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 Oggetto del messaggio: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2011, 16:29 
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Quando ancora l'elettronica non imperava. Dietro, ad una prima occhiata, mi sembrava un regalo di Natale. Eppure non sono passati mica tanti anni! Anche l'abbigliamento è completamente diverso. Ogni tanto bisognerebbe fermarsi a sfogliare qualche libro........
Alberto


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2011, 17:31 
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La Laverda 750 prima versione, con un baricentro là per aria.
Le buscava dalla V7 (la Sport, ovviamente) ma aveva un bel tuono.
Forcella Ceriani, cerchi Borrani, freno a doppia camma, ed il classico tubo di compensazione tra i collettori di scarico.
Dovrebbe essere una prova di Motociclismo, sul circuito di Vizzola Ticino (credo)
Un must per l'epoca era la SFC, già pronta per le derivate di serie. Brettoni e Cereghini (il nostro) la guidarono con perizia.
Non è un quiz, s'intende ma queste sono le moto della mia generazione, le conosco come le mie tasche.


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2011, 17:32 
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corrado50 ha scritto:

.... e ricordare che questa moto ha dato la polvere alla vendutissima e meravigliosa HONDA 750 Four.

:D


Ehm, ehm... :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2011, 17:33 
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Corrado, se era vendutissima (in tutto il mondo) un perchè c'era.


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2011, 18:52 
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Iscritto il: giovedì 3 febbraio 2011, 17:24
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Nel mio garage, tra le altre cose, langue dal 1990 una V7 Sport telaio nero in attesa di restauro....all' epoca non la voleva neanche il rottamaio...vedere quel telaio basso ed elegante disegnato da Lino Tonti me ne fece innamorare.....piccolo aneddoto raccontatomi da un collega di lavoro appassionato motociclista; aveva una Laverda SFC 1 serie ( ruote a raggi ) e una volta, dopo una sgroppata, al fermarsi in area di servizio, mette il piede a terra e......cade!! Le vibrazioni gli avevano addormentato la gamba....per il resto, bellissima!! Comunque la qualità delle Jap era 100000000000000000000000000di anni luce avanti...ancora oggi vedi Honda 400 o 750 con miliardi di km ancora col motore con perdite di olio davvero trascurabili.....stesso per le cromature....è stato un peccato lasciargli campo libero!!


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2011, 21:12 
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Iscritto il: venerdì 13 giugno 2008, 20:52
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Questa la devo, è nato a tiro di sasso da casa mia, a S.Maria in Fabriago, frazione di Lugo di Romagna.

Semplicemente "IL BABBO", in una delle sue (poche) immagini più conosciute.

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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2011, 22:05 
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Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 19:04
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Amanti di queste cose e........ricordi: questa sera siccome è Agosto e siete a casa, vi faccio sbrodolare un altro po'.
Alberto


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 8:47 
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Su Fabio Taglioni è uscito un bel libro scritto da Nunzia Manicardi.
Devo vedere se a Santa Maria in Fabriago gli hanno dedicato almeno un vicolo...
Nel castello ci starebbe bene un angolino con un paio di Ducati, ma, si sa, il mondo fa presto a dimenticare.


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 8:58 
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corrado50 ha scritto:
Ah, saprai anche che la SFC (non so la 750 "normale") montava strumentazione di fabbricazione giapponese, né la CEV né altri fabbricanti erano in grado di soddisfare gli standard qualitativi richiesti da Pietro Laverda.
:D


Sulle prime SF Laverda montava strumenti inglesi Smith, sulla SFC non ricordo ma credo tu abbia ragione, la casa di Breganze si affidò infatti poi alla giapponese Nippondenso per contagiri e tachimetro.
Purtroppo il baricentro giocava a favore della V7 Sport ma Laverda aveva da parte sua l'appoggio ufficiale della casa.
Erano moto imbattibili nei curvoni veloci, telai e sospensioni erano nettamente superiori ai giap, ma le loro moto erano studiate espressamente per il mercato USA, oltre oceano c'erano limiti di velocità severissimi e lunghi rettilinei. Celebri i manubri americani, del tutto inadatti alle strade europee. A proposito di telai, gli inglesi erano davvero bravi, un po' meno con la meccanica...
Grandi protagoniste dell'endurance, la Norton Commando PR e la Triumph Trident. E come dimenticare la grandissima Ducati 750 SS, con Paul Smart e Spaggiari.
Una moto bellissima ed esclusiva.


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 8:59 
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Sulla CEV è meglio stendere un velo pietoso.
Avevo un Morini Corsaro equipaggiato con questi aggeggi, e non si fermavano mai anche con la moto poggiata sul cavalletto.


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 9:13 
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Quest'anno sono andato a Torino a vedere Automotoretrò e tra le tante belle cose c'era lo stand di un club del quale purtroppo non ricordo il nome che aveva una pletora di Inglesi....Vincent, Brough Superior, Norvin ( cocktail di Vincent e Norton ) Triumph, Norton, BSA, AJS......tutte belle e rare ( pensare di vedere più Vincent assieme era fino a quel momento un sogno per me...) i responsabili dello stand avevano ( giustamente ) limitato l'ingresso di pubblico ma alla mia richiesta di entrare per ammirare da vicino i gioielli sono stati gentilissimi e disponibili ( avranno notato nei miei occhi un luccichìo particolare...)


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 9:20 
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Umberto ha scritto:
Sulla CEV è meglio stendere un velo pietoso.
Avevo un Morini Corsaro equipaggiato con questi aggeggi, e non si fermavano mai anche con la moto poggiata sul cavalletto.


Biiiih, è allora erano come il Mercedes che abbiamo qui in ufficio, giri la chiave per togliere l'alimentazione e lui continua a girare per altri 5 minuti...

Giap e italiane, non ho mai capito il senso di questo dualismo, ho vissuto l'epoca della grande crescita delle prime ed il crepuscolo delle seconde.
Quando un amico, invece del solito CBR, si comprò una 750 SS (era l'epoca dei Castiglioni), gli si bucò un cilindro, esternamente, così senza motivo, rimaneva una gran moto, ma che prendeva la paga da tutti.
Evidentemente i marchi italiani non si sono riusciti ad ammodernare per tempo, tanto che, ancor oggi, la maggior parte della produzione si rifà ancora a motori (aggiornati nel tempo, ma solo aggiornati) che hanno quasi 50 anni.
L'unica eccezione l'Aprilia, che essendo un marchio ancora relativamente giovane, ha prodotti tutti nuovi, bello l'ultimo V4,quello per intenderci della moto superbike, così come i V2.


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MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 9:55 
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Località: Ai confini della realtà
Anche la Ducati 750 SS dell'epoca non è che fosse robustissima ma era bella, secondo i miei gusti, naturalmente.
La meccanica, tutta a vista, faceva la barba a quelle attuali.
Purtroppo anche allora, contro i giapponesi non c'era granchè da fare. Erano troppo avanti rispetto inglesi ed italiani.
Ci si difendeva con la linea, con telai e sospensioni, per qualche tempo con i freni a quattro camme, ma in fatto di meccanica, erano giorni dolorosi.

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Ducati750SS.jpg [ 50.43 KiB | Osservato 18769 volte ]


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 10:27 
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Località: Luce ti nega il sol, o terra, l'erba malvagia
Quando arrivarono le giapponesi c'e' stata una rivoluzione del tipo di quando la Tv a colori s'e' messa a costare cifre ragionevoli o i cellulari riuscivano astare in tasca e telefonavano davvero.
Un cambiamento di mentalita' e di utenti.
Da moto che richiedevano una tasca di candele sempre pronta, per passare dalla pianura alla montagna bisognava farlo, pena malfunzionamenti o danni e un rapporto fisico con gli olii, sui pantaloni, sul pavimento. nel panino...ad aggeggi perfetti, ben verniciati, lucidi, cromati, che facevano le fusa, e le accendevi con un pulsante!.
Avevano le frecce, i fanali che facevano luce e non perdevano olio nemmeno a morire, potevi caricare le fanciulle in pantaloni bianchi, quasi sicuro che non ti avrebbero maledetto appena scese.
Altro che i catafalchi nostrani, fatti per i bruti.
Peccato che non frenassero e la tenuta di strada fosse un concetto aleatorio, chiunque abbia poggiato il deretano su un Kawa 750 MachIV sa di cosa parlo, ma non ci fu niente da fare: Europa 0 Giappone 5.
Il bello e' che non andarono nemmeno a erodere di tanto la fascia di mercato esistente, se la sono creata nuova nuova portando al motociclismo folle di persone, molti con camicia floreale a pelle ed aperta sul petto villoso ornato di catenone, che non avrebbero mai pensato di farlo con una Commando o una V7.
Per la SFC avrei fatto qualsiasi cosa, e l'ho anche fatta a dire il vero, poi veniva il 750SS la RD350 e la LeMansII. Ma ero un pistola sempre in giro per lavoro, perdevo occasioni e morose come ridere.
Poi il kart, la famiglia....e l'X9 della Zovi! Yahhahaaa!


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 Oggetto del messaggio: Re: DUE RUOTE (in meno, ma altrettanto?.....fate voi!)
MessaggioInviato: martedì 9 agosto 2011, 12:34 
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Iscritto il: lunedì 9 gennaio 2006, 12:35
Messaggi: 12455
Località: SINAI
Questa non mi dispiacerebbe, anche se ha un quarto del fascino dell'originale:
Immagine


Quella del mio amico:
Immagine

Il mio sogno d'infanzia, era posteggiata dal rivenditore sotto casa:
Immagine


Ultima modifica di Fofò il martedì 9 agosto 2011, 12:39, modificato 2 volte in totale.

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