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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: lunedì 3 febbraio 2020, 23:27 
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Bari S. Spirito ha scritto:
P.S.: la macchina è in spinta!

Ma anche no... sono stato tratto in inganno dal pantografo ma soprattutto dalla marmotta zebrata, mi era sembrata il cartello di fine convoglio.


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: martedì 4 febbraio 2020, 0:22 
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Beh se ci si vuole sbizzarire con: 428 coi musi, carrozze con panche di legno, carri trasporto auto navetta, c'è sempre il diretto Parma-Pisa e vv. estivo del sabato e della domenica.
Il treno è esistito anche nei primi anni '70', ovvero fino a quando non fu attivato il tratto di valico della A15.
Da Parma carrozze varie ante guerra I° e II° classe quasi tutte a scompartimenti, quindi a Fornovo aggancio di x carri pianali con tettoia adattati a trasporto auto, ad Aulla sgancio dei carri. Da Pisa alla sera servizio all'incontrario.
Da Fornovo non serviva la spinta in coda, almeno non ricordo. Da Pontremili probabilmente si fino a Grondola o Borgotaro.

Questo treno all'epoca era un treno di presitigio per la Versilia, Poi c'erano le 636 in testa ai Milano-Livorno.
Quindi la Freccia della Versilia, e anche il rapido Milano-Grosseto con ETR 200 :P

Questo diretto l'ho preso 5/6 volte, poi per comodità di orari con mia madre e mio fratello siamo passati alla Freccia della Versilia che ci rendeva totalmente autonomi almeno all'andata: mio padre si faceva la Cisa in auto e le valige.


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: martedì 4 febbraio 2020, 7:07 
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Vabbè... Che nei mitici '70 dello scorso secolo siamo stati tutti testimoni di mischioni appresso al ns. Scassabinari mi pare risaputo ma....
sbaglio o il tema iniziale erano le composizioni nel 1956 quando il 117 aveva ancora il d'arbela???
È mi pare che o siamo tutti più giovani oppure nessuno conserva memoria o documentazione certa di compo realistiche di quel periodo...


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: martedì 4 febbraio 2020, 12:09 
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marco_58 ha scritto:
Beh se ci si vuole sbizzarire con: 428 coi musi, carrozze con panche di legno, carri trasporto auto navetta, c'è sempre il diretto Parma-Pisa e vv. estivo del sabato e della domenica.
Il treno è esistito anche nei primi anni '70', ovvero fino a quando non fu attivato il tratto di valico della A15.
Da Parma carrozze varie ante guerra I° e II° classe quasi tutte a scompartimenti, quindi a Fornovo aggancio di x carri pianali con tettoia adattati a trasporto auto, ad Aulla sgancio dei carri. Da Pisa alla sera servizio all'incontrario.
Da Fornovo non serviva la spinta in coda, almeno non ricordo. Da Pontremili probabilmente si fino a Grondola o Borgotaro.

Questo treno all'epoca era un treno di presitigio per la Versilia, Poi c'erano le 636 in testa ai Milano-Livorno.
Quindi la Freccia della Versilia, e anche il rapido Milano-Grosseto con ETR 200 :P

Questo diretto l'ho preso 5/6 volte, poi per comodità di orari con mia madre e mio fratello siamo passati alla Freccia :arrow: della Versilia che ci rendeva totalmente autonomi almeno all'andata: mio padre si faceva la Cisa in auto e le valige.

Interessantissimo. Sto anche cercando un treno non locale per una e636 epoca 4 assegnata a La Spezia: ho letto che la 636 ha trainato dei diretti notturno fra Roma e Ventimiglia, ma ora anche questo Milano Grosseto potrebbe fare al caso mio.
Poi so che esisteva anche un Genova Parma, via La Spezia....probabilmente le carrozze da Genova venivano agganciate a La Spezia a quelle provenienti da Pisa
Sai dove reperire le tracce orarie.
e poi la freccia della versilia istituita nel 59 come Diretto : Bergamo - Pisa..credo che questo treno potesse essere trainato dalla e636 , e inizialmente anche dalla E428.117.
Tuttavia mi chiedevo come faccio a reperire informazioni sulla tratta e sulla traccia /composizione dei vari treni..oltre che informazioni sulle macchine
Per esempio la e428.117 negli anni di nostro interesse a quale dl era assegnata, che servizi espletava.


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: martedì 4 febbraio 2020, 13:10 
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Rimanendo in ambito del passato e andando oltre il 428, cioè ai mezzi che li hanno sostituiti.
Se questi treni sono esistiti prima e durante gli anni '60, è possibile, anzi, che in testa ci fossero dei 428: io li ho conosciuti e usati dal '68 in avanti.
I Bologna-Genova erano 4 copie indipendenti: due via Pontremolese, due via Piacenza-Voghera-Tortona.
Il via Piacenza l'ho usato quando era già passato alle MDVE con Caimano o Tigre al traino.
Il via Pontremolese ho iniziato a vederlo (e forse usarlo una volta) con in testa 636 quindi 656, (con il Caimano in testa mi pare fossero state migliorate le tracce orarie, i materiali mi pare fossero di Bologna e le carrozze tutte di costruzione post bellica.
La Freccia della Versilia divenne elettrica da Bergamo solo dopo l'elettrificazione della Cremona-Fidenza nel corso degli anni '80. Prima con ALe 640 che agganciavano in coda le 873 da Verona. Prima erano tutte ALn 773, poi 873, di Verona: max composizione 4 pezzi con 773 (tutte motrici), 5 con 873 (4 motrici e una rimorchiata).
Quindi da Bergano 636 o 656 con carrozze varie , poi MDVE, le ALn facevano solo il percorso Verona-Fornovo (tutt'ora la tratta Piadena-Parma è in TD), per cui cambio treno, infine da Verona è stato sopresso.
Il Bologna- Genova via Pontremolese nel tempo è diventato Parma-Genova e ora non esiste più.

Tornando al nostro 428, e ribadendo che prima della S.p.A., una locomotiva doveva trainare un treno senza troppe distinzioni.
Ci sono esempi di servizi "famolo strano" tipo (in parte inventato ma non impossbile):
- locomotiva di Reggio Calabria come da turno porta il suo treno al Brennero (vero)
- al Brennero non è disponibile da orario il suo treno per RC (possibile)
- serve coprire una richiesta di riserva (possibile)
- la loco porta un treno a Milano (possibile)
- da lì poi nè porta un alto a Ancona per rientrare a RC entro il turno (possibile)
- quindi Ancona-Napoli
- infine Napoli- Reggio Calabria.
Ma da Milano poteva andare anche a Modanne, Genova, XX Miglia, Venezia, Tarvisio, Domodossola, ecc., magari in doppia.
Il treno poteva essere viaggiatori o merci.

Dimentichiamoci la moderma monotonia e sbizzariamo la fantasia, tanto è più facile dimostrare che era vero, che il contrario. :mrgreen:
Oggi in casi come sopra si sopprime il treno passeggeri (il merci fa cassa e ci sono le penali), all'epoca il treno voleva fatto a prescindere.

Solo le 626 già dalla fine degli anni '60 non facevano più treni passeggeri da orario ... ma se erano in turno di riserva, allora trainavano anche le GC. :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2020, 1:02 
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marco_58 ha scritto:
Rimanendo in ambito del passato e andando oltre il 428, cioè ai mezzi che li hanno sostituiti.
Se questi treni sono esistiti prima e durante gli anni '60, è possibile, anzi, che in testa ci fossero dei 428: io li ho conosciuti e usati dal '68 in avanti.
I Bologna-Genova erano 4 copie indipendenti: due via Pontremolese, due via Piacenza-Voghera-Tortona.
Il via Piacenza l'ho usato quando era già passato alle MDVE con Caimano o Tigre al traino.
Il via Pontremolese ho iniziato a vederlo (e forse usarlo una volta) con in testa 636 quindi 656, (con il Caimano in testa mi pare fossero state migliorate le tracce orarie, i materiali mi pare fossero di Bologna e le carrozze tutte di costruzione post bellica.
La Freccia della Versilia divenne elettrica da Bergamo solo dopo l'elettrificazione della Cremona-Fidenza nel corso degli anni '80. Prima con ALe 640 che agganciavano in coda le 873 da Verona. Prima erano tutte ALn 773, poi 873, di Verona: max composizione 4 pezzi con 773 (tutte motrici), 5 con 873 (4 motrici e una rimorchiata).
Quindi da Bergano 636 o 656 con carrozze varie , poi MDVE, le ALn facevano solo il percorso Verona-Fornovo (tutt'ora la tratta Piadena-Parma è in TD), per cui cambio treno, infine da Verona è stato sopresso.
Il Bologna- Genova via Pontremolese nel tempo è diventato Parma-Genova e ora non esiste più.

Tornando al nostro 428, e ribadendo che prima della S.p.A., una locomotiva doveva trainare un treno senza troppe distinzioni.
Ci sono esempi di servizi "famolo strano" tipo (in parte inventato ma non impossbile):
- locomotiva di Reggio Calabria come da turno porta il suo treno al Brennero (vero)
- al Brennero non è disponibile da orario il suo treno per RC (possibile)
- serve coprire una richiesta di riserva (possibile)
- la loco porta un treno a Milano (possibile)
- da lì poi nè porta un alto a Ancona per rientrare a RC entro il turno (possibile)
- quindi Ancona-Napoli
- infine Napoli- Reggio Calabria.
Ma da Milano poteva andare anche a Modanne, Genova, XX Miglia, Venezia, Tarvisio, Domodossola, ecc., magari in doppia.
Il treno poteva essere viaggiatori o merci.

Dimentichiamoci la moderma monotonia e sbizzariamo la fantasia, tanto è più facile dimostrare che era vero, che il contrario. :mrgreen:
Oggi in casi come sopra si sopprime il treno passeggeri (il merci fa cassa e ci sono le penali), all'epoca il treno voleva fatto a prescindere.

Solo le 626 già dalla fine degli anni '60 non facevano più treni passeggeri da orario ... ma se erano in turno di riserva, allora trainavano anche le GC. :wink:


ammetto la mia ignoranza e i tuoi interventi mi colpiscono ma seppur meno rigorosi rispetto a oggi una locomotiva da rapido (es 428 o 646)sarebbe stata sprecata al traino di un locale, senza contare che con quel rodiggio, quella massa aderente e quelle ruote il 428 non poteva praticare tutte le linee, per cui ritrovarla in testa a un locale sarà anche stato possibile ma sicuramente anche per quei tempi doveva essere una situazione anomala.. meglio una più versatile 636 , una vaporiera o una 626. E poi pur vero che esistevano anche i diretti e i direttissimi mentre ora abbiamo meno categorie e mai vedremo un 403 o un 402 b su un interregionale e men che meno su un regionale o un merci,
Per quanto riguarda turni e disponibilità capisco il concetto di massima, ma anche qui non capisco come possa una loco di rvc tornare alla sua assegnazione , con un giro come quello che tu hai descritto per riprendere poi in tempo il proprio turno


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2020, 8:50 
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Non erano situazioni anomale, ma normali da orario o/e da esigenze di servizio.
I locali, oggi regionasli, non esistono solo sulle linee secondaia, ma a maggior ragione sulle principali, e all'epoca le locomotive presenti nel parco quelle erano.
Quando una linea è piena di treni è necessario che tutti i treni possano percorrerla alla massima velocità possibile, quindi è normale che un locale fosse trainato da 428, in ogni caso con l'arrivo delle ultime 636 le 428 avevano già ricevuto ulteriori limitazioni, poi arrivarono le 646-645.
Già nei primi anni '50 sulle linee principali elettrificate fu fatta sparire la TV, magari rimasero dei treni raccoglitori a orario libero: sai a che ora inizia il servizio, ma non sai quando finisce (all'epoca tutto il personale viaggiante si portava sulla locomotiva o/e carrozza una valigia con tutto il necessario per il pernottamento in stazioni prive del del servizio foresteria/hotel: lenzuola, coperte, ecc.)
Lo so che non capisci il giro delle loco in casi particolari, ma così era, oggi in nome della sicurezza e della programmazione :roll: si sopprimono i treni, in quegli anni no: se un capo deposito o un macchinista all'epoca si rifiutafa di fare servizio o mettere a disposizione un veicolo, a fine turno arrivato a casa era bene facesse le valige, era un attino da Milano trovarsi a Capracotta.
402 e 403, i regionali li hanno fatti, pure da turno, così come le 444 hanno fatto regionali e merci (in rete trovi le foto).
In particolare per le 403 era stato istituito un turno specifico tra Roma e Napoli: questi servizi servono a mettere a punto i mezzi e fare i km necessari alla omologazione definitiva. Oggi per questa attività ci sono circuiti di prova e viaggi specifici, a volte in regime d'interruzione linea, fino al raggiungimento dei primi 5000 km.

Due esempi relativi a quegli anni:
- era assolutamente vietato dare un giallo inopportuno al 7 Bello, ci voleva una giustificazione tipo catastrofe, altrimenti di fatto degrado immediato del DM e sempre orizzonte stazioni come Capracotta.
- era altresì vietato ritardare la marcia dei TEEM (tipicamente i derrate dal sud Italia per in nord Europa, e i vuoti al ritorno), questi treni davano la precedenza solo e soltanto al 7 Bello.
Oggi per ragioni già esposte in altre occassioni, un merci container con destinaione un porto ha di fatto la precedenza su qualsiasi altro treno, e non importa quale IF lo effettua.

Oggi l'organizzazione del lavoro in ferrovia, e diversa da quell'epoca, quindi un giro veicolo che quello descritto è impraticabile:
- imprese separate per tipo di servizio
- più imprese effettuanti il servizio su ogni linea
- personale con vincoli rigidi sulle ore di condotta
- veicoli non autorizzati a percorre certe linee (delle ragioni nè parliamo in altra occasione)
- personale autorizzato solo ad alcuni treni e linee.
- mancanza di contratto con altre imprese per soccorso in linea (su alcuni treni molte IF impiegano due loco anche per solo 5 carri, si devono coprire la riserva da soli)
- ecc.


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2020, 9:28 
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marco_58 ha scritto:
......., in ogni caso con l'arrivo delle ultime 636 le 428 avevano già ricevuto ulteriori limitazioni, poi arrivarono le 646-645.....


Ritengo assolutamente incongrua tale osservazione...
Le ultime e636 furono consegnate nel 1962 e le e646 arrivarono a fi e 1958.Le.e428 in quel periodo passarono dai 120 ai 130 km/h e le prime limitazioni definitive giunsero nel 1970 (a parte quella provvisoria a 105 km/h degli anni 30...).


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2020, 16:58 
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marco_58 ha scritto:
Non erano situazioni anomale, ma normali da orario o/e da esigenze di servizio.
I locali, oggi regionasli, non esistono solo sulle linee secondaia, ma a maggior ragione sulle principali, e all'epoca le locomotive presenti nel parco quelle erano.
Quando una linea è piena di treni è necessario che tutti i treni possano percorrerla alla massima velocità possibile, quindi è normale che un locale fosse trainato da 428, in ogni caso con l'arrivo delle ultime 636 le 428 avevano già ricevuto ulteriori limitazioni, poi arrivarono le 646-645.
Già nei primi anni '50 sulle linee principali elettrificate fu fatta sparire la TV, magari rimasero dei treni raccoglitori a orario libero: sai a che ora inizia il servizio, ma non sai quando finisce (all'epoca tutto il personale viaggiante si portava sulla locomotiva o/e carrozza una valigia con tutto il necessario per il pernottamento in stazioni prive del del servizio foresteria/hotel: lenzuola, coperte, ecc.)
Lo so che non capisci il giro delle loco in casi particolari, ma così era, oggi in nome della sicurezza e della programmazione :roll: si sopprimono i treni, in quegli anni no: se un capo deposito o un macchinista all'epoca si rifiutafa di fare servizio o mettere a disposizione un veicolo, a fine turno arrivato a casa era bene facesse le valige, era un attino da Milano trovarsi a Capracotta.
402 e 403, i regionali li hanno fatti, pure da turno, così come le 444 hanno fatto regionali e merci (in rete trovi le foto).
In particolare per le 403 era stato istituito un turno specifico tra Roma e Napoli: questi servizi servono a mettere a punto i mezzi e fare i km necessari alla omologazione definitiva. Oggi per questa attività ci sono circuiti di prova e viaggi specifici, a volte in regime d'interruzione linea, fino al raggiungimento dei primi 5000 km.

Due esempi relativi a quegli anni:
- era assolutamente vietato dare un giallo inopportuno al 7 Bello, ci voleva una giustificazione tipo catastrofe, altrimenti di fatto degrado immediato del DM e sempre orizzonte stazioni come Capracotta.
- era altresì vietato ritardare la marcia dei TEEM (tipicamente i derrate dal sud Italia per in nord Europa, e i vuoti al ritorno), questi treni davano la precedenza solo e soltanto al 7 Bello.
Oggi per ragioni già esposte in altre occassioni, un merci container con destinaione un porto ha di fatto la precedenza su qualsiasi altro treno, e non importa quale IF lo effettua.

Oggi l'organizzazione del lavoro in ferrovia, e diversa da quell'epoca, quindi un giro veicolo che quello descritto è impraticabile:
- imprese separate per tipo di servizio
- più imprese effettuanti il servizio su ogni linea
- personale con vincoli rigidi sulle ore di condotta
- veicoli non autorizzati a percorre certe linee (delle ragioni nè parliamo in altra occasione)
- personale autorizzato solo ad alcuni treni e linee.
- mancanza di contratto con altre imprese per soccorso in linea (su alcuni treni molte IF impiegano due loco anche per solo 5 carri, si devono coprire la riserva da soli)
- ecc.

mm troppo complicato per le mie conoscenze, tuttavia mi permetto di avere qualche dubbio : per esempio la frase "Quando una linea è piena di treni è necessario che tutti i treni possano percorrerla alla massima velocità possibile, quindi è normale che un locale fosse trainato da 428" secondo me è poco realistica: innanzitutto le linee non si affollano per caso: esistono tabelle , tracce e velocita di percorrenza e se quindi una linea è sovraffollata al punto da doverla sgomberare il più rapidamente possibile, ciò sarà dovuto a ritardi /inconvenienti ragion per la quale il locale avrà comunque la macchina che gli era stata assegnata in origine. infatti non ricordo cento porte e corbellini trainate da 428,.. poi potrei sbagliarmi ma il mio modo di pensare mi induce a queste conclusioni


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2020, 21:43 
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E.656.528 ha scritto:
infatti non ricordo cento porte e corbellini trainate da 428


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E questo solo dopo un'occhiata veloce su Photorail...

Al di là comunque delle foto già postate e di altre diecimila che si potrebbe postare, tutti noi partecipanti al topic stiamo cercando di dirti, rispondendo alla tua domanda iniziale, che dietro i 428 ha girato di tutto, praticamente da sempre e su tutte le linee, e che non esiste né è mai esistita alcuna rigidità assoluta nell'utilizzo di tal macchina su tal linea per tal servizio. Detto questo, credo che i tuoi interrogativi abbiano ricevuto risposta. Poi, se le tue conoscenze ti fanno avere ancora dubbi, non rimane che farsi un ulteriore giro di immagini e filmati d'epoca, ce n'è un botto in giro: sui cinegiornali FS si vedono 428 davanti a merci e treni diretti e direttissimi con centoporte a cassa in legno già dagli anni 50, per tacere di carri pianali a tre assi (con categoria di velocità 3) dietro a E636.
Se poi servisse anche la mia umile esperienza personale, io stesso ho visto e preso più volte locali tra Bari e Foggia o Barletta con 35000 e Corbellini a due assi trainate appunto da 428, quasi sempre a cassoni.


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
MessaggioInviato: mercoledì 5 febbraio 2020, 22:03 
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Dal Cinegiornale FS n. 16 del gennaio/febbraio 1957, tanto per voler restare nell'esatta epoca ferroviaria del topic:

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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
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E.656.528 ha scritto:
mm troppo complicato per le mie conoscenze, tuttavia mi permetto di avere qualche dubbio : per esempio la frase "Quando una linea è piena di treni è necessario che tutti i treni possano percorrerla alla massima velocità possibile, quindi è normale che un locale fosse trainato da 428" secondo me è poco realistica: innanzitutto le linee non si affollano per caso: esistono tabelle , tracce e velocita di percorrenza e se quindi una linea è sovraffollata al punto da doverla sgomberare il più rapidamente possibile, ciò sarà dovuto a ritardi /inconvenienti ragion per la quale il locale avrà comunque la macchina che gli era stata assegnata in origine. infatti non ricordo cento porte e corbellini trainate da 428,.. poi potrei sbagliarmi ma il mio modo di pensare mi induce a queste conclusioni


Senza offesa e ma direi che la tua giovane età non ti ha permesso di vedere di persona le ferrovie del secolo scorso.
Il concetto di affollamento per una linea ferrovia è completamente diverso da quello delle strade, certo gli inconvenienti ci sono sempre, ma in ferroria l'intasamento è inteso da orario.
Va da se che le tacce sono programmate anche per poter mischiare treni di tutte le velocità, ma c'è sempre un limite, e il limite è dovuto a decine di fattori e variabili.
Quando sulla Milano-Bologna-Roma le coppie di treni erano 40 al giorno, tutto andava bene, quando sono diventate 20 all'ora le cose sono ben cambiate, con 30 si è costruita la AV.
La gestione di una ferrovia, anche se ai profani non sembra, è ben più complessa della navigazione aerea: un treno ha la strada vincolata alle rotaie, un aereo no.
Il movimento di un treno coinvolge decine di persone a terra da almeno un'ora prima della partenza fino a un'ora dopo l'arrivo, e quando non in viaggio commeriale è in mano al personale di accudienza e manutenzione. E considera che oggi la gestione del traffico è quasi tutta computerizzata, a quei tempi la ferrovia era di gran lunga il maggior datore di lavoro, diretto e indiretto, di ogni nazione.
Concludendo, di documenti in rete a riguarado dei 428 nè trovi per giorni di visione, e se non ti basta: allora ...


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marco_58 ha scritto:
E.656.528 ha scritto:
mm troppo complicato per le mie conoscenze, tuttavia mi permetto di avere qualche dubbio : per esempio la frase "Quando una linea è piena di treni è necessario che tutti i treni possano percorrerla alla massima velocità possibile, quindi è normale che un locale fosse trainato da 428" secondo me è poco realistica: innanzitutto le linee non si affollano per caso: esistono tabelle , tracce e velocita di percorrenza e se quindi una linea è sovraffollata al punto da doverla sgomberare il più rapidamente possibile, ciò sarà dovuto a ritardi /inconvenienti ragion per la quale il locale avrà comunque la macchina che gli era stata assegnata in origine. infatti non ricordo cento porte e corbellini trainate da 428,.. poi potrei sbagliarmi ma il mio modo di pensare mi induce a queste conclusioni


Senza offesa e ma direi che la tua giovane età non ti ha permesso di vedere di persona le ferrovie del secolo scorso.
Il concetto di affollamento per una linea ferrovia è completamente diverso da quello delle strade, certo gli inconvenienti ci sono sempre, ma in ferroria l'intasamento è inteso da orario.
Va da se che le tacce sono programmate anche per poter mischiare treni di tutte le velocità, ma c'è sempre un limite, e il limite è dovuto a decine di fattori e variabili.
Quando sulla Milano-Bologna-Roma le coppie di treni erano 40 al giorno, tutto andava bene, quando sono diventate 20 all'ora le cose sono ben cambiate, con 30 si è costruita la AV.
La gestione di una ferrovia, anche se ai profani non sembra, è ben più complessa della navigazione aerea: un treno ha la strada vincolata alle rotaie, un aereo no.
Il movimento di un treno coinvolge decine di persone a terra da almeno un'ora prima della partenza fino a un'ora dopo l'arrivo, e quando non in viaggio commeriale è in mano al personale di accudienza e manutenzione. E considera che oggi la gestione del traffico è quasi tutta computerizzata, a quei tempi la ferrovia era di gran lunga il maggior datore di lavoro, diretto e indiretto, di ogni nazione.
Concludendo, di documenti in rete a riguarado dei 428 nè trovi per giorni di visione, e se non ti basta: allora ...

Ti ringrazio, il concetto era chiaro.. il 428 ha trainato di tutto, come di tutto ha trainato anche la tartaruga e questo lo so.
Se faccio domande che possono sembravi scontate è solo perché da poco sto entrando in questo mondo , e non per la mia età che non è più giovane, purtroppo , anche se i treni mi hanno sempre affascinato. Quindi sto cercando di apprendere e di capire il più possibile di una realtà che, come dicevi tu, è molto complicata ma allo stesso tempo in qualche modo anarchica negli anni che mi interessano di più (epoca 3 e soprattutto 4 e inizio della 5) per quanto riguarda lì utilizzo e l' accoppiamento dei materiali


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 Oggetto del messaggio: Re: E.428.117 HR
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No, un momento, le regole di quei tempi erano ben diverse da oggi: più rigide e chiare, e con precisa assunzione di responsabilità.
La regole base era molto semplice: il servizio prima di tutto, con la sicurezza in compognia.
Oggi la regola fondamentale è: non si devono correre rischi (ma poi affidi le responsabilità a incompetenti autorizzati a rifiutarsi ad assolvere ai compiti per i quali sono pagati).

P.s.
All'epoca, l'ing. Corbellini (che come quasi tutti gli ing. di FS sapevano guidare i treni che progettavano o dirigevano), da ministro dei trasporti condusse personalmente il 424 che inaugurò la ricostruzione della Porrettana: certo altri tempi, tempi in cui la gente ci metteva la faccia.


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