tipomilano ha scritto:
Dunque, se siamo in analogico non avrei dubbi: scambio automatico, due tagli a circa 1 cm su una rotaia, un filo in alternata va alla spezzone interrotto, l'altro al rotaia lì di fianco, il treno quando passa chiude il contatto e muove lo scambio, schema classico e stranoto; su un vecchio plastico poi non completato l'avevo fatto e funzionava.
In Dcc è più complesso, in particolare sarei curioso di sapere se questo accrocchio disturba il segnale dcc.
Meglio non far finire altre correnti nel segnale DCC.
Il mio sistema (ottico) non lo faceva, proprio per il fatto di essere ottico. Solo era decisamente ingombrante da ficcar sotto il plastico (fotodiodo emittente e ricevente hanno 3 mm di diametro se "normali" e sono ancor più minimi se li si trova in SMD: li si occulta piuttosto bene se serve).
In altro filetto sono illustrati sensori ottici più recenti che possono assolvere allo scopo.
Ad ogni modo, vista la variabilità del peso dei modelli, penso avesse ragione quello che aveva scritto (non so su che numero di TT, so solo che era in uno vecchiotto) "tallonabili? no grazie". C'è sempre il rischio di trovarsi un carro troppo leggero che si tira fuori tutti quelli che ha dietro. E non si deve trascurare il rischio che, anche sezionando su tutte e quattro le rotaie del medesimo scambio, una locomotiva faccia un bel corto. Sui cappi di ritorno, ho sempre visto collocati sensori che facevano scattare lo scambio con un motore o ancora più spesso l'autore fermava il treno, spostava lo scambio e con quello l'alimentazione e lo faceva ripartire.