mallet ha scritto:
Non ho mai detto che la progettazione sia canadese. Semplicemente la proprietà, o meglio, l'origine, è canadese. In effetti parlare di proprietà ormai vuol dire internazionalizzazione. Che poi un certo tipo di veicolo venga progettato e/o costruito in un certo Paese vuol dire assai poco. Il fatto è che non esistono più i singoli costruttori, con la loro scuola, con le loro scelte. La SLM era di scuola tipicamente svizzera, gli stessi particolari costruttivi rendevano subito evidente l'origine del mezzo; oggi non più. E non mi si venga a dire che la SLM aveva un mercato esclusivamente locale perchè, seppure con caratteristiche di nicchia, ha esportato locomotive in tutto il mondo. Di svizzero a Vevey non c'è niente perchè comunque le grandi scelte aziendali non vengono prese in Svizzera e un domani, se il mercato lo richiederà, cioè minor costi e maggior guadagno, lo stesso materiale verrà prodotto, ad esempio in Turchia, o in India oppure in qualsiasi altro Paese dove sarà più conveniente. Semplicemente quei veicoli conviene ancora costruirli in Svizzera sia perchè destinati ad un acquirente svizzero, sia perchè la lavorazione è ancora migliore rispetto a quella di altre zone. Vevey è solo uno dei tanti stabilimenti Bombardier sparsi per il mondo. Oggi in Svizzera ma domani? La risposta stà un paio di righe più su.
Saluti
Mah, non sarei così radicale. L' SLM, adesso si chiama STADLER Winterthur, non è la stessa cosa, è vero. Io non esagererei nell'affermare l'importanza di SLM, un po' e mito e un po' è una ditta che ha obiettivamente dato all'industria ferroviaria. Nessuno può obiettare però che STADLER ha una produzione (anche all'estero) con una diffusione nel mondo che nessuna ditta svizzera del passato ha mai avuto.