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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2015, 8:42 
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Iscritto il: lunedì 2 giugno 2014, 19:15
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buona giornata a tutti, a breve dovrei posare la prima pietra del mio primo plastico, e vorrei chiedere alcune cose ai più esperti di me. come si puo realizzare un circuito di frenatura graduale per un modello in analogico? l'altro quesito riguarda la sensoristica di rilevamento, ed io tempo fa ho acquistato dei sensori di hall, che a parere mio sono più affidabili dei comunissimi reed. qualcuno di voi li ha mai provati? ultimo quesito riguardante l'alimentazione del plastico, che sarà separata in tre sezioni. illuminazione, trazione e segnalamento. per il circuito di illuminazione, a led, penso di utilizzare un comune alimentatore switching di adeguata potenza, per segnalamento e scambi non sono ancora deciso per la motorizzazione e per adesso lasciamo da parte. invece per il circuito di trazione cosa è più consigliabile? tante grazie a tutti, daniele. :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2015, 9:24 
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Domande dalle 100.000 risposte. Che anche su questo forum non si contano.

Ma (ri)iniziamo con le solite considerazioni generali: che sono doverose, ancora prima delle risposte tecniche in tema.

Partiamo dalla conclusione: gli esperti, al suo tempo, per dare una risposta semplice ed efficace hanno inventato il digitale.

Detto ciò, a parole e facile, in analogico circuitalmente è molto complesso, ed alla fine ingombrante e costoso, quindi per farlo bisogna avere una discreta conoscenza dell'elettrotecnica, dell'elettronica e dell'automazione, quindi delle apparecchiature utilizzate, che giocoforza sono quelle industriali, di già pronto all'uso non esiste niente, men che meno dalle case modellistiche. Qualcosa in verità c'è, ma fa riferimento al solo blocco automatico ed alla sosta in stazione, ma ha parecchi limiti, non ultimo i rotabili.
Poi una volta fatto, quello è, e quello resta, sotto tutti i punti di vista, salvo smantellare e rifare, e prima di usarlo deve essere il più possibile completo.

In analogico bisogna fare, per forza, diversi circuiti elettrici interagenti: blocco automatico, un simil ACE/ACEI, alimentazione binari.

In digitale basta un circuito, quindi si va di programmazione (centralina e decoder), di solito, per ragioni pratiche se né fanno due: uno per la trazione, l'altro per il segnalamento e il comando scambi.
In digitale i cablaggi vanno sempre bene, si aggiungono, di volta in volta, le apparecchiature che servono, e si modificano dei software, e sei fin da subito operativo.

A conti fatti in digitale costa ben meno, in analogico in 2 mq di plastico è un attimo fare: parecchie centinaia di metri di filo elettrico, oltre 100 apparecchiature elettrommeccaniche, 30 apparecchiature elettroniche, ecc..

Adesso pensaci su e trova tu la risposta di base, cioè la scelta fondamentale, poi puoi iniziare ad inventare il tuo plastico.

P.S. 1
Dici di avere acquistato dei sensori ad effetto Hall: sicuro di avere in mano il tipo che serve ai tuoi scopi?

P.S. 2
Schemi di circuiti funzionanti si possono avere, ma finisce lì, poi ritorniamo a quanto sopra.


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2015, 9:53 
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Iscritto il: lunedì 2 giugno 2014, 19:15
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ciao marco, si è parlato di digitale nell'ultima discussione ma.... a parte la spesa come faccio a gestire un plastico in dcc non potendo vedere il display di una centrale? mi rendo conto che sia inusuale che un cieco si vada a fare il plastico ferroviario, ma ormai per me è diventata una sfida e in un modo o nell'altro ho intenzione di farcela. avevo tentato con arduino ma anche li non ho la possibilità, a causa dei miei problemi visivi, di potere risolvere qualcosa e quindi mi resta soltanto la via dell'analogico. i sensori di hall che ho acquistato sono questi http://www.ebay.it/itm/20pcs-A3144-3144 ... 2c962386b4. quello che desidero realizzare non è un plastico super tecnologico, ma un plastico semplice semplice, soprattutto nella sua gestione. e se il circuito di frenatura non posso farlo in analogico, beh, pazienza. ciau :shock:


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2015, 11:21 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
:oops: Mi ero dimenticato del tuo problema.

Il problema non è il circuito in quanto tale, ma il suo comando, e poi la sua efficacia +/- simile su tutti i veicoli motori ... sorvolando sull'interfacciamento con le tratte adiacenti.

Magari ti conviene suddividere il tratto di fermata in 3/4 sezioni, lunghe almeno il 175% del veicolo con il passo elettrico più lungo, quindi inserire dei diodi che provocano un rallentamento a gradini, quindi l'ultimo tratto non alimentato. Non è il massimo, ma è il più semplice. Va da se che se la tratta è bidirezionale bisogna realizzare due circuiti paralleli.

Ma, in verità, e mi pare che qualcosa stai già utilizzando, esistono dei programmi che convertono in suono tutto quanto di alfanumerico compare su uno schermo, pertanto la tua soluzione potrebbe essere il PC abbinato ad una centralina senza display, o al solo alimentatore di potenza.


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2015, 11:33 
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Iscritto il: lunedì 2 giugno 2014, 19:15
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ciao marco, il pc che utilizzo è dotato di sintesi vocale, beato chi le ha inventate, e ammesso che io prenda per buono tutto quello che hai scritto, dovrei gestire la marcia dei convogli tramite il pc. ma con che cosa? non so se esiste un software che mi possa aiutare. se magari ci fosse qualcuno di voi vicino a me....... ma siete tutti quanti al centro o nord italia. certamente mi sarebbe piaciuto poter utilizzare scarm per progettare il mio tracciato, o altri software per la gestione del plastico, ma la vedo dura. :shock:


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2015, 23:01 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
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Concetto di base: il sensore hall messo in opportuno punto del percorso eccita un relè che scarica un condensatore tramite una resistenza e tale tensione pilota l'alimentatore di trazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 9:20 
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Iscritto il: lunedì 2 giugno 2014, 19:15
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ciao TZ, tu hai esperienze sull'utilizzo di questi sensori? ho pensato al loro utilizzo perchè sono piu robusti dei reed e per le dimensioni che permettono di poterli nascondere fra le traversine. ciaux :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 13:09 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
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Nel mio impianto gli hall li ho utilizzati per l'occupazione dei segnali e per l'azionamento del sound (fischio/tromba) per certi modelli.
L'azionamento della frenatura invece è devoluto ai reed perchè quella parte dell'impianto è più vecchia, dovessi farla ora la farei con gli hall... ma non ho nessuna intenzione di modificarla perchè i reed li avevo fatti lavorare verso il positivo mentre gli hall lavorano verso massa... dovrei cambiarne anche la logica di funzionamento... quindi rimane così.


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 14:30 
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Nome: Luigi Cartello
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Località: Torino
Scusate la mia ignoranza in materia, ma da quanto ne so, i contatti reed non necessitano di alimentazione e hanno una portata di almeno 500 mA (quelli più ciofeca in bulbo di vetro).

Il sensore di Hall A3144 in vendita su ebay linkato in un messaggio precedente (questo dovrebbe essere il datasheet http://www.allegromicro.com/~/media/Files/Datasheets/A3141-2-3-4-Datasheet.ashx?la=en), mi pare di capire che necessita di una alimentazione a 24V e che ha una corrente di uscita (Continuous Output Current) pari a 25 mA.

Se così fosse, non c'è la complicazione di doverli comandare con un alimentatore apposito e di dover, come minimo, interfacciarne l'uscita di ciascuno con un relè dedicato ? (ammesso che si trovino a buon mercato relè che assorbono così poco)

Luigi Cartello


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 15:07 
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Iscritto il: mercoledì 5 aprile 2006, 16:11
Messaggi: 5052
Località: Pistoia
Ci sono anche altri tipi di reed, oltre a quelli classici in ampolla di vetro.

Questi, per esempio, trovati su una bancarella, hanno un cilindretto metallico di 2 mm di diametro e lungo 20 mm. Chiudono il contatto all'avvicinarsi del magnete al cilindretto.

Si possono usare molto facilmente forando il piano base e inserendoli fino a farli spuntare tra le rotaie.

Immagine

Purtroppo non saprei dove ritrovarli.


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 16:01 
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Iscritto il: lunedì 2 giugno 2014, 19:15
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ciao a tutti, ho acquistato i sensori sopra citati per poter fare alcune prove, che ancora non hanno avuto inizio, e forse erroneamente avrò letto un altro datasheet, ma questo ha poca importanza. vorrei chiedere a TZ quali tipi di sensori di hall ha installato nel suo plastico, e dato che ne ha parlato lui stesso, vorrei sapere come ha realizzato il circuito di frenatura. ciaux :idea:


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 18:31 
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La frenatura non è una funzione separata nel mio sistema che ho inventato negli annin '80 e poi ho adottato nel mio impianto.
Ho messo tutto su una basetta che ho chiamato "scheda di blocco". Alimentazione di trazione, occupazione di sezione con sensore di assorbimento, frenatura azionata da reed e relè di inversione di blocco e pilotaggio segnalamento concatenato a 3 aspetti.
I miei hall invece lavorano pilotando transistor ma su altri tipi di circuito, non nel pilotaggio degli alimentatori di trazione ma è possibilissimo farlo.

@tof63

reed e sensore hall sono effettivamente molto diversi tra loro e l'hall è in realtà un circuito elettronico che necessita di alimentazione, i miei sono alimentati a 9-12 V.
Quindi il circuito da loro pilotato deve essere opportunamente progettato. Non sono certo inrtercambiabili.


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 19:13 
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ciao TZ e grazie per l'aiuto. ti ho chiesto del circuito di frenatura dato che hai accennato alla scarica di un condensatore e pensavo si trattasse della stessa cosa. quali sensori di hall mi conviene acquistare per far si che funzionino a 12 vcc? grazie, daniele. :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 22:46 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
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Infatti nel mio semplice sistema la frenatura avviene proprio tramite la scarica di un condensatore la cui costante di tempo la puoi variare mediante trimmer.
Gli hall non necessitano di tensione stabilizzata e penso che se alimenti a 12 V funzionino bene ugualmente.


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 Oggetto del messaggio: Re: alcuni quesiti in analogico.
MessaggioInviato: giovedì 22 ottobre 2015, 22:51 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1989
Località: Faenza
Dany,

posso metterti in guardia dalle complicazioni ?

Se acquisti una scheda di blocco automatico comandabile con reed (o con sensori Hall) allora ti affidi a qualcuno che ha fatto un progetto per tè e per tanti altri. Mi sentirei di consigliartelo caldamente.

Se, invece, volessi assemblare pezzi, allora devi capire perfettamente come deve funzionare ogni singolo blocco. E, anche se ti farai aiutare, non sarà banale metterlo a punto. Non lo è per chiunque non mastichi abbastanza bene di elettricità.

Sempre restando sull' ipotesi di autocostruire, occorre chiarire che il reed o il sensore Hall non sono di per sè un rilevatore di occupazione. Funzionalmente assomigliano ad un pedale, quindi sono in grado di rilevare il passaggio di un treno in movimento, ma non la presenza di un treno fermo.

In rete ed in questo forum ci sono vari esempi di come fare un blocco automatico, ma per progettarlo e metterlo a punto ti occorrerebbe una persona con competenze di elettronica.
Non dipende dalla tua condizione, ma dal fatto che per lavorare di stagnatore e di schema elettrico occorre almeno una infarinatura. Nel tuo caso dovrebbe averla soprattutto chi collabora con tè.

Nel tuo caso ipotizzerei favorevolmente un impianto con tutti i binari scoperti. Potresti anche avere un tasto di emergenza che fermi tutti i treni.
In caso di deragliamento udresti sia il deragliamento, sia la posizione. Fermando tutto col tasto di emergenza, potresti, poi, rimettere sui binari i rotabili guidandoti con la sola sensibilità delle mani (capita anche a mè in alcune zone nascoste nel plastico).
Ben presto prenderesti dimestichezza con la posizione dei treni ascoltandone il rumore.
La localizzazione dei comandi sarebbe anche per tè una cosa imparata coi gesti, quindi senza necessità di vederli per localizzarli.
Anche gli scambi dovresti comandarli elettricamente.
Tutto per ridurre la necessità di mettere le mani nel plastico dato che, non localizzando i treni fermi, ci sarebbe la possibilità di urtarli involontariamente deragliandoli.

Per farmi perdonare della mia franchezza, e per farti (e farci) un po' sognare, ti riporto il link di un filmato (!!!) di Giancarlo Giacobbo.
Non è indispensabile vederlo. Quello che conta è il suono. E' di una Gr741 che viaggia per andare a ricoverarsi a Firenze Romito.
Il fatto che ogni tanto debba rallentare per infilare delle deviate dà modo di esibire un repertorio di sbuffi a mio avviso notevole.
https://www.youtube.com/watch?v=G0aDr-XyQNs


Stefano Minghetti
p.s. ti crea difficoltà un intervento di questa lunghezza ?


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