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 Oggetto del messaggio: Re: Tronchini di sicurezza
MessaggioInviato: giovedì 1 febbraio 2018, 7:31 
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Iscritto il: sabato 1 dicembre 2007, 15:51
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Zampa di Lepre ha scritto:
Vista la bassissima velocità a cui vengono impegnati (ripartenza dopo fermata o precedenza) mi chiedo se ha senso usare deviatoi lunghi ... almeno fino all'epoca IV quelli di cui ho esperienza mi sono sembrati sempre tutto tranne che lunghi.... però, ripeto, sono considerazioni per ragionamento e memoria ... quindi nessuna conoscenza specifica.

Ottimo ragionamento...Aspettiamo delucidazioni da chi ne sa di più :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Tronchini di sicurezza
MessaggioInviato: giovedì 1 febbraio 2018, 12:27 
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Nome: Riccardo ex Comando Multiplo
Iscritto il: martedì 18 novembre 2014, 18:02
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Località: San Remo
Quelli corti, però, hanno un raggio di curvatura minore.
Quindi, se vuoi rimanere nel realismo, è meglio utilizzare anche in questo caso quelli lunghi.
Poi dipende da cos'hai usato per il resto della stazione.
Ricky


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 Oggetto del messaggio: Re: Tronchini di sicurezza
MessaggioInviato: giovedì 1 febbraio 2018, 12:42 
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Iscritto il: lunedì 5 ottobre 2015, 20:58
Messaggi: 435
In Google maps basta attivare la funzione "misura distanza" e si ottengono informazioni molto interessanti, sopra tutto sulle proporzioni tra le cose.


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 Oggetto del messaggio: Re: Tronchini di sicurezza
MessaggioInviato: giovedì 1 febbraio 2018, 15:47 
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Iscritto il: giovedì 21 giugno 2012, 14:23
Messaggi: 3793
Località: Massa Finalese (MO)
Nella realtà praticamente qualsiasi tipo di deviatoio effettivamente impiegato è più lungo e ha un angolo di deviata molto più ridotto di qualsiasi deviatoio modellistico in produzione industriale. Non ho sottomano le tabelle FS per essere più preciso e non ho modo di andarla a recuperare adesso, ma comunque gli angoli di deviata in genere sono sotto ai 7° e la lunghezza in scala in genere è attorno ai 40 cm, questo anche per gli scambi da 30 km/h normalmente impiegati in ogni stazione. Al limite nei depositi si possono incontrare deviatoi con raggio di deviata (e quindi lunghezza) più contenuto, ma la velocità sul ramo deviato è logicamente molto bassa.

Posto quindi che in un impianto domestico difficilmente è possibile impiegare scambi dalla lunghezza realistica (e angolo di deviata corretto), tutto sta nel rispetto delle proporzioni.
* Se ho una parete parecchio lunga (ovvero nell'ordine di una decina di metri) e una stazione non enorme, posso permettermi di usare scambi anche di lunghezza realistica (Tillig extralunghi, Roco da 10°, oppure Weinert o artigianali).
* Se ho una parete lunga sui 7-8 m per il medesimo tipo di stazione è bene che inizi ad usare scambi lunghi anche se non di lunghezza realistica (Peco lunghi, Tillig lunghi con angolo da 12°, ecc).
* Fino ai 2-3 m è bene usare scambi medi, magari usando gli scambi lunghi solo in epoche moderne e per immettere nei binari di circolazione più sfruttati, nello scalo scambi medi di sicuro.
* Sotto a questa misura, occorre arrendersi agli scambi corti ed extra corti (tipo i Peco Setrack), ogni cm utile è prezioso.
Parlo ovviamente di scala H0. Se la stazione è più complessa le quote-limite cambiano.
Poi dipende anche a cosa serve il dato deviatoio: binario di circolazione, comunicazione tra binari di corsa, binari di incrocio e precedenza: scambio veloce, al vero, quantomeno in epoca moderna sono impiegati deviatoi da 60 km/h, in qualche caso 100 (tipo nei bivi in piena linea, nelle interconnessioni tra linee veloci e lente, nelle comunicazioni tra binari pari e dispari nelle linee a doppio binario). In AV il discorso è diverso, ma sono rare le realizzazioni modellistiche di un'interconnessione o di un PM AV. In epoca meno recente (dalla Va in giù) si andava di solito con scambi da 30 all'ora e solo raramente da 60; nei punti di passaggio tra doppio binario e binario singolo sovente venivano impiegati deviatoi simmetrici da 80 km/h su entrambi i rami, o in certi bivi particolari. In deposito gli scambi sono salvaspazio ed anche oggi si tende ad usare scambi più corti di quelli comunemente usati, idem nei raccordi. Questo per le linee FS e generalizzando parecchio. Per le concesse il discorso è ancora diverso, specie in epoche passate.
La lunghezza degli scambi in generale va a braccetto con il peso per metro lineare (ovvero il codice) delle rotaie.

Quindi, mettiamo il caso più semplice, stazione moderna su linea a binario singolo con un solo raddoppio di binario (ovvero un binario di incrocio) parallelo al binario di corsa e posto con l'interbinario minimo consentito, su linea completamente in rettilineo. Caso simile al reale. La stazione è, per orario, sede di numerosi incroci. Quindi, per garantire un'avvicendamento spedito dei convogli è bene garantire l'indipendenza degli itinerari di ingresso e uscita costruendo sottopassaggi (il passaggio a raso impedisce il ricevimento contemporaneo di due treni) e i tronchini di sicurezza; a ciò si aggiungono gli itinerari deviati percorribili a 60 km/h. Chiara la situazione?
Orbene, io faccio originare il mio bel raddoppio con due scambi da 60 all'ora. Ipotizziamo di non posare i tronchini, l'unica cosa di cui dobbiamo occuparci ora è assicurarci che l'intero itinerario deviato sia percorribile a 60 km/h, quindi anche la contro-curva dopo lo scambio dovrà avere un raggio adeguato (banalmente uguale a quella dello scambio). L'inserimento dei tronchini viene adeguato, basta sostituire la contro-curva con raggio uguale a quello dello scambio che origina il binario di raddoppio con uno scambio identico a quest'ultimo, ovviamente disposto a formare un breve tronco di binario. Se anche avessi avuto a disposizione uno scambio con eguale angolo di deviata ma con raggio minore, quindi con velocità di percorrenza inferiore non avrei fatto un buon lavoro: avrei vanificato lo sforzo di posare uno scambio da 60 km/h per dare origine al raddoppio.
Complichiamo le cose: mettiamo un marciapiede ad isola tra il binario di corsa e il binario di raddoppio. In questo modo è possibile posare lo scambio che immette sul tronchino in modo tale che sia possibile imboccare il binario morto impegnando il ramo deviato dello scambio. Ora, è sicuramente possibile mettere uno scambio corto, con raggio di deviata più basso rispetto a quello dello scambio che origina il raddoppio, ma non avremmo una situazione ottimale. Mettiamo che un treno riparta con segnale rosso (senza pensare ai sistemi di sicurezza per il momento): l'itinerario di partenza non è ancora formato e quindi la corsa del treno dovrà terminare sul tronchino. Se però il convoglio ha acquisito una velocità tale da superare quella limite del ramo deviato del deviatoio che immette sul binario di sicurezza, cosa succede? Boh non si sa: il treno sarebbe comunque destinato a finire contro un tronchino magari deragliando (dipende dalla lunghezza del tronchino ovviamente e dalla prontezza di riflessi del macchinista). Però se imbocca il ramo deviato di un deviatoio da 30 km/h a 60 km/h, è probabile che finisca per ingombrare la sagoma del binario di corsa su cui magari sta per sopraggiungere il treno incrociante o che sta ottenendo precedenza: un casino inenarrabile! Se invece se ne deraglia bello bello addosso al paraurti di sicurezza (che può essere "cedevole" se il tronchino è abbastanza lungo o butta in un'area sgombra e comunque non pericolosa o più saldo, ad esempio in cemento, se dopo c'è un binario di corsa, o un burrone), il casino c'è comunque, ma non si mette in pericolo la circolazione di altri convogli, evitando danni maggiori.
Se poi vogliamo aprire uno scalo merci, non ha senso impiegare scambi da 60 km/h: i treni li impiegherebbero solo in manovra, mentre utilizzerebbero per l'arrivo e la partenza i normali binari di circolazione. tanto vale mettere scambi da 30 km/h, che costano meno e occupano meno spazio.


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