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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: lunedì 21 settembre 2015, 11:06 
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A ricordo del centenario della Motta - San Vito, nel 2013, è stato pubblicato un opuscolo e sono stati organizzati una mostra di due giorni ed un convegno...

Fosse stata la Ceva Ormea, avremmo visto "Laffondazione" a bordo di un carrello per ispezionare la linea e ...beh lasciamo perdere...

Interessante al riguardo è l'articolo di Canton su "il tender" n° 70:

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Qualcuno ha notizie dell'opuscolo?

Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: lunedì 21 settembre 2015, 11:19 
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Questo articolo di Gianni Strasiotto, invece, l'avevo salvato dalla rete...:


I Cento anni della Ferrovia
Motta-San Vito e Motta-Portogruaro. Inaugurati il 6 luglio 1913
________________________________________
I due tronchi ferroviari Motta di Livenza-San Vito al Tagliamento e Motta-Portogruaro sono entrati in esercizio un secolo fa, il 30 giugno 1913, ed inaugurati il 6 luglio 1913. Il primo è in disuso da decenni, il secondo, dopo diversi anni di chiusura, è stato riaperto nel 2000.
Fin dal 1879 fu deliberata la costruzione della "traversale" Treviso-Motta di Livenza, aperta al traffico nel 1885. Negli anni successivi il prolungamento della linea prima per Portogruaro e poi per San Vito fu vivamente richiesto da questi capoluoghi di mandamento, interessando i parlamentari eletti dai due territori. Le prese di posizione furono molteplici e a Portogruaro fu costituito anche un apposito comitato promotore che cercò ogni possibile appoggio a sostegno di "ragioni topografiche e commerciali, per non lasciare una plaga vasta e fiorente priva di ogni moderno mezzo di comunicazione". Il prolungamento fino a San Vito poggiava sulla sua "specialissima e indiscutibile caratteristica di linea militare di somma importanza strategica". Nel 1907 quest’ultima richiesta venne fatta propria dallo Stato Maggiore dell’Esercito, dopo aver ottenuto che lo spostamento della linea di difesa del confine italiano dalla sinistra del fiume Po alla destra del Tagliamento. Sempre nel 2007 la Direzione delle Ferrovie iniziò gli studi di progetto per la realizzazione dei due tratti. Nel 1909 avvenne l’affidamento dei lavori alla Società Veneta di Padova, avviati nell’agosto dello stesso anno. Determinante fu l’appoggio del politico veneziano Luigi Luzzatti (1841-1927, giurista ed economista), per quattro volte Ministro del Tesoro e poi Presidente del Consiglio dei Ministri, dal marzo 1910 al marzo 1911, al quale, fra l’altro, va riconosciuto il merito per la nascita dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari nel 1903.
La Motta-Portogruaro ha un percorso di km. 17.700 con una sola stazione intermedia a Pramaggiore, in località Belfiore, distante quasi cinque chilometri dal capoluogo. La Motta-San Vito misura km. 27.00 con stazioni ad Annone-Pravisdomini (ubicata in località Santa Fosca di Pravisdomini), Azzano X-Chions e Sesto al Reghena, più una "fermata" a Pravisdomini. Quest’ultima, a ridosso del capoluogo, non era prevista dal progetto, ma ottenuta grazie alla fermezza del sindaco e alla mobilitazione della popolazione, anche se la municipalità fu gravata da alcuni oneri, quali la costruzione dei marciapiedi e la posa della cancellata in cemento. Il comune di Annone a sua volta, benché risentito per l’ubicazione della stazione, lontana dal capoluogo, si accollò alcune spese concernenti migliorie e l’ampliamento del piazzale. Sembra che gli amministratori annonesi, con a capo il sindaco Giuseppe Franchi, non abbiano inteso collaborare nelle preliminari operazioni di esproprio e da qui la "punizione". La stazione, alla fine, fu più ampia delle altre, tutte replicanti lo steso progetto: quattro ingressi con due sale d’aspetto, piccolo magazzino merci interno e servizi igienici esterni. Ogni stazione fu dotata di scalo merci con ampio magazzino, piano caricatore con carico di testa, bilancia a ponte da 30 tonnellate, risultando così "ammessa a tutti i trasporti in servizio interno e cumulativo italiano di viaggiatori, bagagli, cani, giornali, valori, merci, feretri, veicoli e bestiame (inizialmente esclusa Pramaggiore "per mancanza di strade d’accesso"). Al primo piano c’erano due alloggi. Per la realizzazione dei due tronchi si costruirono tre grandi ponti metallici: sul vecchio alveo del Livenza a due travate indipendenti, sul ramo nuovo del Livenza e sul canale Malgher (al tempo detto Borida) a due binari. Per tre chilometri, dalla stazione di Motta alla diramazione, le linee corrono adiacenti.
I lavori ebbero completamento nel giugno 1913 e il 6 luglio alle ore 7.30 un treno particolarmente addobbato e con la locomotiva imbandierata, partì da Motta con a bordo l’on. Luzzatti, parlamentari e un alto numero di autorità, per il viaggio inaugurale. Breve fermata a Pramaggiore e sosta a Portogruaro con esibizione della banda cittadina che suona la marcia reale, ricevimento in municipio e discorsi di rito, rinfresco. Ripartenza alle 9.40 e arrivo a San Vito alle 10,05, accolti dall’on. Francesco Rota e dal sindaco Morassutti, con il medesimo copione. Partito da San Vito il treno sostò a Sesto al Reghena, accolto dalla banda di Bagnarola, con saluto di benvenuto a Luzzatti da parte dell’avv. Amedeo Sandrini, successive fermate a Chions-Azzano Decimo, Pravisdomini, Annone Veneto-Pravisdomi. Il cronista de La "Concordia" scrive: "Passiamo in mezzo ad una campagna a coltura intensiva, floridissima, popolata da una classe di contadini affezionati alla terra che coltivano e che lungo la via ci salutano festosi. Alla stazione di Annone-Pravisdomini, tra cui primeggia il sesso gentile […] ci chiediamo perché mai si abbia tanto tardato a concedere questa linea che segna la resurrezione di una popolazione laboriosa, forte, gentile".
A Motta di Livenza i festeggiamenti trovarono l’apice: ovunque manifesti, strisce inneggianti gli ospiti bandiere e fiori. Breve ricevimento in municipio e alle 13.30 tutti gli invitati si avviarono alla stazione, vicino alla quale il Comitato per i festeggiamenti aveva predisposto un padiglione "tappezzato da fiori e bandiere tricolori. I coperti sono oltre 600". Dopo il sontuoso banchetto furono pronunciati i discorsi dell’on. Francesco Rota e dell’on. Vittorio Moschini in rappresentanza del portogruarese, quest’ultimo prevalentemente di carattere elettorale, blandamente critico con Luzzatti, esultante per la nuova legge elettorale "che darà alla Camera una nuova fisionomia" (In ottobre si sarebbero svolte le prime elezioni a suffragio universale maschile). A seguire gli interventi dei sindaci di Portogruaro, conte cav. Camillo Valle e di San Vito, cav. Pio Morassutti. Lungo e articolato quello dell’on. Luzzatti, che puntualmente rispose a tutte le richieste presentate dagli oratori, privo di polemica con l’on. Moschini: "…quello che ci unisce è l’affetto alla Patria, l’affetto alla terra di Motta tanto cara al mio cuore". Fra le autorità parlamentari ed ex parlamentari friulani: sen. Elio Morpurgo di Udine, on. Pietro Ellero di Pordenone, on. Luigi Galeazzi di Chions (già sindaco di Pordenone del 1905 al 1909).
Il cronista de "La Concordia" scrive: "Una lacuna dolorosa è stata la completa assenza di ogni atto religioso. Cristiani, noi, e con noi il popolo tutto, avremmo veduto volentieri il sacerdote di Dio invocare la benedizione del Cielo sui trionfi dell’uomo. Da Dio ogni cosa si inizi, dicevano gli antichi, perché, sentenzia lo scrittore ispirato, invano lavora chi non lavora con Dio. A compier le belle imprese / l’arte giova - il senno a parte; / Ma vaneggia il senno e l’arte / quando amico il Ciel non è. Si dirà che la poesia di Pietro Trapassi è stata sorpassata. Per noi è filosofia permanente".
Durante la Grande Guerra dalla stazione di Pramaggiore partirono ingenti quantitativi di legname, prelevati dalla vicina foresta, nota come il "Bosco di Loncon" di Annone Veneto, diretti al fronte dell’Isonzo e verso il Piave durante l’occupazione austro-ungarica. Si ebbe la totale distruzione di un’area miracolosamente preservata per secoli. Gli occupanti utilizzarono il vasto piazzale della stazione di Annone come deposito per le munizioni da inviare al fronte tramite le "decauville" (dette "ferratine"), che collegavano tutti i paesi fino al Piave. Il deposito fu fatto poi esplodere, con gravissimi danni alla stazione ed alle strutture ferroviarie, il 3 novembre 1919. Nella "fermata" di Pravisdomini furono realizzati due serbatoi, alimentati da due pozzi artesiani, per rifornire i treni della Motta-Vienna e una stazione a otto binari per le linee scartamento ridotto. Da qui partiva la Pravisdomini-Visnà, unica linea passeggeri ad arrivare vicino al fronte, collegata con Oderzo e Sacile.
La linea Motta-Portogruaro fu chiusa il 5 novembre 1966, a seguito dei danni dovuti alla tragica alluvione che interessò diversi comuni e in particolare Motta di Livenza; quella per San Vito, dopo oltre venti giorni d’interruzione, fu ripristinata. La prima, dopo un’interruzione d’oltre 33 anni, fu riaperta al traffico il 29 febbraio del 2000, con l’aggiunta della fermata di Annone Veneto, in località Giai. La linea Motta-San Vito fu chiusa al traffico viaggiatori l’1 agosto 1967, mentre continuò a essere utilizzata come tradotta merci fino all’anno 1978, con l’eliminazione delle barriere ai passaggi a livello e segnalando il possibile transito dei (rari) treni con le croci di sant’Andrea. Nel 2011 i caselli della Motta-San Vito sono stati ceduti alla S.p.A. "Acque del Basso Livenza" con sede ad Annone Veneto, mentre circa 25 dei 27 km. della sede ferroviaria sono stati concessi alla stessa in comodato d’uso a tempo indeterminato (dall’innesto della San Vito-Portogruaro allo svincolo di Motta). La società, formata oggi da 19 comuni: uno della provincia di Treviso, 11 di Pordenone e 7 di Venezia, poserà sotto la vecchia sede ferroviaria delle condotte idriche e vi realizzerà sopra una pista ciclabile, ricavando in alcuni spazi oasi di sosta e mettendo a dimora piante autoctone, mentre studierà con i comuni interessati l’eventuale utilizzo delle case cantoniere e delle vecchie stazioni.

Gianni Strasiotto


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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: lunedì 21 settembre 2015, 17:10 
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Ultima stazione prima di arrivare a Motta di Livenza...

...Annone Veneto.

Per il momento non si capisce se il corretto tracciato fosse sul secondo o sul terzo binario...

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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: lunedì 21 settembre 2015, 18:42 
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Bella "sostanziosa" anche questa. Strano il primo piano, sembrerebbe che il binario più distante dal FV fosse servito da una doppia traversata, anche se pare di più un errore del disegnatore.

Continuo con le progettazioni del plastirama per Chions perchè permette più possibilità di manovra con il suo scalo "elaborato" e che in teoria (se la linea fosse sopravvissuta, sarebbe...) permetterebbe un rapido servizio treno/camion, tanto di trasbordo merci quanto eventualmente di carrellamento carri e perfino di trasbordo container; tanto le aziende in zona più di un contenitore alla volta non sarebbero nemmeno in grado di gestirlo.


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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: martedì 22 settembre 2015, 15:53 
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Aspettiamo impazienti il lavoro di Snajper...

...a me intanto sono arrivati i disegni, direi fatti bene e molto chiari, del fabbricato viaggiatori di Annone Veneto...

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...mi sono messo all'opera ma è venuta fuori una schifezza....

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Commento file: da Ferrovieabbandonate.it M. Figus, 2010
Ex-stazione di Annone Veneto, abbandonata e fatiscente (M. Figus, 2010).jpg
Ex-stazione di Annone Veneto, abbandonata e fatiscente (M. Figus, 2010).jpg [ 86.73 KiB | Osservato 8145 volte ]



Che abbia esagerato con l'invecchiamento???


Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: martedì 22 settembre 2015, 22:14 
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Non è che hai dimenticato il saldatore troppo vicino, visto cosa è successo al tetto? :wink: :mrgreen:

Sono appena riuscito a rendere stampabili i disegni (con la laser B/N veniva un quadrato grigio: una giornata a Photoshop e GIMP per "pulirli"). Adesso giù di AutoCAD per farli in 1/160 per tagliare la plastica (prima le pareti, poi i cornicioni e le... come si chiamano? di porte e finestre). Poi dovrò mettermi alla cerca dei coppi. Siccome il magazzino oggi non c'è più, ci potrei fare il tetto coperto di quella roba catramata invece dei coppi, per semplificarmi la vita.


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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: mercoledì 23 settembre 2015, 14:59 
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snajper ha scritto:
Non è che hai dimenticato il saldatore troppo vicino, visto cosa è successo al tetto? :wink: :mrgreen:



:lol: :lol: :lol:




snajper ha scritto:
Poi dovrò mettermi alla cerca dei coppi. Siccome il magazzino oggi non c'è più, ci potrei fare il tetto coperto di quella roba catramata invece dei coppi, per semplificarmi la vita.


...ti ho risposto qua:

viewtopic.php?f=7&t=84442&p=864959#p864959


Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: mercoledì 23 settembre 2015, 17:00 
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cedro ha scritto:
Ultima stazione prima di arrivare a Motta di Livenza...

...Annone Veneto.

Per il momento non si capisce se il corretto tracciato fosse sul secondo o sul terzo binario...




Ecco la planimetria generale del dicembre 1927 di Annone Veneto...

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annone veneto 04 piano.jpg [ 200.49 KiB | Osservato 8063 volte ]





...da questa sembra che Annone Veneto avesse effettivamente tre binari e che il terzo fosse quello di corretto tracciato...

...ma siccome dei disegni non ci fidiamo, guardiamo su Street View

https://www.google.it/maps/@45.8005308, ... 6656?hl=it

Si legge benissimo sul casello la progressiva 6 + 956 e seguendo via Verdi...,


https://www.google.it/maps/@45.8013743, ... 6656?hl=it

e si vedono molto chiaramente i tre binari...


Questa volta, a differenza di Sesto al Reghena, i disegni sembrano corrispondere alla realtà...


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annone veneto 06 piano particolare.jpg
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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: giovedì 24 settembre 2015, 11:43 
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Mi sembra che i disegni suscitino meno interesse delle foto...

Allora lasciamo da parte i disegni ed il comune di Venezia (Annone Veneto) e ripartiamo verso il territorio della Marca... ...verso Motta di Livenza, stazione d'origine della San Vito - Motta

Siamo a Motta di Livenza nel 1964, si nota la colonna idraulica bianca e celeste, tipica della zona di Treviso (...o meglio, del compartimento di Venezia) e sullo sfondo il segnale a candeliere ed i due ponti metallici separati (uno parzialmente coperto dalla littorina appena partita per San Vito - Casarsa...) ...per le linee per San Vito (a sx) e per Portogruaro (a dx) ...

Motta di Livenza
1964
foto FS

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IMG_8217a Motta di Livenza 1964.00.00.JPG
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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: giovedì 24 settembre 2015, 12:26 
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Personalmente non conoscendo molto la linea mi sarei aspettato di trovare circa lo stesso piano di stazione di Chions e Pravisdomini e non addirittura tre binari. Se non ci fossero i disegni, credo sarebbe quasi impossibile conoscere oggi le planimetrie delle stazioni.
Guardando le foto provo dispiacere per tutto questo patrimonio andato perduto per sempre che invece, con la tecnologia di oggi, si potrebbe gestire "in economia"


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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: giovedì 24 settembre 2015, 16:49 
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cedro ha scritto:

Siamo a Motta di Livenza nel 1964, si nota la colonna idraulica bianca e celeste, tipica della zona di Treviso (...o meglio, del compartimento di Venezia) e sullo sfondo il segnale a candeliere ed i due ponti metallici separati (uno parzialmente coperto dalla littorina appena partita per San Vito - Casarsa...) ...per le linee per San Vito (a sx) e per Portogruaro (a dx) ...


Ciao



...nessuno commenta questa foto???

Allora lo faccio io: nel 1964 i tratti iniziali della Motta - S. Vito e della Motta - Portogruaro erano già stati unificati fino al "nuovo" bivio Livenza..., quindi il ponte di sinistra o non c'era più o comunque non veniva utilizzato!

Domanda: il segnale a candeliere indicava comunque l'itinerario per San Vito o per Portogruaro sebbene il bivio fosse posto a qualche kilometro di distanza?



tr27 ha scritto:
Personalmente non conoscendo molto la linea mi sarei aspettato di trovare circa lo stesso piano di stazione di Chions e Pravisdomini e non addirittura tre binari. Se non ci fossero i disegni, credo sarebbe quasi impossibile conoscere oggi le planimetrie delle stazioni.
Guardando le foto provo dispiacere per tutto questo patrimonio andato perduto per sempre che invece, con la tecnologia di oggi, si potrebbe gestire "in economia"


Infatti la cosa è curiosa, ma evidentemente, nonostante la brevità della linea e la vicinanza delle stazioni, ognuna era nata per esigenze ben specifiche. Strano infatti che Annone Veneto, diciamo la più importante per il piano binari, non avesse un binario a raso nello scalo merci...

Ciao


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MessaggioInviato: giovedì 24 settembre 2015, 17:51 
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...se il ponte era già uno solo e l'altro fuori esercizio, difficile dire verso dove fosse diretta l'automotrice....anzi, non esistendo al tempo impianti elettromeccanici "veloci" in quella stazione, quindi presupponendo che l'ala a via libera si possa disporre nuovamente a via impedita solo dopo un tempo un pochino diverso da quello dei moderni impianti ACE-ACEI, viene quasi da pensare che l'ALn stia arrivando in stazione e non partendo.

Ma se anche mi sbagliassi, rimane difficile stabilire se il treno (sembra una ALn 772....) sia inoltrato verso Portogruaro o San Vito senza almeno un'ala disposta a via libera...
...addirittura potrebbe essere solo in manovra sul tronchino di sicurezza per cambiare binario di partenza o ricovero....

Bellissima immagine, comunque...mette nostalgia....

Una puntualizzazione regolamentare: assodato che tutti i binari convergano per un chilometro circa su un'unica linea per poi separarsi verso Porto e verso S.Vito, e che il segnale protegga, come ovvio data la sua conformazione, il bivio in piena linea, ma considerato ancora stazione, tutti i treni pertenti per quelle direzioni dovevano partire e non superare i 30 km/h sino a dopo lo scambio della diramazione, essendo entrambe le ali ubicate alla stessa altezza (ali basse).
Superato lo scambio, il convoglio poteva raggiungere la velocità ammessa dalla linea.


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MessaggioInviato: giovedì 24 settembre 2015, 17:56 
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...e comunque nemmeno a Motta di Livenza mancavano le bici...



Motta di Livenza
1964
foto FS


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MessaggioInviato: giovedì 24 settembre 2015, 18:06 
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cedro ha scritto:
Mi sembra che i disegni suscitino meno interesse delle foto...

Nel mio caso l'interesse è più per i disegni... :wink:
Sui ponti di Motta, ricordo di aver visto su una rivista concorrente una foto di un ponte a doppio binario seguito da uno a binario semplice e si diceva solo dove fosse ma non perchè fosse così.

tr27 ha scritto:
Personalmente non conoscendo molto la linea mi sarei aspettato di trovare circa lo stesso piano di stazione di Chions e Pravisdomini e non addirittura tre binari. Se non ci fossero i disegni, credo sarebbe quasi impossibile conoscere oggi le planimetrie delle stazioni.
Guardando le foto provo dispiacere per tutto questo patrimonio andato perduto per sempre che invece, con la tecnologia di oggi, si potrebbe gestire "in economia"

Occhio che a me non viene dispiacere, viene altro, per cui ho sempre un caricatore di parolacce pronto all'uso... :evil: :wink:
E, guardando gli orari dell'ultimo esercizio, provate a farvela con l'auto e vedete se davvero ci si mette di meno... :?

cedro ha scritto:
Infatti la cosa è curiosa, ma evidentemente, nonostante la brevità della linea e la vicinanza delle stazioni, ognuna era nata per esigenze ben specifiche. Strano infatti che Annone Veneto, diciamo la più importante per il piano binari, non avesse un binario a raso nello scalo merci...
Ciao

Chions - Azzano Decimo parrebbe averlo avuto (io almeno lo immaginerò così nell'ipotetica sopravvivenza... 160 volte più piccola), ma era la sola. Forse i movimenti lì erano davvero più consistenti, mentre ad Annone era più facile che ci fossero incroci frequenti e soste.

cedro ha scritto:
...e comunque nemmeno a Motta di Livenza mancavano le bici...

Ma sapete che grazie alle bici potete ricavarvi la grandezza di qualche oggetto lì presente e che non conoscete. Di solito quelle bici sono circa tutte uguali, hanno sul metro e 70 cm fra i due punti più estremi. Diverse volte la presenza di una bicicletta mi ha risolto il problema.


Ultima modifica di snajper il giovedì 24 settembre 2015, 18:16, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: TREVISO, Deposito Locomotive e dintorni
MessaggioInviato: giovedì 24 settembre 2015, 18:15 
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l.voltan ha scritto:
...se il ponte era già uno solo e l'altro fuori esercizio, difficile dire verso dove fosse diretta l'automotrice....anzi, non esistendo al tempo impianti elettromeccanici "veloci" in quella stazione, quindi presupponendo che l'ala a via libera si possa disporre nuovamente a via impedita solo dopo un tempo un pochino diverso da quello dei moderni impianti ACE-ACEI, viene quasi da pensare che l'ALn stia arrivando in stazione e non partendo.

Ma se anche mi sbagliassi, rimane difficile stabilire se il treno (sembra una ALn 772....) sia inoltrato verso Portogruaro o San Vito senza almeno un'ala disposta a via libera...
...addirittura potrebbe essere solo in manovra sul tronchino di sicurezza per cambiare binario di partenza o ricovero....

Bellissima immagine, comunque...mette nostalgia....

Una puntualizzazione regolamentare: assodato che tutti i binari convergano per un chilometro circa su un'unica linea per poi separarsi verso Porto e verso S.Vito, e che il segnale protegga, come ovvio data la sua conformazione, il bivio in piena linea, ma considerato ancora stazione, tutti i treni pertenti per quelle direzioni dovevano partire e non superare i 30 km/h sino a dopo lo scambio della diramazione, essendo entrambe le ali ubicate alla stessa altezza (ali basse).
Superato lo scambio, il convoglio poteva raggiungere la velocità ammessa dalla linea.




Grazie Luigi,
sempre molto chiaro...

L'ALn in partenza dovrebbe essere questa:

Motta di Livenza
1964
foto FS

Allegato:
IMG_8215 ALn Motta di Livenza 1964.00.00.jpg
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...e va verso Casarsa perché su un'altra foto si legge la tabella di percorrenza..


...ma una cosa che non si vedrà mai più è questa:

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IMG_8215 uomo Motta di Livenza 1964.00.00.jpg
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