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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 8:37 
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Non ha resistito nemmeno Jim Clark al fascino di un sedile Ferrari.
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1967 - Ferrari 412 P - Le Mas du Clos.jpg
1967 - Ferrari 412 P - Le Mas du Clos.jpg [ 293.06 KiB | Osservato 854 volte ]
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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 9:24 
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arlecchino ha scritto:
Non ha resistito nemmeno Jim Clark al fascino di un sedile Ferrari.
alb erto

Al di là del valore storico/emotivo, notevole il dettaglio della nastratura del parabrezza.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 11:17 
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Tutte queste immagini, bellissime, hanno un forte valore affettivo per quanti, in quegli anni, seguivano da ragazzini le gare a quattro ruote, e non hanno mai smesso.
Le foto di Lucien Bianchi sono immediatamente precedenti la sua tragica scomparsa alle prove di Le Mans: conosciuto e amato soprattutto attraverso i fumetti di Michel Vaillant (lui e il fratello Mauro erano comparse di lusso nei primi episodi della saga fumettistica francese), era rallysta e pilota endurance di grande caratura.
Mauro, già sopravvissuto a un incidente spaventoso a le Mans 67 su una Alpine (se cercate su gugol trovate delle foto che non ritengo opportuno postare qui perché orribili, in tutti i sensi), si ritirò definitivamente. Ma il destino gli riservava, nel 2015, la perdita anche del figlio Jules dopo nove mesi di coma in seguito a un incidente in f1 a Suzuka.
Jim Clark + Ferrari: c'è un'altra foto, molto esplicita, di quella prova nel settembre 1967 a Mas du Clos. E non è altrettanto positiva...
Clark visitò la collezione di Pierre Bardinon accompagnato dall’amico giornalista Jabby Crombac (altro personaggio fisso dei fumetti di Graton...). provò una Jaguar D-Type, una Bugatti T51 e la Ferrari P3/412P chassis 0848 appena acquisita dalla scuderia Filipinetti. Prima fece fare qualche giro alla fidanzata, poi al cronista, ad andatura "moderata" sulla Ferrari. Batté comunque il record del circuito privato, ma era molto deluso dalle prestazioni della vettura che, va detto, era reduce dalla stagione di gare e non era stata revisionata.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 11:35 
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casper ha scritto:
Mauro, già sopravvissuto a un incidente spaventoso a le Mans 67 su una Alpine (se cercate su gugol trovate delle foto che non ritengo opportuno postare qui perché orribili, in tutti i sensi), si ritirò definitivamente. Ma il destino gli riservava, nel 2015, la perdita anche del figlio Jules dopo nove mesi di coma in seguito a un incidente in f1 a Suzuka.

Azzardo due correzioni al tuo post: l'incidente fu nel '68 e Mauro era nonno di Jules. Controverso il fatto che Mauro abbia abbandonato le corse dopo il proprio grave incidente o dopo la morte del fratello.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 15:32 
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Le foto dell'Alfa 33.3 alle prove di Le Mans sono molto belle, perché si vede l'auto appena uscita dalla "catena di montaggio": una o più mani di rosso, niente scritte, né numeri; solo gli identificativi della casa e della scuderia...niente altro. Anche il famoso scudetto è stato sostituito da un adesivo. Tornerà poi il classico triangolo di alluminio nelle successive 33.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 16:45 
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armchair ha scritto:
Azzardo due correzioni al tuo post: l'incidente fu nel '68 e Mauro era nonno di Jules. Controverso il fatto che Mauro abbia abbandonato le corse dopo il proprio grave incidente o dopo la morte del fratello.

mi scuso per i due lapsus che correggi giustamente; quanto all'abbandono "ufficiale" dalle corse era in realtà stato preceduto da un anno di inattività, e così viene riportato su wikipedia e su un paio di siti dedicati alle Alpine Renault


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 16:48 
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zapatero ha scritto:
arlecchino ha scritto:
In vista di Le Mans 1967, Vaccarella mette a punto la sua P4, che poi dividerà con Amon, all'aereautodromo di Modena.
alb erto


E come purtroppo è noto, questa stupenda P4 spyder (chassiss 0846) al ritorno da Le Mans, non rivedrà più l'aerautodromo di Modena, al suo rientro a Maranello verrà tristemente messa come ci ha detto e scritto Furia: "into the factory scrap-yard". :roll: :(


La 0846 era forse la più gloriosa vettura di questa serie ( in effetti era una P3 convertita alle specifiche P4 nel '66 e quindi chiamata P3/4 ), ed infatti fu la vettura a tagliare per prima il traguardo a Daytona nel 1967.

Dopo l'ingloriosa fine fatta al Mugello, attraverso alcuni giochi di prestigio a cui partecipò attivamente David Piper, il telaio risorse "miracolosamente" e la vettura venne ricostruita/replicata/clonata.
Adesso è in mano al collezionista americano Jim Glickenaus, il quale dopo averla riportata alla livrea di Daytona '67, continua ad insistere che la vettura è autentica ed originale nonostante la Ferrari si rifiuti di certificargliela.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 16:57 
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arlecchino ha scritto:
Le foto dell'Alfa 33.3 alle prove di Le Mans sono molto belle, perché si vede l'auto appena uscita dalla "catena di montaggio": una o più mani di rosso, niente scritte, né numeri; solo gli identificativi della casa e della scuderia...niente altro. Anche il famoso scudetto è stato sostituito da un adesivo. Tornerà poi il classico triangolo di alluminio nelle successive 33.
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Verissimo: tra l'altro mi ha sempre colpito come, da un punto di vista di finiture, le Alfa fossero sempre un filo "indietro" rispetto alle altre Case. D'altra parte, la foto di Clark sulla Ferrari ex Filipinetti è anch'essa indicativa di uno spirito più "ruvido": nastro adesivo, rivetti alla buona, una sensazione di cura sbrigativa all'estetica perché, come giusto, altri erano i dettagli su cui spendere tempo e attenzioni.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 17:44 
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andymont ha scritto:
Dopo l'ingloriosa fine fatta al Mugello, attraverso alcuni giochi di prestigio a cui partecipò attivamente David Piper, il telaio risorse "miracolosamente" e la vettura venne ricostruita/replicata/clonata.
Adesso è in mano al collezionista americano Jim Glickenaus, il quale dopo averla riportata alla livrea di Daytona '67, continua ad insistere che la vettura è autentica ed originale nonostante la Ferrari si rifiuti di certificargliela.


Questa è una di quelle storie che meriterebbero un film, magari meno glorioso di "Le Mans 66". A partire dalla misteriosa affermazione che vorrebbe la 0846 rediviva che corre al Mugello nel 1968, ma che non compare da nessuna parte...
Capisco il punto di Glickenhaus, anche a fronte dei soldini spesi per rifare la vettura, ma la sua è una replica, non l'originale.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: mercoledì 19 febbraio 2020, 23:39 
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casper ha scritto:
arlecchino ha scritto:
Le foto dell'Alfa 33.3 alle prove di Le Mans sono molto belle, perché si vede l'auto appena uscita dalla "catena di montaggio": una o più mani di rosso, niente scritte, né numeri; solo gli identificativi della casa e della scuderia...niente altro. Anche il famoso scudetto è stato sostituito da un adesivo. Tornerà poi il classico triangolo di alluminio nelle successive 33.
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Verissimo: tra l'altro mi ha sempre colpito come, da un punto di vista di finiture, le Alfa fossero sempre un filo "indietro" rispetto alle altre Case. D'altra parte, la foto di Clark sulla Ferrari ex Filipinetti è anch'essa indicativa di uno spirito più "ruvido": nastro adesivo, rivetti alla buona, una sensazione di cura sbrigativa all'estetica perché, come giusto, altri erano i dettagli su cui spendere tempo e attenzioni.


La 33TT12 era quella più rifinita. Chissà, forse era giunto qualche sugerimento dall'alto, vista anche la vetrina internazionale cui era dedicata ed il confronto può aver "sollecitato" qualcuno. Certamente il suo geniale progettista era una persona molto essenziale, ma anche molto sbrigativa E' stata - a mio aprere - anche la più bella. Le auto più rifinite erano le GT 40 e le Charaparral, con piccoli accorgimenti quasi come vetture di serie.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: giovedì 20 febbraio 2020, 11:55 
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Altra bellissima auto appena uscita di fabbrica. Siamo alle prove di Le Mans del 1963.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
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casper ha scritto:
andymont ha scritto:
Dopo l'ingloriosa fine fatta al Mugello, attraverso alcuni giochi di prestigio a cui partecipò attivamente David Piper, il telaio risorse "miracolosamente" e la vettura venne ricostruita/replicata/clonata.
Adesso è in mano al collezionista americano Jim Glickenaus, il quale dopo averla riportata alla livrea di Daytona '67, continua ad insistere che la vettura è autentica ed originale nonostante la Ferrari si rifiuti di certificargliela.


Questa è una di quelle storie che meriterebbero un film, magari meno glorioso di "Le Mans 66". A partire dalla misteriosa affermazione che vorrebbe la 0846 rediviva che corre al Mugello nel 1968, ma che non compare da nessuna parte...
Capisco il punto di Glickenhaus, anche a fronte dei soldini spesi per rifare la vettura, ma la sua è una replica, non l'originale.


Al Grand Prix del Mugello 1968? Nessuno la notò nemmeno lepri e scoiattoli che popolavano quelle zone. Mi sia consentito di ricordare che in quella gara del 68 erano ammessi solo i prototipi fino a due litri di cilindrata.
Infine per quanto riguarda la P4 dell'americano, ripropongo questa dichiarazione di "Furia" Forghieri


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: giovedì 20 febbraio 2020, 21:37 
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zapatero ha scritto:
Al Grand Prix del Mugello 1968? Nessuno la notò nemmeno lepri e scoiattoli che popolavano quelle zone. Mi sia consentito di ricordare che in quella gara del 68 erano ammessi solo i prototipi fino a due litri di cilindrata.

David Tarallo scrisse (almeno) un articolo su Mugello'68.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma che belle foto!
MessaggioInviato: venerdì 21 febbraio 2020, 8:22 
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Comunque, se il parere del'ingegnere che costruì la vettura ha qualche peso, direi che le chiacchiere stanno a zero e quella NON è la 0846. MA si ammette che sia una Ferrari: nemmeno Furia può essere troppo severo con un Paperone fedele cliente del Cavallino. Io sarei più talebano e la definirei una Glickenhaus-Piper/Ferrari P412, ma si sa che in questi casi i confini si fanno sempre labili e che che il Drake era il primo, soprattutto agli inizi della sua odorata carriera, a giocare coi numeri e coi mezzi telai...

Pensavo anch'io a David, super esperto di cose toscane, ma non riesco a trovare qualche dettaglio maggiore su quella gara. Proverò a scrivergli.


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