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 Oggetto del messaggio: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 11:33 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 11:01
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Località: Palazzago (BG)
Ciao.
Devo dire che la possibilità di pubblicare immagini su questo forum è davvero fantastica, e permette di trattare temi anche complessi ad un livello davvero soddisfacente.

E allora eccomi ancora qui a far domande. Il tema è quello della "trazione bassa". Se n'è già parlato nel vecchio Forum, e ricordo che l'ottimo Lirex fece del suo meglio per descrivere questa soluzione tecnica, ma io ci capii poco più d'una mezza cippa (licenza).
Qualche anima pia - magari il pazientissimo Lirex? - saprebbe spiegare in cosa consta la trazione bassa, magari avvalendosi di esplicative immagini e diagrammi?

Ciao e grazie.


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MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 13:08 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 13:24
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Località: Milano
Posso fornire le parole...., per le figure occorre qualcuno che le ha pronte...,

Ogni mezzo di trazione, quando esercita una azione di traino o di spinta è sottoposto ad una azione dovuta all' instaurarsi di una coppia di forze aventi braccio uguale alla distanza tra il punto di applicazione della forza di trazione o spinta ( gancio di trazione/ repulsori o aggancio autom.) e il piano del ferro. Tale coppia provoca una rotazione della locomotiva nel piano verticale ("cabraggio") particolarmente dannosa ai fini della trazione in quanto provoca una difformità tra il carico dei vari assi ( l'asse anteriore risulta più scarico) creando i presupposti per l'innesco di fenomeni di slittamento, specie durante gli spunti con treni pesanti. Tale fenomeno è particolarmente significativo nei mezzi di trazione a carrelli ( oramai quasi tutti).

Le forze che agiscono durante l'azione di trazione in una locomotiva a carrelli sono:
Forze di trazione a livello del binario esercitate da ogni ruota della locomotiva
Forze di reazione a livello del collegamento carrello- cassa
Forza di trazione esercitata dalla locomotiva sul treno, posta alla quota dell' organo di trazione.

Sono presenti due fenomeni di "cabraggio" che si sommano tra di loro:

Cabraggio del carrello.
E' dovuto alla coppia Forza di trazione - Reazione carrello-cassa; tanto maggiore è la distanza del punto di applicazione della reazione carrello-cassa dal piano del ferro tanto maggiore è la coppia che tende a sollevare l'asse anteriore del carrello. Il fenomeno è tanto maggiore quanto e minore il passo del carrello, in quanto il braccio della coppia equilibratrice del carrello, formata dalle componenti verticali che caricano l'asse posteriore e scaricano quello anteriore è maggiore.

Cabraggio della cassa
E' dovuto alla coppia Reazione carrello -cassa e forza di trazione sul gancio ed alla differenza di quota tra la coppia perno-ralla del carrello e l'altezza del gancio di trazione. Poichè di solito, nelle locomotive tradizionali tale diffrenza di quota è piccola, questo effetto è poco siginficativo.

In condizioni transitorie il momento di inerzia contribuisce a ridurre l'azione delle forze di cabraggio; tale contributo è minore nei carrelli, che hanno massa ridotta, mentre è molto importante nel cabraggio della cassa, in quanto essa ha una massa notevole.

Allo scopo di ridurre gli effetti nocivi del cabraggio sono stati introdotti dei dispositivi che agiscono sulla meccanica, sull'equipaggiamento o sulla struttura stessa della locomotiva; in generale essi sono:
Anticabraggio elettrico : si agisce sull'equipaggiamento elettrico riducendo la forza di razione esercitata dal carrello anteriore
Trazione bassa: consiste nell'abbassare la quota del punto di connessione carrello-cassa, riducendo notevolmente il cabraggio del carrello

Teoria della trazione bassa
Nella trazione bassa il punto di applicazione della reazione carrello-cassa, cioè il punto di trasferimento della forza di trazione viene portato ad una quota molto bassa rispetto al piano del ferro; la coppia perno-ralla, se esiste, viene sgravata da ogni azione meccanica e la trazione viene affidata a dei tiranti-puntoni sotto al telaio del carrello che vengono fissati a castelletti solidali alla cassa che si protendono dal telaio verso il basso.
Con tale soluzione la coppia di cabraggio dei carrelli diventa molto bassa in quanto il braccio di essa ha un valore di circa 20-30 cm ( contro il metro circa della soluzione tradizionale).
Il cabraggio della cassa, invece, diviene più significativo rispetto alla soluzione tradizionale ( il braccio aumenta da una decina di cm a 60-70 cm) ma viene efficacemente contrastata durante i transitori dalla grande massa della cassa della locomotiva e dalla eventuale presenza di un dispositivo anticabraggio elettrico od elettronico che riduce la forza di trazione al carrello posteriore.


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MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 14:04 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 20:47
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Località: Cremona
Ecco le immagini. Non mi dilungherò molto sulla spiegazione in quanto lirex ha già fatto un ottimo lavoro.
In condizioni di trazione, ovvero con forza di trazione F sviluppata al gancio, le forze agenti sul locomotore sono le seguenti:

Immagine

Se andiamo ad isolare la cassa si nota, per effetto della differenza di altezza tra la forza di trazione sviluppata dai carrelli (ad altezza h) e la corrispondente reazione al gancio F (ad altezza H) si genera un momento che tende a far ruotare la cassa (cabraggio). Dato che la cassa, a transitorio esaurito, non ruota significa che vi è un momento uguale e contrario, che viene sostituito dalla coppia di forze q, la cui azione va a caricare il carrello posteriore e scaricare il carrello anteriore.

Immagine

si può dimostrare che:

q=F*(H-h)/i

Per questo fenomeno la trazione bassa peggiora le cose in quanto aumenta il termine H-h rispetto ad una trazione "non bassa".
Ma se andiamo ad analizzare le forze agenti sul carrello vediamo che la trazione bassa offre un vantaggio:

Immagine

Per lo stesso fenomeno visto prima sulla cassa il fenomeno di cabraggio del carrello genera una coppia di forze che scarica l'asse anteriore e carica l'asse posteriore. Questa forza è data da:

t=F/2*(h/p)

Per cui riducendo h si riduce questa fonte di squilibrio.
Alla fine, il vantaggio acquisito nel cabraggio del carrello è superiore all'effetto negativo del cabraggio della cassa, pertanto la trazione bassa è un valido dispositivo anticabraggio di tipo meccanico.
[/img]


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MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 14:10 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 20:47
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Località: Cremona
Fatto casino con le immagini... Provo a rimettere quelle che non sono venute bene...

Immagine

Immagine

Sorry...


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MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 14:11 
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Località: Cremona
NO! forse ci siamo adesso...

Immagine[/URL]


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MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 14:14 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 20:47
Messaggi: 526
Località: Cremona
No, neanche adesso... Ma come si fa?

Va beh, metto il link:

http://img101.imageshack.us/my.php?image=402a10rz.png
http://img61.imageshack.us/my.php?image=402a36hr.png


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MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 21:36 
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Località: Palazzago (BG)
Ok, questa volta ha capito anche lo Zio Taiga!
Grazragaz!


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MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2006, 23:08 
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Iscritto il: mercoledì 25 gennaio 2006, 21:44
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Località: Schio, Vicenza
Alle OGR di Verona ho visto l’ impianto della trazione bassa di una E652 la cui cassa era già stata alzata: i collegamenti tra i tre carrelli e gli organi di aggancio sono costituiti da sbarre di acciao di 1,5 metri (a occhio) della sezione (a occhio) di 40x40 mm che in più risultano collegate ai carrelli e ai ganci tramite perni (cerniere). Credo pertanto che queste sbarre possano lavorare soltanto in trazione poiché, vista la loro snellezza e le condizioni di vincolo, sbanderebbero se sottoposte a carichi di compressione pari allo sforzo di trazione massima della locomotiva.
Pertanto, anche quando la locomotiva lavora in spinta, lo sforzo dei tre carrelli viene trasferito dalle sbarre ( che lavorano sempre in trazione) , all’ organo di aggancio posteriore e, tramite i longheroni della cassa (che lavorano in compressione), agli organi di repulsione anteriori, che spingono così il convoglio.
Sinceramente non ho chiesto conferma di questo al personale presente (gita di fretta!) ma l’ ho dedotto dalle forme e dimensioni degli organi.
Ricordo però che la E444, ad esempio, ha i carrelli collegati tramite cavi (precaricati a 3000Kg) che , come tali, non possono lavorare in altro modo che in trazione.
Buon treno a tutti !


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 Oggetto del messaggio: Re: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: domenica 18 agosto 2013, 13:54 
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Tiro su questo argomento.
Essendo ignorante in questo argomento, di potermi illustrare in modo elementare come funziona la trasmissione bassa per esempio di una E402B.

Luigi


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 Oggetto del messaggio: Re: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: domenica 18 agosto 2013, 15:36 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 16:57
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Località: Casteo
The Dark Master ha scritto:
Tiro su questo argomento.
Essendo ignorante in questo argomento, di potermi illustrare in modo elementare come funziona la trasmissione bassa per esempio di una E402B.

Luigi


:shock: :shock: Ma c'è scritto TUTTO ma proprio tutto, poche pagine più sopra!!! Dimmi che lo fai apposta, ti prego!! :| :|


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 Oggetto del messaggio: Re: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: domenica 18 agosto 2013, 16:16 
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Iscritto il: domenica 29 gennaio 2006, 19:26
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Località: Roma Tiburtina linea merci
magari le leggi della fisica per la E402B sono diverse dalla E402A... magari cambia pure se il modello è quello Acme o Hornby :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: domenica 18 agosto 2013, 21:56 
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Iscritto il: domenica 2 dicembre 2007, 11:43
Messaggi: 2810
Località: Catanzaro
noboibend ha scritto:
The Dark Master ha scritto:
Tiro su questo argomento.
Essendo ignorante in questo argomento, di potermi illustrare in modo elementare come funziona la trasmissione bassa per esempio di una E402B.

Luigi


:shock: :shock: Ma c'è scritto TUTTO ma proprio tutto, poche pagine più sopra!!! Dimmi che lo fai apposta, ti prego!! :| :|



Sbaglio o nel forum ci vorrebbe una disinfestazione...?


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 Oggetto del messaggio: Re: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: lunedì 19 agosto 2013, 9:28 
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Grazie infinite Lirex!


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 Oggetto del messaggio: R: Re: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: lunedì 19 agosto 2013, 10:30 
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Iscritto il: martedì 14 maggio 2013, 1:12
Messaggi: 956
The Dark Master ha scritto:
Tiro su questo argomento.
Essendo ignorante in questo argomento, di potermi illustrare in modo elementare come funziona la trasmissione bassa per esempio di una E402B.

Luigi

La "trazione bassa" è uguale per tutti i mezzi, che si usino cavi o barre o quant'altro.
Hai presente l'auto che in prima allo spunto alza il muso? Ecco i treni fanno la stessa cosa. Se il treno è troppo pesante il locomotore può slittare. Quindi hanno pensato di, invece di "agganciare meccanicamente" il carrello al locomotore da sopra (come sui 636) di appoggiare la cassa sopra i carrelli e "agganciarli meccanicamente" da sotto il carrello. In questo modo quando il mezzo tira il treno l'"aggancio meccanico" tende a tirare verso il basso il carrello.
Più semplice di così e con linguaggio meno tecnico non so spiegarlo...
Pure mia moglie l'ha capito!

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 Oggetto del messaggio: Re: Trazione bassa (Lirex?)
MessaggioInviato: lunedì 19 agosto 2013, 13:51 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 16:57
Messaggi: 1120
Località: Casteo
Ivan Vatteroni ha scritto:
The Dark Master ha scritto:
Tiro su questo argomento.
Essendo ignorante in questo argomento, di potermi illustrare in modo elementare come funziona la trasmissione bassa per esempio di una E402B.

Luigi


Più semplice di così e con linguaggio meno tecnico non so spiegarlo...
Pure mia moglie l'ha capito!



Eh, ma tua moglie mica si chiama Luigi :mrgreen:


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