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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: mercoledì 15 settembre 2010, 21:24 
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Iscritto il: sabato 10 luglio 2010, 21:29
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snajper ha scritto:
Avrei due domande.
- Leggendo il libro sulle E.326 (Locomotive da corsa) ho trovato scritto che con la continua i contatti accidentali con le prese di corrente erano sempre mortali mentre col trifase non era sempre così. Siccome l'Autore non si dilunga sulla cosa... davvero ci sono stati dei casi di incidente non mortale con la trifase?
- In altre parti (più d'una!) ho invece trovato che una delle cose più temute era il distacco degli striscianti di una sola fase, come se l'alimentazione monofase temporanea causasse più danni della disalimentazione. Se era vero, cosa succedeva di tanto rovinoso?


Rispondo subito alla seconda domanda. Il colpo in monofase (veramente sarebbe bifase, perchè una fase è sulla rotaia) era molto temuto soprattutto in fase di avviamento e accelerazione perchè veniva a mancare la coppia, con stallo immediato del motore, corrente molto elevata, tale da causare l'apertura sotto carico dell'IP ed ai motori, quella botta di corrente, non era gradita. Ecco perchè si viaggiava sempre con entrambe gli organi di presa corrennte, sollevati.
Per le folgorazioni. La corrente alternata è considerata più pericolosa della continua. Però molto dipende dalla frequenza. La frequenza industriale, a 50 o 60 Hz è più pericolosa di una a 16,7. Però dipende sempre dalle condizioni in cui si entra in contatto. La continua è considerata pericolosa dai 110-120V., l'alternata, sopra i 50.
Non ho notizie su gente scampata a folgorazione col trifase e neanche di incidenti accaduti quando ero in servizio. Con la continua ne sono capitati diversi, con esito sempre mortale.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 16 settembre 2010, 22:21 
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Iscritto il: domenica 28 gennaio 2007, 20:00
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ciao a tutti, riporto un link per youtube con un bel filmatino sul trifase trovato in un altro tread.
Buona visione
EMiliano
http://www.youtube.com/watch?v=dqJoA7Tpybg


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 16 settembre 2010, 22:35 
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Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 20:09
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sincrono ha scritto:
snajper ha scritto:
Avrei due domande.
........ Il colpo in monofase (veramente sarebbe bifase, perchè una fase è sulla rotaia) .........


Scusa sincrono, estrapolo questa tua citazione per chiedere un chiarimento ad un mio dubbio.
Premesso che non ne so tanto di trazione ferroviaria, ma da ragazzo ho fatto l'elettricista, so che la corrente trifase ha tre fasi (appunto) con un certo potenziale (380V in quella BT distribuita da ENEL & affini) ed eventualmente il neutro (quindi servono 4 conduttori), anche se alcuni motori possono funzionare senza di esso. Ora mi chiedo: una fase sulla rotaia significa tensione sulla rotaia? quindi la rotaia doveva essere isolata? e non c'era rischio agli attraversamenti? Per la 3KV cc la rotaia costituisce il "polo negativo" cioè il potenziale zero, quindi non importa che sia isolata da terra, anzi. Non mi spiego come potesse costituire una "fase" con potenziale.

Grazie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 16 settembre 2010, 22:35 
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Iscritto il: martedì 24 gennaio 2006, 23:12
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Località: Sanremo
Ho visto alcuni filmati e foto in passato dove il PDM alzava con bastoni in legno i trolley delle locomotive trifasi per mancanza di aria(dovuto a probabili guasti presumo) per il primo alzamento,del resto se non erro i trolley non erano sotto tensione essendo gli striscianti isolati con i bastoni dal resto della struttura di supporto e la corrente portata con i cavi esterni(collegati agli striscianti) nelle apparrecchiature AT,all'origine tali cavi passavano dentro i caratteristici trolley a stanghe E 432 esclusa questo probabilmente per l'adozione del trolley a pantografo,sucessivamente come tutti noi sappiamo anche sulle altre locomotive trifasi sono stati portati all'esterno,evitando anche rischi di dispersioni per contatto sul ferro dei trolley in caso di lesioni alla guaina 'isolante dei cavi A.T.
Non per nulla sono noti alcuni episodi di folgorazione dopo la cessazione del sistema trifase quando alcuni macchinisti e operai abituati a trattare con le loco in alternata venivano folgorati utilizzanado lo stesso metodo descritto ad inizio thread per i pantografi in cc(questi sì sotto tensione)per i più disparati motivi.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 16 settembre 2010, 23:14 
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Iscritto il: sabato 10 luglio 2010, 21:29
Messaggi: 284
E 432 030 ha scritto:
Ho visto alcuni filmati e foto in passato dove il PDM alzava con bastoni in legno i trolley delle locomotive trifasi per mancanza di aria(dovuto a probabili guasti presumo) per il primo alzamento,del resto se non erro i trolley non erano sotto tensione essendo gli striscianti isolati con i bastoni dal resto della struttura di supporto e la corrente portata con i cavi esterni(collegati agli striscianti) nelle apparrecchiature AT,all'origine tali cavi passavano dentro i caratteristici trolley a stanghe E 432 esclusa questo probabilmente per l'adozione del trolley a pantografo,sucessivamente come tutti noi sappiamo anche sulle altre locomotive trifasi sono stati portati all'esterno,evitando anche rischi di dispersioni per contatto sul ferro dei trolley in caso di lesioni alla guaina 'isolante dei cavi A.T.
Non per nulla sono noti alcuni episodi di folgorazione dopo la cessazione del sistema trifase quando alcuni macchinisti e operai abituati a trattare con le loco in alternata venivano folgorati utilizzanado lo stesso metodo descritto ad inizio thread per i pantografi in cc(questi sì sotto tensione)per i più disparati motivi.


I trolley ed i pantografi venivano sollevati grazie ad una bombola di aria compressa che era posizionata in cabina di guida. Alla ricarica provvedeva l'officina. C'era un rubinetto che bisognava ricordarsi di chiudere, appena l'aria nei serbatoi raggiungeva i 4-5 atm.
Nel caso di esaurimento, la manovra che hai descritto la si applicava senza correre pericoli (vorrei vedere con le norme antinfortunistiche di oggi). Le loco, non disponevano di compressorino a 24V.
Con la continua, tale manovra era vietatissima proprio perchè il pantografo, essendo con struttura metallica, era sotto tensione. Ricordo un mattino a Torre Pellice, un aiuto macchinista anziano morì perchè salì sul telaio del pantografo, per sollevarlo, appoggiando entrambe i piedi sul telaio. Tutto andò bene finchè non gli scivolò un piede a causa della presenza di grasso. Gli anziani (non tutti) prendevano la cosa con troppa leggerezza. Un macchinista si fece chiudere in corsa, nella cab. AT, per rilevare una anormalità...Cose da pazzi! E non erano rari i casi. In trentatre anni di servizio, a livello compartimentale, di casi di folgorazione ne capitarono diversi. Un caso (fortunato ) che mi colpì, per l'imprevedibilità, fu ciò che capitò ad un ragazzo di Novi Ligure che lavorava a Torino. Mentre erano in attesa della partenza, in estate, rimase colpito da una violenta scarica che, per sua fortuna, non gli causò danni irreparabili. Aveva sporto il braccio dal finestrino di un 626, toccando la parte superiore della fiancata. Probabilmente la vernice fungendo da isolante verso la massa, permetteva alla corrente di "camminare", attraverso la sporcizia, mista di grasso e altre schifezze sullo strato superficiale. Probabilmente la scarica non raggiungeva il potenziale di linea, ma la botta la prese. Altri casi, frutto dell'inventiva del personale, si risolsero positivamente, con qualche bruciatura.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 16 settembre 2010, 23:22 
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Iscritto il: venerdì 17 marzo 2006, 14:12
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che dire se non grazie a sincrono per l'esperienza portata in prima persona su un pezzo di storia ferroviaria italiana -
e non solo...

Non so perchè, ma ho letto questo thread tutto d'un fiato e mi sembra che ci sarà ancora molto da leggere..
Io, essendo purtroppo ignorante in materia e avendo scordato completamente quanto studiato all'istituto tecnico
nella sezione elettrotecnica, non ho domande tecniche da porre, quindi mi "godo" quelle degli altri :)

L'unica curiosità un pò più particolare che ho riguarda l'uso della trazione trifase tra Domodossola e Briga (in Svizzera)
e sto cercando di colmare le lacune informative che ho, anche grazie a forum elvetici.

grazie ancora,
Alessandro


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 16 settembre 2010, 23:32 
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Iscritto il: sabato 10 luglio 2010, 21:29
Messaggi: 284
ItalianSudEst ha scritto:
sincrono ha scritto:
snajper ha scritto:
Avrei due domande.
........ Il colpo in monofase (veramente sarebbe bifase, perchè una fase è sulla rotaia) .........


Scusa sincrono, estrapolo questa tua citazione per chiedere un chiarimento ad un mio dubbio.
Premesso che non ne so tanto di trazione ferroviaria, ma da ragazzo ho fatto l'elettricista, so che la corrente trifase ha tre fasi (appunto) con un certo potenziale (380V in quella BT distribuita da ENEL & affini) ed eventualmente il neutro (quindi servono 4 conduttori), anche se alcuni motori possono funzionare senza di esso. Ora mi chiedo: una fase sulla rotaia significa tensione sulla rotaia? quindi la rotaia doveva essere isolata? e non c'era rischio agli attraversamenti? Per la 3KV cc la rotaia costituisce il "polo negativo" cioè il potenziale zero, quindi non importa che sia isolata da terra, anzi. Non mi spiego come potesse costituire una "fase" con potenziale.

Grazie.


La linea trifase a triangolo, in uscita dalla sottostazione, comprendeva le due fasi aeree e la 3°fase sulla rotaia. Non c'era pericolo, proprio perchè non esisteva un neutro collegato a terra.
La fase sul binario, per noi era come inesistente, perchè formava un circuito indipendente, chiuso tra la locomotiva e la sottostazione. Il potenziale era rilevabile solo tra fase e fase (3600V. tra filo e filo e tra filo e rotaia). Tutta la carrozzeria della locomotiva era collegata alla fase della rotaia.
Il sistema Enel, comprende un collegamento a terra del neutro di un sistema a stella a 380 V. In questo caso, tra fase e terra è rilevabile la presenza di una tensione equivalente a 0,579 di quella di fase, cioè 220 V. Se la linea ferroviaria fosse stata alimentata a stella (4 conduttori, di cui uno il neutro a terra), la 3° rotaia, di difficile isolamento, sarebbe stata una pericolosa presenza. Non so se mi sono spiegato bene.
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: venerdì 17 settembre 2010, 8:05 
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Iscritto il: martedì 9 settembre 2008, 9:45
Messaggi: 2234
Località: Breil sur Roya
sincrono ha scritto:
Gli anziani (non tutti) prendevano la cosa con troppa leggerezza.

Lunedì ho partecipato ad un corso aziendale di prevenzione degli infortuni, la frase che mi ha colpito di più è stata: "Gli incidenti avvengono quando non si ha esperienza oppure quando se ne ha troppa..."
In effetti quando si raggiunge una notevole competenza sul lavoro si prende troppa confidenza con i pericoli e si tende a sottovalutarli.
Molto interessante il tuo racconto, grazie.
Ciao, alpiliguri.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: venerdì 17 settembre 2010, 8:20 
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Iscritto il: mercoledì 24 gennaio 2007, 11:50
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Località: Venezia
Praticamente, invece di collegare a terra il "centro stella", era collegata a terra una delle tre fasi (la rotaia = la "massa" della locomotiva), mentre il "centro stella" (a questo punto non fisicamente presente nel sistema, non c'era un conduttore ad esso collegato come il "neutro" della "treottanta" Enel) risultava sottoposto a una tensione oscillante.
Ciascuna delle due fasi del bifilare oscillava tra zero e 3600 V.
Ho capito? O dico castronate? Purtroppo non ho una formazione adeguata in elettrotecnica... :?

Ciao
Andy


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: venerdì 17 settembre 2010, 9:19 
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Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 20:09
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Località: Tra Murgia e Salento
Grazie a sincrono della spiegazione e anche ad Andy dell'ulteriore chiarimento.
in effetti, con le reminiscenze da elettricista civile mi basavo sull'assunto neutro=terra, cioè potenziale zero.

Ciao.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: venerdì 17 settembre 2010, 9:38 
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Iscritto il: mercoledì 24 gennaio 2007, 11:50
Messaggi: 1512
Località: Venezia
Ehm, rileggendo Sincrono, effettivamente una cavolata l'ho detta di sicuro, parlando di "stella". Quello della trifase FS era un collegamento a triangolo, un vertice (una fase) del quale stava a terra e a massa. Rimane il fatto che non esista un conduttore collegato a un ipotetico "centro stella"; anzi, non esiste proprio il centro stella.
Scusate la confusione.

Ciao
Andy


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: venerdì 17 settembre 2010, 9:41 
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Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 20:09
Messaggi: 381
Località: Tra Murgia e Salento
Giusto Andy, però proprio il tuo esempio di ipotetico neutro centro stella con potenziale diverso da terra mi ha aiutato a capire meglio :wink:

Arturo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: venerdì 17 settembre 2010, 10:06 
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Iscritto il: sabato 10 luglio 2010, 21:29
Messaggi: 284
Avevo cercato di allegare uno schemino esplicativo, ma non riuscendo a ridurne il peso, non me lo accettava. Non sono un mago del computer!
Comunque leggo che avete capito, qindi non serve.
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 23 settembre 2010, 14:30 
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Iscritto il: giovedì 24 giugno 2010, 9:09
Messaggi: 21
dani ha scritto:
Io posso limitarmi a contribuire con questi:

Tratte da:
Immagine

PS ci metterà un po' a caricarle, abbiate pazienza, sono fornite da una ADSL casalinga... :wink: e per la visione è consigliato un browser "decente" (Firefox, Chrome...)


Disegni fantastici, grazie di cuore.

Come posso fare per procurarmeli in cartaceo, oppure ad alta risoluzione?

Naturalmente acquistandoli, non intendo in alcun modo speculare sulla disponibilità altrui...


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 Oggetto del messaggio: Re: Le mie esperienze con la trazione trifase.
MessaggioInviato: giovedì 23 settembre 2010, 16:20 
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Iscritto il: giovedì 24 giugno 2010, 9:09
Messaggi: 21
Dimenticavo... un sentito ringraziamento a Sincrono.

Ho letto il thread oggi per la prima volta e mi ha letteralmente rapito! Grazie davvero, è stato una lettura appassionante...

Continua così!

Andrea


P.S. Se realmente dovessi pensare in futuro a pubblicare qualcosa, sappi che io sarei sicuramente tra i sostenitori e gli acquirenti... :wink:


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