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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 8 dicembre 2018, 20:26 
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Per fortuna ci sono ancora persone intelligenti, questa Dino 206 SP, qualcuno in passato l'aveva trasformata per farla assomigliare ad una 312Pb, sostituendo anche il motore con un 2,4 tasman cup. Oltre che a fare un sacrilegio, l'avevano resa ridicola, ora è ritornata al suo splendore, augurandoci che quelli di Ferrari Classiche non facciano delle storie per la certificazione.

https://www.brandoli.it/la-rinascita-de ... each-2018/


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: giovedì 13 dicembre 2018, 23:44 
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Mi aggrego questo post di Francesco, per mostrare questo ritorn o al passato:
alberto

http://motori.ilgiornale.it/quando-il-f ... l-passato/


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2018, 12:15 
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Di questa Dino s'è parlato anche altrove su internet. M'è tornata in mente la Ferrari Elefante Bianco, Un esemplare senza un palmarés d'eccellenza, la cui fama sta nella modifica particolare che ha ricevuto. Peccato quindi, a mio modestissimo parere, che sia stata restaurata nella configurazione d'origine. Nel caso della Dino si trattava di una trasformazione tardiva (e che mi piacesse o no è irrilevante), non innovativa (si basa su elementi di carrozzeria preesistenti o ispirati ad altri preesistenti) e, che io sappia, non ha nemmeno avuto il "battesimo del fuoco" (= in gara).
Però, propongo che le sovrintendenze si tengano fuori da queste dispute e che gli oggetti di proprietà appaghino i desideri dei loro proprietari.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2018, 14:19 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 14:57
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Terreno minato, questo.
Zapatero parla di sacrilegio, ma motore e carrozzeria vennero aggiornati su diretta supervisione delle Forze del Bene e seguendo una prassi usuale per le vetture da corsa.
Armchair auspica che i sovrintendenti dei musei si astengano, ma, al di là del fatto che i giudici di oggi sono spesso gli stessi che avallarono ieri modifiche e stravolgimenti di vetture all'epoca considerate solo "vecchie" e non "storiche", conoscenza storica e filologia servono per ridurre, se non altro, la proliferazione di copie, repliche e omaggi che, oh miracolo, diventano originali...
Per lo meno, con le gomme indicate da Arlecchino potremo veder girare auto d'epoca con scarpe giuste nella forma e nella misura: l'occhio e la sicurezza vogliono la loro parte.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2018, 14:50 
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Iscritto il: sabato 27 febbraio 2010, 1:23
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casper ha scritto:
Armchair auspica che i sovrintendenti dei musei si astengano, ma, al di là del fatto che i giudici di oggi sono spesso gli stessi che avallarono ieri modifiche e stravolgimenti di vetture all'epoca considerate solo "vecchie" e non "storiche", conoscenza storica e filologia servono per ridurre, se non altro, la proliferazione di copie, repliche e omaggi che, oh miracolo, diventano originali...

Mi sono spiegato male: i sovrintendenti dei musei devono fare cultura; non vorrei esistesse, però, un'Autorità che ponga vincoli alla libera utilizzazione di quello che è un bene di proprietà.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2018, 14:56 
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Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 19:04
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armchair ha scritto:
casper ha scritto:
Armchair auspica che i sovrintendenti dei musei si astengano, ma, al di là del fatto che i giudici di oggi sono spesso gli stessi che avallarono ieri modifiche e stravolgimenti di vetture all'epoca considerate solo "vecchie" e non "storiche", conoscenza storica e filologia servono per ridurre, se non altro, la proliferazione di copie, repliche e omaggi che, oh miracolo, diventano originali...

Mi sono spiegato male: i sovrintendenti dei musei devono fare cultura; non vorrei esistesse, però, un'Autorità che ponga vincoli alla libera utilizzazione di quello che è un bene di proprietà.


...esiste già e si chiama, appunto Soprintendenza. Non per le auto, ma se hai un quadro da loro classificato, prova a farlo girare mandandolo qua e là senza di loro niente, magari anche solo ad una mostra....hai la visita dei signori con la banda rossa ai calzoni del TPA in men che non si dica.
alberto


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2018, 16:39 
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Iscritto il: sabato 27 febbraio 2010, 1:23
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arlecchino ha scritto:
armchair ha scritto:
casper ha scritto:
Armchair auspica che i sovrintendenti dei musei si astengano, ma, al di là del fatto che i giudici di oggi sono spesso gli stessi che avallarono ieri modifiche e stravolgimenti di vetture all'epoca considerate solo "vecchie" e non "storiche", conoscenza storica e filologia servono per ridurre, se non altro, la proliferazione di copie, repliche e omaggi che, oh miracolo, diventano originali...

Mi sono spiegato male: i sovrintendenti dei musei devono fare cultura; non vorrei esistesse, però, un'Autorità che ponga vincoli alla libera utilizzazione di quello che è un bene di proprietà.


...esiste già e si chiama, appunto Soprintendenza. Non per le auto, ma se hai un quadro da loro classificato, prova a farlo girare mandandolo qua e là senza di loro niente, magari anche solo ad una mostra....hai la visita dei signori con la banda rossa ai calzoni del TPA in men che non si dica.
alberto

OK, non vorrei che esistesse il
TPA =
Tutela
Patrimonio
AutoMotociclistico


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2018, 17:06 
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Nel rispetto delle opinioni di tutti, io volevo solo dire che quella Dino la preferisco nella sua versione originale, per quanto riguarda i materiali utilizzati per riportare l'auto all'origine (lamierati e pari del telaio) lo sappiamo tutti che sono ex novo, come lo si legge nell'articolo.
Ci sarebbe da riaprire una lunga discussione su questo argomento, definire una cosa come "originale" nel campo automobilistico storico è cosa ardita. Se è vero che ci sono numerose auto che hanno ancora la vernice d'origine è anche vero che altrettante hanno subito restauri complessivi dove di originale non è rimasto un granchè: Un esempio che calza a pennello sono le due ex Ferrari 350 Can Am (chassis 0858 e 08690), ormai non più esistenti perchè i loro proprietari le han volute riportare a 330 P4; lavori fatti eseguire in officine/carrozzerie specializzate esterne alla casa madre, con le parti di carrozzeria interamente ricostruite. Mi chiedo se abbiano messo mano anche ai motori riportandoli alla cilindrata originale di 3967,44 cc anzichè 4176,22.
Rispettando il volere e la scelta dei proprietari (e qui posso essere d'accordo con Marco), operazioni di questo genere a me lasciano un grande amaro in bocca.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il ritorno della fenice.
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2018, 17:24 
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Sono d'accordo sul fatto che non debbano esistere vincoli sull'utilizzo. Del resto, le auto da corsa sono fatte per correre, anche se questo assunto amplierebbe ulteriormente il discorso, e per essere usate. Oltretutto anche i pezzi da museo, se li tieni fermi troppo a lungo, diventano inservibili e perdono vlore e funzionalità...
La storia si fa con i fatti e con la loro successione cronologica, capisco il ragionamento di Zapatero e il suo "amaro in bocca" legato al fatto, a mio modo di vedere, che di P4-412P ne esistono altre, di CanAm 350 adesso non ce n'è più nessuna... Ma in chi colleziona queste vetture, al netto delle disponibilità economiche, resta il desiderio di mantenerle nella configurazione soggettiva di massima bellezza e/o di massimo risultato sportivo raggiunto.
Quale avrà scelto il fortunato Paperone proprietario della Ferrari di cui sopra?


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