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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: lunedì 6 luglio 2015, 23:17 
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Iscritto il: mercoledì 28 agosto 2013, 14:28
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Località: Bologna
Ciao Paolo,
Argomento interessante come le risposte !
Al tempo ( 1996-98 ) incollai vari tipi di sughero sempre con Bostik . Sono ancora fermi li ( x ora ). Feci così per non avere sorprese con la classica miscela di Vinavil , Sole piatti ed acqua x il ghiaino .
Ps. Ho appena reisolato la porzione di giardino sopra il seminterrato causa infiltrazioni di acqua piovana .... :(
Saluti,
Andrea


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: martedì 7 luglio 2015, 7:11 
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Iscritto il: venerdì 6 gennaio 2012, 16:05
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Località: Bagno di Gavorrano - Follonica GR
Be in realtà i calzolai utilizzano bostik e non vinavil...

Un piccolo ot:
Non vorrei dire uno strafalcione, ma mi disse un produttore di sughero della mia zona che per agglomerare il sughero tritato in varie grane, non usano nessun tipo di collante, perché scaldandolo ad una certa temperatura e poi pressandolo, si autoincolla, ed una volta che si è raffreddato viene lavorato...

Non so le temperature, ma hanno una specie di autoclave con bruciatore a gasolio.

Massimo


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: martedì 7 luglio 2015, 7:44 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Ho sempre avuto dubbi sull'uso della colla vinilica diluita, e né ho avuto le prove con il plastico sociale, ma lì ci sono problemi anche con la struttura.
Ora mi sono attrezzato per fare delle prove, acquistato ghiaino circa un anno fa, prima o poi farò.
L'aver messo il compensato tra gomma e binario è anche in quell'ottica, a parte dare stabilitità all'armamento, dato che vi sono decine di sezionamenti: il tutto deve funzionare sia in analogico sia in digitale.

In verità di colle viniliche ve né sono di vario tipo, tipicamente dai rivenditori si trovano:
- la NPC, barattolo blu da 1 kg, tipico per uso generale, uso generale per i nostri usi
- quella nel barattolo rosso 125 o 250 g, tipico per uso domestico, dirfei il meno adatto per i nostri usi
- il vinavil 59, poco presente dai rivenditori, forse il più adatto a i nostri usi.
Occore anche dire che al formulazione di colle e detersivi, negli ultimi 20 anni è cambiata notevolmente, pertanto le teorie degli anni '70-'80, non è detto siano ancora sempre valide.
Purtroppo il sito della Vinavil non ci viene in aiuto per la scelta della colla migliore, lì troviamo solo le caratteristiche dei prodotti a nome industriale e non commerciale. http://www.vinavil.com/EN/default.asp


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: martedì 7 luglio 2015, 8:33 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
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Località: Torino
Sulla confezione del sughero è scritto chiaramente "privo di colle e solventi" quindi, partendo dalla buona fede del produttore, dovrebbe essere solo sughero pressato e basta. Anni fa, avevo trovato un sughero che poi non ho mai usato, che aveva una finitura superficiale lucida ed era molto gommoso, immagino che avesse una lavorazione che comprendesse anche l'uso di colla o altro; il sughero che ho usato x il plastico, ha una finitura opaca e devo maneggiarlo con cautela perché tende a rompersi - srbiciolarsi.
Lo strato di vinavil (quello col barattolo blu) che ho depositato per incollare il sughero è stato mooolto sottile, in pratica ho voluto che lo tenesse solo in posizione perché, con la posa dell'armamento ed il suo fissaggio con vite e rondella, il tutto sarebbe stato fissato a dovere (le viti passano il sughero e mordono nel compensato). Questa tecnica l'ho già sperimentata con successo sia nel vecchio plastico che nella stazione di Borgo Sulserio del plastico modulare CV19.
Ciò che mi lascia perplesso in questi giorni è che, ad uno sguardo più attento, il fenomeno incriminato, si è verificato solo tra 3 moduli adiacenti della stazione, tra gli altri 2 è tutto perfetto.
Sta "roba" sta diventando un rompicapo!

Adesso vado a vedere se è gonfiato il pezzo di sughero che ho lasciato in ammollo tutta la notte e poi vi relaziono....

Ciao
Despx


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: martedì 7 luglio 2015, 13:11 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6404
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Paolo, altre domande che sorgono spontanee:
- il compensato è sempre lo stesso?
- i singoli pannelli hanno le fibre dei fogli esterni orientate nello stesso verso?
- le fiancate dei moduli in che legno sono?

Mi viene il dubbio che sughero e binario siano le vittime e non il corpo del reato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: martedì 7 luglio 2015, 21:46 
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Iscritto il: giovedì 24 gennaio 2008, 18:40
Messaggi: 2136
Località: piemonte
ciao despx, leggo solo ora le tue disavventure, e a beneficio di chi ci legge dico che ho visto l'anno scorso il tuo plastico in corso di realizzazione.
Non ho avuto la sensazione che il locale che lo ospita fosse particolarmente problematico, ma l'umidità é sempre difficile da debellare. Ti suggerisco un impianto di ricircolo automatico dell'aria, esistono in commercio degli apparati che espellono l'aria dell'ambiente attraverso uno scambiatore di calore che consente il ricircolo dell'aria dall'ambiente verso l'esterno e nel contempo attingono aria esterna per rinnovare quella dell'ambiente lasciando immutata la temperatura, vale a dire trattenendo il calore in uscita riscaldando l'aria esterna in entrata, a tutto beneficio del riscaldamento con bassissimo assorbimento di energia elettrica.
Il mio plastico che pure é locato in un ambiente non sempre riscaldato e che risente di una escursione termica di almeno una ventina di gradi, é realizzato concettualmente come il tuo, a moduli per un eventuale quanto improbabile spostamento, con piani di appoggio in compensato di pioppo da 12 mm su telai in legno massello (nella fattispecie Hemlok, un legno piuttosto tenero, utilizzato nella fabbricazione dii serramenti, dalla buona stabilità dimensionale), con binari incollati su uno strato di sughero, parimenti di buona qualità, acquistato da uno specialista del settore dello spessore di 3 mm.
V a rilevato che sughero non é particolarmente stabile dimensionalmente ma quando viene incollato, io l'ho fatto con colla vinilica stesa a pennello, non si dovrebbe più muovere, e il mio non si é mai mosso. L'unica differenza rispetto al tuo lavoro é che io ho si incollato le traversine (Binari Peco cod. 75) sul sughero con Bostik, ma ho lasciato le rotaie assolutamente libere di dilatarsi e di scorrere, unite solo con le scarpette, e non ho mai avuto alcun problema.
Certo su una tratta di flessibile che é di circa 900 mm riscontro variazioni dimensionali dell'ordine di circa un mm al massimo tra caldo torrido e freddo polare, ma nulla che vada ad impensierire il normale esercizio.
Pertanto il mio modestissimo consiglio é quello di evitare le saldature del binario.


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: martedì 7 luglio 2015, 23:48 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
Messaggi: 6805
Località: Regione FVG
Io, facendo N, ho più problemi di tolleranze di altri, per cui ho usato una tecnica "strana" ma ho scoperto non di raro uso: termino il binario circa mezzo cm prima e uso degli spezzoni di rotaia di 1 cm circa con una scarpetta fissa e una scorrevole. Solo la rotaia: le traverse sono lisciate e incollate sul modulo. Incredibilmente, non si è mai "smollato". E per giunta erano in uscita da una curva tanto in un modulo quanto nell'altro (finora il mio microplastico da prove non ha mai dato noie, quantunque ora sia in fase di "semi-digitalizzazione": scambi digitali e trazione analogica).


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2015, 21:29 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
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Località: Torino
Ciao a tutti, vi aggiorno sugli sviluppi:

Il pezzo di sughero che avevo messo in ammollo ieri l'ho misurato sia questa mattina che stasera, in pratica non ha fatto una piega! Le dimensioni sono le stesse che avevo misurato da asciutto quindi tenderei ad escludere che l'umidità lo possa aver fatto gonfiare e credo che, quando incollerò la massicciata, non avrò sorprese.

Ora resta da capire cosa è successo ai binari.... la struttura dei moduli l'ho controllata e rimisurata cercando eventuali imbarcamenti ma non ho trovato nulla, è tutto a misura, perfettamente in squadra, i pannelli in compensato marino sui quali poggiano sughero e binari sono perfetti.
Insomma, è tutto OK!
L'unica cosa che ho constatato durante il riallineamento delle rotaie è che, quando ho saldato le rotaie alle viti in ottone, ho lasciato uno spazio tra la testa della vite e la suola della rotaia per permettere che lo stagno fluisse in mezzo per una migliore saldatura....non vorrei che questa scelta abbia creato il problema perché non ho tenuto conto che lo stagno, raffreddandosi si è leggermente contratto "tiradosi" dietro le rotaie e, se da subito non l'ho notato, dopo qualche mese, i materiali hanno preso la forma accentuando il fenomeno.
Sto sostituendo tutte le viti con altre nuove e questa volta porto testa e suola a contatto e saldo poi nell'arco di un mese compierò dei cicli caldo-freddo-secco-umido accendendo la stufa della tavernetta per qualche giorno e tenendola spenta....tra un mese ricontrollerò gli allineamenti, se tutto andrà bene....andrò avanti.

Che dite, sono da ricovero? :mrgreen:

Ciao
Despx


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2015, 22:14 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6404
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Beh, se proprio vuoi andare all'ospizio ... lì almeno sei servito :lol:

Se devo dirti la verità il metodo delle viti non mi gusta per niente:
1- devi scaldare molto per saldare
2- scaldando molto la vite allarga il foro nel legno.
Direi che è preferibile la basetta ramata.
Personalmente preferisco un lamierino d'ottone o latta stagnata, spesso 0,2-0,5 mm, è sufficente sia largo 5 mm, saldato prima e quindi tenuto fermo con due piccole viti lunghe 20 mm, con magari sotto uno spessore in legno duro, es. di faggio. Quindi, e in ogni caso, almeno un taglio da 0,5 mm sulle rotaie a circa metà modulo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: giovedì 9 luglio 2015, 7:36 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
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Località: Torino
La tecnica delle viti l'ho usata sia nel vecchio plastico che in tutti i moduli che ho realizzato x il plastico modulare CV19 di dccworld e non ho mai avuto i problemi che lamenti te, forse perché uso viti lunghe 2,5 cm che entrano nel legno per almeno 2 cm, specie nel caso dei moduli di CV19, che vengono sballottati x le fiere, mai e dico mai, una vite ha ceduto o è uscita dalla sua sede, semmai per la caduta di un modulo ha ceduto la saldatura tra vite e binario.
L'uso invece delle basette ramate non mi ha mai attirato perché in altri lavori, ho constatato la separazione tra il rame e la vetronite nel caso di uno schok meccanico.
In ogni caso sia il sistema a vite che quello a basetta, sono perfettibili; l'ideale sarebbe un sistema che tiene il binario in posizione e allineato ma che ne permetta un minimo gioco per assecondare eventuali movimenti della struttura in legno, cosa più facile a dirsi che a fare.
Sul fatto dei tagli dei binari (specie quelli rettilinei) , solitamente in un modulo, taglio a misura il binario che copre l'intera lunghezza del modulo, poi lo saldo alle viti delle testate dopodiché taglio le rotaie a circa metà modulo con una Moletta spessa 1 mm e poi ricollego i due tronconi con le scarpette; in questo modo la giunzione diventa un punto di compensazione. A lavoro ultimato, riempio i vuoti con pattex extrem che una volta indurita diventa gommosa come il silicone.

Ciao
Despx


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 Oggetto del messaggio: Re: Amara sorpresa nel plastico...
MessaggioInviato: giovedì 9 luglio 2015, 9:43 
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Località: Bagno di Gavorrano - Follonica GR
Ciao,
un idea potrebbe essere saldare le scarpette sopra la testa della vite o sulle basette, così potresti avere il tuo sistema di scoorrimento della rotaia; ma le scarpette che uso io per il codice 75 della peco credo siano acciaio inox, perchè non ne vogliono sapere di stagno...

Comunque credo che in alternativa basta prevedere uno scorrimento anche una cinquantina di centimetri dopo la testata del modulo aventi rotaie fissate con viti o basette ramate, e si dovrebbe muovere liberamente per la sua escursione termica senza problemi.

Un dubbio sullo scorrimento me l'ha sempre dato la verniciatura delle rotaie perchè spesso le incolla alle traversine e la vedo dura farle scorrere.

Massimo


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