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Prendo spunto dagli articoli usciti negli ultimi mesi su Tutto Treno riguardo agli sviluppi del modellismo ferroviario. Ovvero, quali innovazioni possono essere messe in campo dai produttori per rendere i modelli sempre più realistici, accattivanti, appetibili.
Una delle innovazioni che ho sempre desiderato vedere applicata in scala e che, ancora oggi, pochissimi produttori osano affrontare (Marklin, Roco, REE), è il movimento dei pantografi. La miniaturizzazione dei componenti dovrebbe permettere la realizzazione di attuatori di dimensioni tali da poter essere contenuti nelle casse delle locomotive elettriche, ma ancora non si vede una gran diffusione di questa caratteristica.
Le nuove BB9200 REE Model sono tra gli ultimi modelli usciti a presentare questa caratteristica. Roco ci aveva provato anni fa con una locomotiva, rimasta poi caso isolato.
Non mi risulta che ESU, pur tra i protagonisti dell'evoluzione elettronica del modellismo ferroviario, abbia sviluppato qualcosa.
Vero che moltissimi modelli sono ancora carenti dal punto di vista delle dotazioni funzionali. Pochi hanno le luci in cabina o nei corridoi, per non parlare di quanti non hanno neppure la possibilità di comandare separatamente le luci bianche e rosse. Però tutti ormai montano decoder con almeno 21 pin, quindi con la possibilità di gestire molti più dei due o tre aspetti dei fanali. Abbiamo dei decoder che sono delle Ferrari, montati su modelli che sono ancora delle bici a dinamo... Qualche valido modellista è riuscito con successo ad installare dei piccoli motori per muovere i pantografi di tutte le loco del suo parco, con un risultato eccezionale. Il lavoro è stato grande, dovendo creare lo spazio per questi attuatori, ha dovuto fresare il telaio, rifare il pcb e realizzare in proprio un sistema di leveraggi per muovere i pantografi. Quindi, tecnicamente la cosa è fattibile, anche con una spesa contenuta.
Una decina d'anni fa, a Bologna, ricordo di aver fatto una chiacchierata con Paolo Portigliatti proprio in merito a questo. Stava presentando i nuovi circuiti per le E636 con luci in cabina, corridoio, freni (!). Parlando del movimento dei pantografi, mi disse che ci stava lavorando, ma poi non ne seppi più nulla.
Vedere le locomotive alzare il pantografo, accendere i compressori e muoversi, oppure arrivare in una stazione di confine, abbassare i pantografi e procedere per inerzia sono situazioni consuete nel mondo della ferrovia reale, perchè non replicarlo in scala? Cosa ne pensate? Forse oggi i tempi sono maturi. Miniaturizzazione dell'elettronica, stampa 3D a basso costo ed alta qualità, possibilità di gestire più uscite con un unico decoder sono dati di fatto. Quindi? Cosa blocca lo sviluppo di questa opzione?
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