogliere i Solido senza più giocarci.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 12:26 
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Di storie da raccontare, quante ce ne sarebbero...
Inizio con questa. Marsiglia, estate 1977. Primo viaggio all'estero con i miei, avevo 6 anni. In centro, un negozio fornitissimo, aveva decine e decine di scatole di Dinky. Io già all'epoca avevo un'insana passione che i modelli che "non facevano più", e uscimmo dal negozio con, tra l'altro, una Fiat 1200 Gran Luce, una VW 1600 e un'Opel Rekord. Ricordo che ci giocavo sulla cappelliera dell'auto mentre da Marsiglia proseguivamo il viaggio, non ricordo se ancora verso altre mete francesi o per tornare verso Ventimiglia. Ci giocavo in ordine cronologico, immaginando la storia di una famiglia che aveva acquistato prima la Fiat, per poi passare all'Opel e infine alla Volkswagen. Ben presto questi modelli, immacolati, vennero sfruttati in modo sempre più massiccio, fino a perdere molta parte del loro aspetto nuovo. Per anni e anni sono rimasti in qualche scatola, ai margini della collezione, proprio per quel loro essere usati e poco degni di occupare posti di rilievo accanto a modelli nuovi. L'Opel mi è capitata fra le mani qualche mese fa, parlando con Christophe Hubert, sul quale ho scritto un articolo su Modelli Auto di marzo. Da lì l'idea di farla rivivere sotto forma di "code 3". Non si sarebbe quindi trattato di un restauro nel verso senso della parola, ma di un'interpretazione di quello che sarebbe potuto essere e non fu mai. In parole povere, ho scelto un colore coerente con la produzione Opel di quel tempo, ma mai utilizzato dalla Dinky, neanche per la produzione sudafricana.
Ecco il modello prima di essere inviato in Francia e dopo la lavorazione. Tra l'altro, questa Opel compare proprio nell'articolo, accanto ad altri code 3. Chi l'avrebbe mai immaginato in quella lontana estate del 1977!


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 12:43 
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Marsiglia, storia e borse scambio. Un intreccio gagliardo.
Non partecipai mai all'appuntamento francese ma ricordo bene come, all'epoca, le dogane erano delle vere tagliole.
Spinosa quella di Ventimiglia, micidiale quella di Ginevra. Nella seconda incappai io, cavandomela per il rotto della cuffia.

Purtroppo un produttore, celebre nei primi anni ottanta, lasciò il camper e gran parte del suo contenuto tra Italia e Francia, complice una delle tante spiate che allora erano così di moda.
Io restai fermo in dogana in Svizzera grazie, e qui lo posso dire, a Zwicky. Quando c'era la borsa di Ginevra, lui poteva anche chiudere bottega e si vendicava in questo modo, avvisando chi di dovere. Prima o poi, i vari pesci finivano nella rete.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 12:48 
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Di recente un commerciante tedesco ci ha lasciato le penne arrivando a Basilea, diretto alla borsa di Lucerna in dicembre. In questi casi, quando si hanno auto o furgoni pieni di roba è consigliabile fare un'importazione temporanea evitando qualsiasi rischio. A lui hanno sequestrato tutto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 13:08 
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Azzardo un'ipotesi... azzardata.
Premesso che ci sono nel mezzo tanti "se" e tanti "ma", l'evoluzione dei gusti e dei costumi, un riposizionamento della stessa automobile nelle gerarchie collettive.
Pensavo... e se la mancanza di nuove leve fosse dovuta a questo famoso passaggio storico a cui tutti avete fatto cenno?
Dinky, Mercury e via discorrendo sono, in qualche modo, cresciute con il loro pubblico fino quasi ad implodere, alla ricerca del colpo ad effetto.
In questo loro cammino, come detto, hanno creato una generazione di appassionati che li ha seguiti fino alla fine e che, nel tempo, si è trasformata negli attuali collezionisti.
Questa crescita parallela ha però creato un vuoto.
Non c'era più il giocattolo da collezione (ovvero provvisto di dettagli e finezze costruttive), ormai diventato oggetto da collezione e destinato ai portafogli più muniti, ma, complici i mutati costumi e le nuove realtà economiche, si faceva largo l'automodello giocattolo, una caricatura della vera automobile, molto più robusto delle precedenti generazioni e molto più economico, perché senza dettagli.
Ecco che, finita l'infanzia, questi giocattoli non avendo alcuna funzione (non sono belli, non sono dettagliati, sono robetta per bambini), vengono semplicemente gettati o (nella migliore delle ipotesi) regalati.
Del loro passaggio non è rimasto nulla.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 13:09 
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A proposito della Isotta Fraschini di Umberto, queste sono state prodotte in Francia con gli stampi Politoys:

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Ultimi acquisti Dinky:

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Manca il furgone con l'antenna per completare il trittico.

E per finire: 'Me I'm just a lawnmower. You can tell me by the way I walk':
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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 13:16 
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Oggi il giocattolo inteso come tale, non ha più bisogno di fedeltà di linee.
Basta la somiglianza, non disgiunta dal rispetto delle severe leggi sulla sicurezza.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 13:19 
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Sull'Isotta Fraschini ricordo come fosse oggi che il tettuccio era sostenuto da fili metallici.
lo so perchè era il primo che smontavo per poi rimetterlo in sede.
E quei fili oggi porterebbero direttamente in tribunale la casa costruttrice del modello, senza nemmeno passare dal via.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 13:23 
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Sicuramente la transizione tra giocattolo e modello è avvenuta con gradualità e sicuramente i Rio e i Dugu nascono come modelli da collezione rivolti principalmente, ma non solo, agli adulti.
E' vero, le veterane venivano considerate più adatte come oggetto da collezione e in quest' ottica si mosse sicuramente la Politoys con la sua serie di modelli antichi. A proposito, non so se lo ricordate...questi modelli, almeno all' inizio e per un breve periodo, furono commercializzati con due tipi di confezioni diverse, la solita scatoletta di cartone a prezzo normale, attorno alle 400 £., e un cofanetto di plastica trasparente rigida, da esposizione e che faceva l' occhiolino al collezionista adulto, a ben più caro prezzo, 800 £., se ricordo bene. I modelli erano identici e credo che le confezione (molto) più cara non avesse avuto successo.
Le considerazioni di Fofò sono, al solito, centrate. Però, in altri forum, si legge di adulti (certo più giovani di noi) appassionati collezionisti di Burago 1/43 e Martoys/Burago e Politoys 1/24, modelli che a me non dicono proprio nulla e che, soprattutto i primi, esemplificano la minore qualità rispetto ai Dinky e Corgi, ma tant' è!
E che dire dei Cararama, la cui qualità, soprattutto in rapporto al prezzo, è ben più elevata, paragonabile forse a quella degli anni '60...come verranno considerati in futuro?

PS Non dico che quell' Isotta Politoys ce l' ho per non provocare le ire di Umberto... :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 13:25 
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Questo è un Dinky France.
Era nella scatola delle rimembranze, all'epoca si trattava di uno dei miei modelli preferiti. Linee azzeccate, cofano e bagagliaio apribili, finestrino lato guida abbassabile.
Versione Tour de France di fantasia.
Mi piaceva da morire la Giulia e mi piaceva il modello, quindi, da collezionista di soggetti rallistici, decisi di trarne una versione che corse il Montecarlo, elaborandolo.
Con il tempo, uscì il kit di Provence Moulage ma io decisi di tenere la "mia" Giulia che, tra l'altro, credo avesse ispirato molto da vicino il protototipista autore della maquette del kit.
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MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 13:28 
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Mia mamma mi regalò quella con la vetrina. Base color nocciola, mi pare.
Invecchio male perchè i ricordi diventano una specie di valanga e non riesco a viverli serenamente.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia e storie di obsoleti: acquisti di un tempo e non
MessaggioInviato: venerdì 19 giugno 2015, 14:06 
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Località: Vedano Olona (VA)
Effettivamente è vero caro Zio....ad un certo punto i ricordi generano un Mucchio Selvaggio (come la mitica rivista) e dipanare tutta o in parte 'sta matassa è proprio un bel casino !!
Però io ricordo che con mio padre nei primissimi '70 lui quasi cinquantenne "neopatentato" il sabato pomeriggio mi portava con la sua 128 rossa da casa fino in paese a giocare la schedina per poi, attraversata la strada, entrare dal "tabacchino" che davanti aveva qualche giocattolo di plastica, ma sul retro c'era un vecchissimo camino che usava nella parte alta come espositore;
a quel punto il gestore mi metteva una sedia sulla quale poi salivo per guardarmi tutte quelle splendide scatole di Solido, qualche Corgi e molte Politoys.
E' grazie a lui e alla buonanima di mio padre che ogni tanto mi permetteva l'acquisto di una piccola parte di Mondo che ho iniziato a riempire quella famosa scatola in compensato che tenevo in cucina sotto il divano, e da lì partivano le più grandi sfide di velocità verso la porta di entrata........è capitato anche che mia madre entrasse in quel preciso istante e, reduce dallo scampato pericolo, si prodigava nei suoi oramai mitici "lanci della ciabatta" verso il sottoscritto.....con l'obbligo poi di riportargliela e conseguenze del caso !!!
E poi sono arrivati gli Autosprint......e sopratutto i "Mini Autosprint" e da lì è partita la scimmia totale.


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