saint ha scritto:
Bellissima l'idea di mettere sul piano di stazione la pianta del fascio di binari. Allora perché non fornire delle idee su come realizzarla ? Citare i cad ferroviari disponibili, partendo magari da quelli distributi in modo libero (e quindi più facilmente disponibili per tutte le piattaforme). Ed indicare in che modo arrivare alla stampa in A0 - molto a questo riguardo utili un file PDF con pagina di formato adeguato e copisterie tecniche, sopratutto in zona universitaria.
Peco fornisce in formato pdf i disegni esatti dei suoi deviatoi.
Se li stampi e li ritagli, li puoi incollare in un foglio di carta esteso al formato A0 o ancora maggiore, o addirittura direttamente sul compensato che forma la sede stardale e realizzare il piano di stazione; naturalmente i tratti di binario flessibile li dovrai disegnare tu stesso.
saint ha scritto:
Inutile la parte sul digitale. Affidarsi ad una tecnologia abbandonata dal produttore è imbracciare un bel fucile a pompa, appoggiare la volata ai genitali ed aprire il fuoco. Se lo può permettere solo un riccone che si fa fare il plastico per far girare i trenini, ma vede il plastico come un giocattolo o un vistoso elettrodomestico, che se si rompe si chiama l'assistenza. E con software di cui non si sa nulla, solo che c'è. (E perdonate, ma su questo argomento sono decisamente competente.)
Anch'io sono molto renitente a passare al digitale; in termini di comando dei treni non credo che riesca ad essere più
ergonomico dell'analogico, anche se presenta indubbi vantaggi.
saint ha scritto:
E poi dice "ma ci vuole tanto tempo". Si ma lui il tanto tempo lo mette in al conto al cliente, al momento della stipula dell'accordo, da buon professionista, ha fatto delle stime adeguate di quali saranno i costi, e applicato il margine desiderato, avrà fatto il prezzo per una realizzazione chiavi in mano. Ha tutto il tempo che vuole, sta preparando un prodotto di lusso per il quale il cliente è disposto a cacciare tante palanche.
E' diverso l'approccio al modellismo da parte di quell che lo fanno per mestiere, per trarne un profitto, come primo o secondo lavoro. Un conto sono gli appassionati che vedono le cose dal punto di vista ludico, un altro i professionisti, anche se maggiormente esperti, ma che rincorrono l'utile.
Con questo sono e rimango in amicizia sia con gli uni, che con gli altri traendo insegnamenti e consigli da entrambi.