|
Come ha scritto Bomby, non è facile dare indicazioni per quel periodo. Ma limitandoci alla Bologna-Milano, si da già un minimo di scremata. D'altra parte bigona andare anno per anno, perchè in quell'arco di tempo ci sono state grandi novità. Ma si può cominciare a dare un idea. Cominciamo con le loco: - niente vapore, salvo gli ormai rari casi di trasferimento - di elettrico in CC giravano tutte le macchine presenti nel parco in quegli anni, comprese le 326 sui Bologna-Piacenza - come diesel direi tutte quando in trasferimento, raramente per i treni, non ricordo se all'epoca circolavano dei Bologna-Verona, e vv., via Modena-Mantova, che allora era in TD. Elettromotrici: tante Ocarine, ALe 601, ETR 250, ETR 300, ETR 200-220, poi anno per anno tutte quelle degli altri gruppi, ricordo le ALe 883 sui Milano-Salsomaggiore. Per le automotrici vale il discorso delle loco diesel. Come carrozze di tutto e di più, dalle Corbellini (forse anche a due assi) e le 100 porte dei locali per studenti e pendolari, alle GC dei treni bandiera, quindi tutte le carrozze estere ammesse a circolare in Italia, senza dimenticare il parco CIWL. Per i carri merci, quasi tutto quello che era in circolazione in Europa in quel periodo. Se poi ti interessa qualche treno in particolare ... qui potrebbe complicarsi, ovvero potrebbe andare bene un miscuglio qualsiasi. Giusto per, le prime composizioni omogenee si ebbero: - sugli espressi di rango con tutte carrozze X - con l'entrata in esercizio delle prime MDVE, MDVC - i treni bandiera, ovvero i TEE in servizio interno, erano omogenei, salvo la carrozza ristorante che era una CIWL - ogni tanto capitava anche che treni inferiori avessero composizioni omogenee di carrozze ante X, con l'entrata in servizio delle MDVx, inziarono a sparire 100 porte e Corbellini, seguite dalle tipo 1921 - già da tempo su quella linea non circolavano più carrozze con il solo riscaldamento a vapore, quindi niente carri riscaldo.
Sempre con riferimento agli anni che ti interessano. Per quanto riguarda le singole locomotive, non mi farei tanti pensieri, salvo alcuna macchine specifiche, su quella linea si può dire siano passate tutte, tieni presente che le loco elettriche e diesel erano e sono sostituite solo nelle stazioni di testa o/e di fine corsa treno, pertanto un qualsiasi treno che non entra in una stazione di testa, parte da Reggio Calabria, o all'epoca Bari (oggi Lecce), e poteva arrivare fino alle stazioni di confine al nord, percorrendo sia all'andata sia al ritorno, linee diverse; per ragioni di turno o/e utilizzo in sostituzione di altra, una loco può zigzagare per le linee senza limiti (salvo la circolabilità*); l'importante è che sia al deposito di assegnazione il giorno del fine turno, ovvero della visita in officina, nulla vietava che marciasse per tutto il tempo, escluse le soste necessarie a fine corsa del treno trainato. A differenza delle locomotive a vapore, tutti gli altri mezzi di trazione non sono assegnati fissi al personale di condotta, è l'opposto, macchinisti e personale viaggiante sono abilitati a: mezzi, linee, e treni.
* Per ragioni techiche, cioè prestazioni e peso assiale, non tutti i veicoli ferroviari possono circolare su tutte le linee. Non è il caso della Milano-Bologna, lì da sempre, ci può circolare di tutto.
Se vuoi essere precisino, in giro si trovano degli elenchi relativi alle assegnazioni dello loco nei vari depositi nel corso della loro vita; ma l'unica certeza di quel periodo sono le E 326, che erano assegnate tutte a Bologna e circolavano solo attorno a BO, ovvero fino a: PC, VE, AN. Anche alcune Ocarine, e qualche altra elettromotrice erano assegnate fisse a Bologna, ma difficilmente uscivano dalla linee del compartimento, ovvero arrivavano fino a Pistoia per la Porrettana.
Una curiosità, a cavallo degli anni '70-'80, mi è capitato, attorno alle ore 20,30 da Parma, 1 o 2 volte di prendere un locale PC-BO espletato con ALe 601.
|