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 Oggetto del messaggio: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2020, 19:39 
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Se non vi annoio, vi voglio raccontare la storia di un piccolissimo diorama perfettamente operativo che ho realizzato per risconto alla bontà progettuale di alcune soluzioni che ho ricercato per un plastico industriale di dimensioni maggiori, dato che l'archeologia industriale mi ha sempre affascinato.
La maquette é dedicata alla Ditta Ettore Cardìni, operativa ad Omegna tra il1921 e il 1930 e specializzata nella costruzione di giocattoli di latta litografata, piccoli pezzi in banda stagnata che poi venivano assemblati con grande cura. Tra i tredici pezzi del catalogo figurava anche una Gr 690, per la precisione la 017, ma questa é un'altra storia...
Tutta la realizzazione é di fantasia la Ditta Cardìni non disponeva di un raccordo ferroviario e lo stabilimento non aveva le fattezze di quello da me immaginato e solo abbozzato.
Questo piccolo, ma piuttosto complicato lavoro, come vedremo, vorrebbe anche un po' spronare a dedicarsi al modellismo ferroviario anche da parte di chi sostiene di non avere lo spazio per realizzare un plastico.

Allegato:
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1.jpg [ 253.71 KiB | Osservato 1614 volte ]


Per la realizzazione del plastico industriale di maggiori dimensioni, una volta progettato, mi si é subito presentato il problema di realizzare il piazzale con le rotaie annegate nella pavimentazione, scendendo a pochi compromessi dal punto di vista estetico come funzionale. Accoppiare alla rete ferroviaria dello stabilimento delle controrotaie per contenere la pavimentazione all'interno del binario non mi convinceva, soprattutto per lo spazio che si veniva a creare. Con i deviatoi poi sarebbe stato necessario alzare la soglia del compromesso, e la cosa non mi piaceva.
La gola poi, nella realtà si riempie di detriti, lasciando solo lo spazio per il bordino delle ruote, ma in scala 1/87 i bordini hanno ovviamente una dimensione differente che al vero; in scala h0 il risultato non mi sarebbe piaciuto:

Allegato:
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3.jpg [ 294.11 KiB | Osservato 1614 volte ]


Ma alla fine qualcosa é venuto fuori...

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Alla prossima puntata


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2020, 20:53 
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Beh, ma ci lasci così???...Che meraviglia :wink:

Massimo


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2020, 22:36 
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era ora! vai, mostra mostra

Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2020, 22:49 
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Promette benissimo, sono...anzi...siamo più che curiosi!


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2020, 22:51 
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Dai, finalmente qualcosa gi grandIOSO in un uno spazio piccolissimo!!!!


Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2020, 23:11 
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Località: Calabria del Nord:Castelcrati Terme(nome brevettato!)
:D :shock: complimenti!


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: venerdì 13 novembre 2020, 11:47 
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Iscritto il: giovedì 24 gennaio 2008, 18:40
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Località: piemonte
Confortato dalla Vostra benevolenza, proseguo nel racconto.
Occorre fare un passo indietro.
Il mio plastico principale riproduce la stazione di Varallo, capolinea (da cui il mio nick-name) della Varallo – Novara, gli edifici ferroviari sono stati tutti rilevati e riprodotti in perfetta scala 1/87, ma ho dovuto operare una compressione selettiva perché il piano del pazzale sarebbe risultato di 11 ml di lunghezza. Ho poi aggiunto un paio di binari tronchi, non esistenti ma plausibili, par aumentare le possibilità di movimento.
Direzione Novara il tracciato si snoda lungo altre due pareti della stanza che ospita il plastico e termina in un cappio di ritorno.
Questa parte non è decorata ma serve per far ‘sgranchire’ un poco le bielle delle locomotive a vapore.
Tutta l’ambientazione è in Epoca II, ma occorre precisare che fino all’Epoca IIIa nulla era mutato. Il cappio di ritorno ha un raggio di 650 mm e lo spazio di risulta, all’interno di esso, era proprio uno spazio sprecato.
Quindi non ci è voluto molto per decidere di utilizzarlo installandoci una maquette industriale collegata alla linea principale, autonoma come controllo ma dalla ramificazione abbastanza complessa. Anche qui l’epoca di ambientazione è attorno agli anni ’30 del secolo scorso, con gli edifici di ispirazione razionalista dalle dimensioni importanti.

Allegato:
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1.jpg [ 232.64 KiB | Osservato 1375 volte ]

nella foto l'intero complesso, in fase di allestimento

Lo stabilimento è il ‘’Cotonificio Bauer ‘’, realtà presente sul territorio proprio negli anni ’30, ma di fattezze completamente differenti e, purtroppo per me, non raccordato alla rete ferroviaria. La scelta di un cotonificio è stata fatta per aumentare le possibilità di un movimento di carri merci dedicato, che oltre alla materia prima, balle di cotone, comportano anche la movimentazione di carbone per le caldaie e sostanze chimiche per le lavorazioni, di provenienza anche dalla Germania, all'epoca leader mondiale nella ricerca e nella produzione, e di spedizione di prodotti finiti, sostanzialmente filati.
E anche dalla mia profonda avversione alle segherie, sempre confinate in spazi angusti che non giustificano nemmeno un raccordo ferroviario...
Una locomotiva a vapore T3 tipo M III 4e, di proprietà dello stabilimento, è incaricata di gestire la movimentazione dei carri, ma saranno introdotte delle complicazioni di archeologia industriale quali un ponte traslatore per spostare i carri da un binario all’altro in una situazione in cui non era possibile installare un’asta di manovra a causa della carenza di spazio e, cosa che mi ha sempre affascinato e di cui non ho mai trovato riscontro modellistico in ambientazioni italiane, un cabestano per la manovra a cavo, con tutti gli opportuni rinvii.

Allegato:
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2.jpg [ 199.45 KiB | Osservato 1375 volte ]

foto trovata sul net, non ne conosco l'Autore

E’ inoltre presente una piccola piattaforma girevole per girare i carri verso un tronchino e soprattutto per indirizzare la T3 muso avanti per gli inoltri in linea. Probabilmente non valeva la pena di un investimento simile presentando la cabina della T3 un’ottima visuale nei due sensi di marcia, ma la piattaforma rappresenta pur sempre un bello spettacolo e la sfida di risolvere i problemi tecnici di fabbricazione era interessante.
Dimenticavo di dire che tutto è autocostruito, binari compresi, come vedremo.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: venerdì 13 novembre 2020, 11:58 
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Interessantissimo, attendo con ansia le prossime puntate...
:wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: venerdì 13 novembre 2020, 12:12 
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Messaggi: 1202
Località: Sutri (VT)
capolinea ha scritto:
Confortato dalla Vostra benevolenza, proseguo nel racconto.

Dimenticavo di dire che tutto è autocostruito, binari compresi, come vedremo.


Ed allora è ancora più interessante...


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: venerdì 13 novembre 2020, 21:07 
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Iscritto il: domenica 27 maggio 2007, 12:00
Messaggi: 630
Località: FREMO-Calabria
A noi non annoi... :lol:
Complimenti e sbavo per il seguito...


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: sabato 14 novembre 2020, 11:17 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 8691
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Bello bello bello... :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
La dimostrazione pratica di come si possa realizzare un interessante raccordo industriale in poco spazio, aggiungendo all' operativita' del plastico un ' infinita' di manovre.
Un ottimo spunto. Magari, per chi e' meno bravo o ha poco tempo, utilizzando dei kit commerciali, se necessario rimaneggiati... :mrgreen:
Buon we
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: sabato 14 novembre 2020, 15:04 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1621
Località: Faenza
bigboy60 ha scritto:
Bello bello bello

bigboy60 ha scritto:
La dimostrazione pratica di come si possa realizzare un interessante raccordo industriale in poco spazio
...
Magari, per chi e' meno bravo o ha poco tempo ..

Esatto, caro omonimo.
Una tavoletta da Brico 50 x 25 cm, uno o due scambi, una o due stecche di binario flessibile da 90 cm, e si inizia.
Anche i bravi si trovano ad iniziare inchiodando binari sul niente.
Poi occorre collegare fili (Aaagghh !), ma basta uno stagnatore da Brico.

Poi un po' di ghiaino, un po' di colore. Ed è fatto.

Come fare un quadro. Che dipinga io o Picasso, la tecnica è la medesima. Il risultato, ovviamente, no.

Però fare un piccolo diorama, anche senza scambi, solo con un binarietto che passa, è il primo passo ineludibile per fare qualcosa di plasticistico.
Senza pretesa che la prima opera sia l' opera migliore o definitiva.
Ci si arriva per gradi.

Poi, se uno è bravo come capolinea, andrà un bel po' più in là. Bene, almeno qualcosa di ben fatto lo vedremo.


Stefano Minghetti

p.s. vuole essere un incoraggiamento


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: domenica 15 novembre 2020, 22:27 
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Località: piemonte
Adesso che abbiamo inquadrato l’argomento, stabilito che le rotaie dovranno essere posate in un piazzale dall’uso promiscuo, percorso sia da vagoni che da autocarri, la scelta dell’armamento è caduta sulle rotaie di tipo tranviario, le rotaie Phoenix, che consentono la posa della pavimentazione in maniera elegante, senza accontentarsi di compromessi, soprattutto nella zona dei deviatoi.
Probabilmente l’uso delle rotaie Phoenix non avveniva nei raccordi industriali, ma perché non provarci?
In commercio non ho trovato nulla di adatto a quento volessi realizzare, tenendo conto che il piazzale dovrà essere impostato con geometrie di binario difficili, senza le imposizioni commerciali, quindi la soluzione non poteva essere che l’autocostruzione integrale. Ho disegnato al cad, con grande precisione, il tracciato e ho pensato di ricorrere alla fotoincisione per realizzare le rotaie. Per non ‘’pasticciere’’ sulla maquette industriale con interventi che avrebbero anche potuto essere irreversibili ho deciso di impostare un piccolo impianto sperimentale, la Maquette Cardìni che illustrerò in questo filetto.
Le problematiche sono state tutte affrontate, due deviatoi, un incrocio, una piattaforma girevole e un minimo di fabbricati per far da cornice al lavoro. In più anche binario normale e con controrotaia all’interno. Un provino insomma.
Ho adottato delle misure metriche, 1000 mm il raggio di deviata e 200 mm il tratto dritto del deviatoio, ma la cosa interessante è che si possono veramente realizzare tutte le geometrie possibili, anche con un incrocio appena oltre il telaio degli aghi, deviatoi in stretta sequenza o raccordi ellittici.
Dopo alcune costosissime prove soprattutto per dimensionare il disegno al grado di incisione su forte spessore, e successivi test di circolabilità, le rotaie Phoenix sono state realizzate in fotoincisione di alpacca da 1,3 mm con gole da 0,6.

Allegato:
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6.jpg [ 212.41 KiB | Osservato 880 volte ]

Lastrina con l'occorrente per realizzare due deviatoi, dx e sx

Allegato:
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7.jpg [ 162.53 KiB | Osservato 880 volte ]

Particolare degli aghi

Allegato:
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8.jpg [ 191.74 KiB | Osservato 880 volte ]

Deviatoio montato con traverse in vetronite ramata


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: domenica 15 novembre 2020, 22:41 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 19:52
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Località: venezia
Non riesco a vedere dove e come avviene la separazione elettrica tra le rotaie.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA MAQUETTE CARDINI
MessaggioInviato: lunedì 16 novembre 2020, 15:19 
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Iscritto il: giovedì 24 gennaio 2008, 18:40
Messaggi: 2125
Località: piemonte
fao45 ha scritto:
Non riesco a vedere dove e come avviene la separazione elettrica tra le rotaie.

Giusta osservazione, ma ci arriveremo, per ora ti lascio un indizio:

Allegato:
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9.jpg [ 279.3 KiB | Osservato 718 volte ]


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