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PROVIAMO a codificare LE TAPPE del nostro hobby in Italia???
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Autore:  pierpaolo [ venerdì 9 ottobre 2020, 20:27 ]
Oggetto del messaggio:  PROVIAMO a codificare LE TAPPE del nostro hobby in Italia???

Noi che ci occupiamo di modellismo ferroviario, quando parliamo di un modello cerchiamo di dargli un preciso collocamento temporale riferito alle ferrovie reali. Siamo così giunti, sino ad ora, a definire SEI epoche: dalle prime zoppicanti vaporiere (Epoca I) ai moderni treni gestiti con sistemi di trazione elettronica, con nuove livree, compresa la XMPR (Epoca V e VI) e Nuova livrea Treni Regionali e differenti colorature per gli elettrotreni AV (Epoca VI).

Ma restiamo invece solo e solamente nel campo del modellismo, limitandoci all'evoluzione dei modelli in Italia. Si potrebbe tentare di codificare anche opportune Epoche che riguardano appunto il modellismo ferroviario, suddivise in base alle caratteristiche costruttive dei modelli stessi e alla fedeltà più o meno accettabile riferita ai prototipi che viaggiano nella realtà.

Non desidero proporre io per primo una ipotetica suddivisione, ma preferisco che questa operazione, se vi va, la facciate voi. Potete quindi confrontare i risultati, le opinioni e verificare se davvero si possono individuare punti fermi, condivisibili e accettati più o meno da tutti. E' un modo, anche stimolante, per dire la propria opinione e per cercare punti in comune con gli altri.

Autore:  pierpaolo [ venerdì 9 ottobre 2020, 20:29 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Io mi limito a fare solo un esempio, a dare - diciamo - una partenza che può essere ritenuta valida o meno.

Epoca I - Dal 1930 al 1945 - In questo periodo, al posto del termine "modellismo" occorre usare il termine "giocattolo". I treni in miniatura sono prodotti quasi esclusivamente di latta o di legno. Le dimensioni sono quasi sempre "distanti" da quella che sarà la scala H0, ovvero si preferisce costruire modelli di dimensioni abbastanza generose, prossime a quella che sarà la scala 0. L'alimentazione è in corrente alternata. I modelli sono quasi sempre di fantasia e comunque hanno ben poca attinenza con i treni reali. Si usano soprattutto binari dotati di "terza rotaia". I "trenini" in genere a quell'epoca erano abbastanza costosi e non certo alla portata di tutti.

Epoca II - Dal 1945 al 1950 - Si cominciano a costruire modelli in scala abbastanza ridotta, quasi prossima all'H0 (si comincia finalmente a parlare di scala 1/87). Diversi produttori producono modelli ancora molto semplificati, ma che cominciano a ricordare - talvolta lontanamente - qualche rotabile che esiste nella realtà. La latta comincia ad essere sostituita dalla bachelite o bakelite, un materiale resistente alle alte temperature e isolante, precursore della plastica. Si affinano le tecniche di lavorazione e sul "mantello" dei modelli cominciano ad apparire alcuni particolari, soprattutto stampati, qualcuno applicato. Cominciano ad apparire i primi binari a due rotaie e l'alimentazione viene gradatamente modificata da corrente alternata a corrente continua (qui in Italia alcune di queste innovazioni sono state realizzate grazie alla Rivarossi).

Ecco... io mi fermo qui. Se avete voglia proseguite voi. Oppure ricominciate voi da capo, secondo le vostre impressioni, i ricordi e le opinioni. Ovviamente - secondo me - non occorre sviscerare a fondo le caratteristiche di ogni Epoca, ma sarebbe bene non seguire il mio esempio ed essere molto più didascalici.
Si possono creare semplici tabelle o liste cronologiche corredate da pochissimi appunti.

Ce la faremo a raggiungere un punto di intesa comune???

E secondo voi quante potrebbero o dovrebbero essere le "suddivisioni epocali": quattro, cinque... sette???
(Comprendendo ovviamente anche il sistema digitale)

A voi la parola. Io vi seguo interessato e non commento.

Autore:  marco_58 [ venerdì 9 ottobre 2020, 21:17 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LE EPOCHE del Modellismo ferroviar

Confusione alla confusione?
Più semplice che indicare un anno preciso non saprei cosa trovare, al vero come nel modellismo.
Tutte queste menate sulle epoche e sugli acronimi, in ogni campo, lasciamoli agli anglosassoni a cui piaciono tanto ...

Autore:  GIULIO PALAMIDESSI [ venerdì 9 ottobre 2020, 21:33 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Il mondo è bello perché è vario, se a qualcuno non piace la proposta di Pierpaolo, non è obbligato a restare ed a criticare l'iniziativa altrui, perché di saccenti, nel mondo ce ne sono già abbastanza!

Autore:  celerone [ venerdì 9 ottobre 2020, 21:52 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

*

Autore:  GIULIO PALAMIDESSI [ venerdì 9 ottobre 2020, 21:56 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Chiusa la parentesi e dal momento che in questo frangente si vuole parlare di epoche di treni "giocattolo" farei questa prima distinzione: una parte di treni giocattolo restano tali, ma un settore si evolve diversamente nel modellismo ferroviario, più rigoroso nei particolari e nell'esattezza delle scale. Un'altra distinzione nasce tra due entità, una è il progresso tecnologico riguardante i materiali (legno, latta, bachelite, plastica in senso lato ed ancora metallo fotoinciso, ), l'altra è lo sviluppo del movimento (a spinta, ad elastico, a molla, a vapore, elettrico/elettronico). Per il momento mi fermerei qui affermando soltanto due cose: la corrente elettrica e la scala esatta sono due punti fortemente caratteristici del modellismo ferroviario con un intervallo temporale, tra l'una e l'altra, nel commerciale, di circa quarant'anni.

Autore:  GIULIO PALAMIDESSI [ venerdì 9 ottobre 2020, 22:07 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Tra dissidenti e protettori si comincia bene, per me è un invito a nozze, comunque sappiamo già chi ignorare...

Autore:  lucab [ venerdì 9 ottobre 2020, 23:20 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Direi che l'articolo sui 60 anni di Roco su TT di settembre darebbe qualche idea in merito!

Autore:  crosshead [ venerdì 9 ottobre 2020, 23:24 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Caro Pierpaolo ti sei dimenticato dell'epoca 0!

Nel 1840, quando la ferrovia finalmente fece breccia nei cuori e nell'immaginazione degli europei e degli americani, alcuni fabbricanti di giocattoli iniziarono a produrre treni in miniatura per la gioia dei bambini.

Come i soldatini, i primi treni giocattolo erano fatti di stagno e piombo e, generalmente, non avevano parti in movimento. I migliori erano dotati di ruote che giravano, ma dovevano essere spinti o tirati; poi, dopo la metà del secolo, comparvero negli Stati Uniti i primi trenini fatti di latta. Dal 1875 in Europa, in particolare in Francia ed in Germania, i nuovi progressi tecnologici furono impiegati per produrli in serie con movimento ad orologeria.

Contemporaneamente, in Gran Bretagna alcuni produttori di giocattoli iniziarono a costruire trenini di latta o di ottone che funzionavano a vapore vivo, i cosiddetti " piddlers " per via della loro connaturata propensione alle perdite d'acqua.

Dal 1880 la Gebruder Märklin & Cie. Gmbh fondata nel 1859, e la Gebruder Bing fondata nel 1863, formalizzarono i diversi standard degli scartamenti.
Proprio Märklin nel 1891, in occasione della fiera del giocattolo che “temporibus illis” si teneva a Lipsia, presentò il primo sistema ferroviario per intrattenere i bambini.

Non c'è traccia di trenini giocattolo nell'Italia dell'800, tranne che nell'episodio "Il vaporino" pubblicato nel libro "Cuore" (1886) di Edmondo de Amicis, ambientato a Torino tra il 1878 e il 1886, ove leggiamo che il protagonista Enrico possedeva un modellino a carica manuale (molto probabilmente Bing) regalatogli dal padre ingegnere.

Autore:  Carmelo Ferrante [ venerdì 9 ottobre 2020, 23:42 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Io comincio con una "mozione d'ordine": visto che le epoche "reali" sono identificate da un ordinale (I, II, III, IV, V, VI...), per non ingenerare confusione, potremo identificare quelle "modellistiche" in modo diverso? che ne so... A, B, C, D... oppure α, β, γ, δ...

Autore:  marco_58 [ venerdì 9 ottobre 2020, 23:44 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Visto che si vuole per forza fare la storia dettagliata del modellismo ferroviario, e creare un "vangelo", partiamo da Bassett-Lowke che forse è meglio, anzi eliminiamo il forse!
https://en.wikipedia.org/wiki/Bassett-Lowke
https://en.wikipedia.org/wiki/Wenman_Jo ... sett-Lowke

Che poi altri abbiano fatto giocattoli a forma di treno che qualcuno chiama modelli ... beh fatti loro.

Autore:  bigboy60 [ sabato 10 ottobre 2020, 8:28 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Bassett-Lowke e' stato un unicum, un antesignano, un ispirato, per certi versi un sognatore che precorreva i tempi.
Il primo a riuscire a vedere che un gioco per bambini poteva essere un hobby per adulti.
Il padre del fermodellismo, a mio avviso.
Credo che sia "inclassificabile", proprio perché in anticipo sui tempi di decine d' anni.
Saluti
Stefano.

Autore:  pierpaolo [ sabato 10 ottobre 2020, 9:29 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Io, come ho scritto in apertura, preferisco lasciare la parola a voi.

Intervengo solo questa volta, eccezionalmente, per commentare tre interventi:

1)

crosshead ha scritto:
Caro Pierpaolo ti sei dimenticato dell'epoca 0!
.


Le due date che ho indicate sono solo un esempio. E' ovvio che se proprio si volesse tentare di codificare la Storia del modellismo ferroviario (e sarà difficile mettere tutti d'accordo) ognuno può proporre le suddivisioni e le date che più gli aggradano. Poi, semmai si vedrà

--------------------

2)

Carmelo Ferrante ha scritto:
Io comincio con una "mozione d'ordine": visto che le epoche "reali" sono identificate da un ordinale (I, II, III, IV, V, VI...), per non ingenerare confusione, potremo identificare quelle "modellistiche" in modo diverso? che ne so... A, B, C, D... oppure α, β, γ, δ...



Considerazione più che opportuna, che condivido. A, B, C, D ecc.. a me piace

Oppure si potrebbe optare usando i numeri arabi: 1, 2 ,3, 4 e così via

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3) .... e ho esaurito i miei interventi :wink:

lucab ha scritto:
Direi che l'articolo sui 60 anni di Roco su TT di settembre darebbe qualche idea in merito!


Ecco, per esempio, restando nell'ambito del modellismo ferroviario italiano, per me contrassegna una cambiamento d'epoca l'anno in cui la ROCO iniziò a produrre modelli italiani, nello specifico il 626, seguito poi dagli altri modelli, sempre italiani, che conosciamo.

Autore:  marco_58 [ sabato 10 ottobre 2020, 10:01 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

Ok, se Bassett-Lowke era un fuoriserie e un sognatore: Arnaldo Poker, Alessandro Rossi, Ottorino Bisazza, Frank Hornby (solo per citare i primi che mi vengono in mente), ecc. ecc. chi erano? e dove li mettiamo?
I mie dubbi sull'idea aumentano ad ogni intervento!

Se invece si vogliono considerare solo i produttori industriali ... a beh allora ...

Autore:  pierpaolo [ sabato 10 ottobre 2020, 10:25 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar

marco_58 ha scritto:
Ok, se Bassett-Lowke era un fuoriserie e un sognatore: Arnaldo Poker, Alessandro Rossi, Ottorino Bisazza, Frank Hornby (solo per citare i primi che mi vengono in mente), ecc. ecc. chi erano? e dove li mettiamo?
I mie dubbi sull'idea aumentano ad ogni intervento!



Hai citato nomi di tutto rispetto, di persone che davvero hanno dato un contributo essenziale e di qualità al Modellismo ferroviario. Io ho citato la ROCO solo per fare un esempio.

In quanto ai tuoi dubbi... l'argomento genera per forza alcuni dubbi. Codificare non è facile. Nessuno ci costringe a farlo. Non è facile mettere tutti d'accordo. Ma è un modo per confrontarci, come ho detto e per esprimere la propria idea e la propria concezione di Modellismo ferroviario visto attraverso lo scorrere degli anni.

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