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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 13:19 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
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Mattia646 ha scritto:
Grazie Miura ma non ho la sindrome di Peter Pan a 35 anni con 2 figli.
Piuttosto mi sono potuto permettere di affacciarmi all'acquisto di rotabile molto tardi e ho una manualità limitata. Era proprio questo l'atteggiamento che intendevo, il voler fare polemica su tutto, per ogni cosa (tipo l'età), quando invece questo movimento avrebbe bisogno di più insegnanti e alunni disposti ad ascoltare.
Nessuna dietrologia sul modellismo anni 60,piuttosto una spinta verso il futuro, meno male che esiste TTM e non rispecchia quello che leggo sul forum,altrimenti gli articoli di Sabatini , Federici e tutti gli altri che collaborano rimarrebbero nelle "segrete stanze".

Posso baciarti? :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 13:27 
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Iscritto il: venerdì 29 gennaio 2010, 13:56
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Ahahahaah dovrei baciare io te per il plastico di Lauria :shock: :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 14:30 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 19:16
Messaggi: 5159
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Cita:
Piuttosto mi sono potuto permettere di affacciarmi all'acquisto di rotabile molto tardi e ho una manualità limitata. Era proprio questo l'atteggiamento che intendevo, il voler fare polemica su tutto, per ogni cosa (tipo l'età), quando invece questo movimento avrebbe bisogno di più insegnanti e alunni disposti ad ascoltare.
Nessuna dietrologia sul modellismo anni 60,piuttosto una spinta verso il futuro, meno male che esiste TTM e non rispecchia quello che leggo sul forum,altrimenti gli articoli di Sabatini , Federici e tutti gli altri che collaborano rimarrebbero nelle "segrete stanze".

Vedi Mattia, ormai mi avvicino ai 60 anni, pratico quest'hobby da quando ero bambino, credo che un po', di questo mondo, col tempo ne ho visto. Questo discorso degli insegnanti e alunni per me ormai lascia il tempo che trova e, se lo fai è perchè non hai trovato nessuno che realmente ti insegnasse. Alla base di tutto c'è il proprio interesse personale e la curiosità a capire come funzionano le cose ed è quella la spinta che ti fa provare ed imparare, fondamentalmente sei tu l'insegnante di te stesso, attraverso prove ed errori. Lungo la strada , ogni tanto, trovi qualcuno che ne sa più di te e lì puoi chiedere consigli su come fare qualcosa, ma la disponibilità ad insegnare, vuoi per il tempo, vuoi per altri impegni, vuoi per la famiglia o altri c..., a parole è sempre la massima, ma nella realtà è sempre poca, a meno che non se ne faccia un lavoro retribuito ed allora le cose cambiano, ma coll'insegnare fermodellismo difficilmente ci si campa. Se poi gli insegnanti fanno anche gli schizzinosi, la cosa a me va, come si dice, in puzza. Io non credo realmente che questo hobby abbia un futuro, ci sono tutti i segnali che sta morendo, sono in contrazione i modellisti, sono in contrazione i negozianti, sono in contrazione i produttori che spariscono uno dopo l'altro e, per questo, al contrario, sono in aumento costante i prezzi. Il mercato si regge sulla generazione che aveva come regalo principale il trenino lima, basta andare a Novegro e te ne rendi conto, io ed i miei amici ci ridiamo sopra chiamandolo il reparto di geriatria, noi compresi, ma è la realtà. Non finirà la passione degli uomini per le riproduzioni miniaturizzate, quella esiste da quando siamo sulla terra e qualcuno ci sarà sempre che lo farà e cosi chi ci sarà farà veramente modellismo, tornando a creare da se il proprio piccolo mondo in miniatura e questa, se vuoi, è la realistica spinta verso il futuro.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 16:28 
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Iscritto il: lunedì 22 novembre 2010, 14:52
Messaggi: 226
A Federici ha scritto:
adi656 ha scritto:
lokomotion ha scritto:
L’accumulo non e’ modellismo, l’accumulo non e’ fermodellismo, l’accumulo e’ collezionismo.


dopo piu di 35 anni di passione per la ferrovia, reale e modellistica, passo mediamente un'ora o piu al giorno nella mia ferrovia, faccio manovre, orari, ingrandisco e modifico il plastico cercando di renderlo piu bello e veritiero, ho la mia compagnia privata che trasporta merci dal mio plastico verso il resto del mondo, cerco e compro loco e vagoni che mi servono per i vari raccordi merci,
poi nei momenti di relax tra un turno(ferroviario) e l'altro guardo la mia
per me il fermodellismo è questo.........


È ESSENZIALE che tu apra un filetto sul tuo.plastico e relativo esercizio!

A F


si ci stò pensando da un po, nelle prossime settimane cerco di mettere qualche foto, devo solo imparare a far bene le foto non è facile


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 17:03 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Miura ha scritto:
Cita:
L’accumulo non e’ modellismo, l’accumulo non e’ fermodellismo, l’accumulo e’ collezionismo.


Molto bene, pronti a farvi i modelli da soli partendo da lastre di ottone, cartone , forex o quant'altro?
E' il collezionismo che permette di avere a disposizione ancora dei modelli. E' quello che tiene ancora in vita un mercato ormai asfittico.


Appunto, purtroppo, piaccia o non piaccia, questa e' la dura realta'.
Se il "fermodellista" si puo' permettere di acquistare ogni morte di Papa un modello da elaborare / modificare e' perché il "collezionista" coi suoi acquisti regolari, sistematici , oserei dire "ostinati", consente la produzione di quel modello.
L' Italia e' un mercato ristrettissimo, sono pochissimi gli "appassionati" ( grande famiglia che comprende tutti, modellisti, autocostruttori, plasticisti, collezionisti, scatolari, vetrinisti e chi piu' ne ha, piu' ne metta ), per cui l' hobby non puo' essere sostenuto da una sola "categoria".
E poi alle volte sembra quasi che collezionare trenini sia una "colpa", che l' unico modo "vero", "puro", non "contaminato" sia il fare.
Anche in altri hobby, ad esempio il soldatino, c' e' chi i soldatini li colleziona, chi li acquista grezzi e li dipinge e chi li fa da zero partendo dal piombo, creando un master in cera e poi fondendo ( e sì, esistono anche quegli "estremisti", pochissimi per la verita' ). Quanti sono i fermodellisti in grado di costruire una loco da zero, acquistando come parte finita solamente il motore elettrico ?
E non mi pare che nel mondo del soldatino abbia minor "dignità" chi e' appassionato di soldatini e semplicemente li colleziona del Maestro che crea dal nulla veri e propri capolavori..
Anche il collezionare implica passione e conoscenze.
Dovremmo sentirci affratellati dallo stesso hobby, in tutte le sue sfumature, dalla stessa comune passione, che ci fa preferire il trenino alla partita di calcio, piuttosto che diverci in "sette" ognuna che predica il suo "Vangelo", unico ed assoluto.
I Cristiani, prima di essere Cattolici, invece che Evangelisti, piuttosto che Luterani o Anglicani o Battisti, prima di tutto sono affratellati dal credere in Dio e in Gesu' Cristo e poi si differenziano per questioni, che, alla fine, sono di "dettaglio". Forse il paragone e' un po' estremo, ma spero che ne riusciate a cogliere il parallelo.
Scusate il pippotto, ma da "appassionato di trenini" ( così mi definisco ) o da "collezionista scatolaro" così mi definiscono altri, a volte mi sento infastidito, se non offeso, da certe prese di posizione.
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 17:35 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9209
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
crosshead ha scritto:
lokomotion ha scritto:
L’accumulo non e’ modellismo, l’accumulo non e’ fermodellismo, l’accumulo e’ collezionismo.


Permettimi di dissentire.
L'accumulo è un ansiolitico, una fuga dalla realtà. Non è collezionismmo, il collezionismo è tuttaltro.

Sigmund Freud definisce il collezionismo un sintomo, una forma di feticismo che mette al riparo dall’angoscia, un tentativo di riproduzione dei piaceri erotici dell’infanzia tramite la creazione di un piccolo mondo su cui esercitare una padronanza e gestione totali. Un rituale che ha lo scopo di contrastare gli impulsi aggressivi e sessuali.

Secondo lo psicoanalista Jacques Lacan, che ha studiato a fondo la dicotomia tra collezionismo ed accumolo, esiste un’importante relazione tra la passione di collezionare ed un aspetto della cosiddetta fase anale, quello in cui il bambino scopre il piacere di trattenere e controllare le feci. Il collezionare avrebbe come precursore quell’antico piacere sul vasino.

Gli psicologi odierni sottolineano che nel bambino la tendenza al collezionare emerge spontaneamente; che tale attività in età evolutiva è positiva perché aiuta a sviluppare alcune competenze, come la conoscenza degli oggetti, la capacità di classificarli, di fare comparazioni, analogie e differenze. Tutto ciò induce il bambino a confrontarsi con i coetanei, con i quali fare scambi, avendo così la possibilità di creare importanti relazioni sociali.

Il collezionismo quindi aiuta la capacità di concentrazione e ha risvolti positivi sull’autostima, la gestione dello stress e nella ricerca di sé
Il bisogno di possesso, ordine, conservazione e classificazione sono tendenze che nascono naturalmente nella prima infanzia. Questa tendenza oltre a dare sicurezza di sè e gratificazione, è un hobby salutare. Può limitare lo stress, e fa trovare nuovi amici con cui condividere gli stessi interessi.

In età adulta subentra la necessità di soddisfare l’esigenza di compiutezza e di ricerca, e così anche l’oggetto della collezione cambia. Se la tendenza al collezionismo permane con gli stessi meccanismi, gli psicologi parlano di bisogno di controllare l’ansia di separazione dagli oggetti dell’infanzia (è il caso degli adulti che raccolgono macchinine, soldatini, trenini elettrici ecc.)
Collezionare significa mantenere ferma l’attenzione su un tema concreto, e ci fa focalizzare le cose, i pensieri ed i sentimenti. Concentrare la mente su uno o più oggetti fa variare l’attività elettrica del cervello procurando un senso di calma e benessere.

Per quanto il collezionismo sia una pratica molto diffusa nel fermodellismo, non tutti sono collezionisti. La psicologia del collezionista fa emergere il desiderio di compiutezza: nessuna collezione può mai dirsi conclusa perché manca sempre l'ultimo pezzo, il pezzo in grado di chiudere la serie infinita del rinvio del desiderio. Collezionare è una forma di realizzazione di sé, uno svago, una via di fuga dalla routine quotidiana.

I collezionisti sognano a occhi aperti i loro oggetti del desiderio, amano toccarli, li curano, ne parlano con gioia, provano piacere dalla loro compagnia.
Nella tematica psicologica collezionare significa quindi conservare gli oggetti che per noi hanno un valore o un significato e che ci procurano un piacere estetico e sensoriale.

Al contrario l'accumulatore perde il senso del limite, dello spazio, del tempo e dei soldi che investe. Il vero collezionista acquista ciò che lo appaga, il compulsivo accumula tutto in maniera sconsiderata e poco oculata.
La psicologia definisce disposofobia (in inglese hoarding disorder) questa sindrome di disfunzione cerebrale.

Il collezionismo può talvolta degenerare, trasformandosi in un bisogno assoluto o addirittura in un disturbo ossessivo-compulsivo: l'ordine e il desiderio di possesso hanno conseguenze emotive sulle persone. La pulizia della collezione assume le sembianze di un rituale. Occuparsi della collezione è l'unico modo per tranquillizzarsi. In alcuni casi l'oggetto collezionato acquista un valore erotico, al limite del feticismo.

Secondo un team di neurologi statunitensi queste tendenze ossessive potrebbe avere un'origine biologica: un'alterazione in un'area del lobo frontale della corteccia, in particolare sul lato destro del cervello.

Concludendo si può tranquillamente ribadire che il collezionismo è salutare e terapeutico, aiuta a combattere l’ansia ed infonde sicurezza di sè.


Cross, come sempre, ci ha spiegato piu' che compiutamente.
Ora so quale sia la differenza tra "accumulatori" e "collezionisti". Mi sento tranquillizzato, sono un collezionista... :D :D :D
No, perché in passato ho seguito la serie americana "accumulatori seriali" e gia' allora mi era sorto il dubbio di essere un "accumulatore" di trenini.
Viceversa Cross mi ha aiutato a confermarmi l' idea che mi ero gia' fatto: un "accumulatore" di trenini e' un soggetto border line, se non malato…, che accumula trenini anche rotti, perfino raccattati nell' immondizia, di qualsivoglia marca o tipo, senza un criterio alcuno, riempiendone la casa fino a renderla inabitabile.
Viceversa il "collezionista" di trenini ha un criterio ( marca, epoca, amministrazione ferroviaria, trazione elettrica o vapore ) ed una metodologia.
Sempreche' anche lui non caschi nel maniacale...
Per fortuna che sono un "collezionista"... :lol: :lol: :lol: E, dalla polvere che ho ripulito durante le ferie sulle scatole dei mie amati trenini, sono un "collezionista" ancora sano di mente… 8) 8) 8)
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 18:40 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 18:05
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Cita:
L' Italia e' un mercato ristrettissimo, sono pochissimi gli "appassionati" ( grande famiglia che comprende tutti, modellisti, autocostruttori, plasticisti, collezionisti, scatolari, vetrinisti e chi piu' ne ha, piu' ne metta ), per cui l' hobby non puo' essere sostenuto da una sola "categoria".


Questa storia del mercato ristretto, sarebbe un po’ tutto da dimostrare con i numeri, che però noi non abbiamo.
Mi domando quanti appassionati in Italia sostengano il mercato (comperare modelli, accessori, libri e riviste), e di conseguenza, quanti modelli si vendano nel mercato interno.

Tuttavia, sarebbe interessante anche vedere anche quanti modelli italiani si vendono all'estero, che pure può contribuire a sostenerci, così come facciamo noi con loro (quanti di noi hanno comperato e continuano a comperare anche materiale estero?).

Cita:
Quanti sono i fermodellisti in grado di costruire una loco da zero, acquistando come parte finita solamente il motore elettrico ?


Probabilmente pochi, ma la tecnologia ci viene incontro con nuovi strumenti: chi non possiede grande manualità, può sempre puntare su modellazione e stampanti 3D: del resto le basi di partenza sarebbero le stesse, ovvero, disegni e foto.

E se non si vuole spendere soldi per la stampante, ci si può sempre rivolgere ai centri che ne possiedono di diverse tipologie (anche on line).

Tempi moderni..... :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 19:52 
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questione di prospettiva, di visione, di aspettativa, differente.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 21:30 
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Magari di mercato…
20 anni fa Model Railroader faceva 150.000 ( centocinquantamila ) copie al mese.
Nella seconda meta' dei '90 Roco produsse 8.000 Gr. 880 ( quantita' minima all' epoca per potere produrre in Europa ). E ci mise anni per venderle…
E ora, qui in Italia ?
I tempi sono cambiati, ci mancherebbe, ma non e' che il mercato italiano da allora sia cresciuto, anzi…
Continuano ad uscire novita' italiane solo perché, producendo in Cina, le quantita' minime di produzione sono molto piccole. Se no ciccia…
E, comunque, a volte la qualita' e' discutibile, i modelli funzionano male, o sono troppo fragili, i ricambi non esistono, le aziende durano un attimo o forse poco piu' ( tranne alcune, ovviamente ), etc.
Benvenuti nel mondo 2.0. Anche per i trenini e' gia' arrivato. Da un pezzo…
Altroche' mirabilia della stampa in 3D...
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 21:57 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 18:05
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bigboy60 ha scritto:
Magari di mercato…
20 anni fa Model Railroader faceva 150.000 ( centocinquantamila ) copie al mese.
Nella seconda meta' dei '90 Roco produsse 8.000 Gr. 880 ( quantita' minima all' epoca per potere produrre in Europa ). E ci mise anni per venderle…
E ora, qui in Italia ?
I tempi sono cambiati, ci mancherebbe, ma non e' che il mercato italiano da allora sia cresciuto, anzi…
Continuano ad uscire novita' italiane solo perché, producendo in Cina, le quantita' minime di produzione sono molto piccole. Se no ciccia…
E, comunque, a volte la qualita' e' discutibile, i modelli funzionano male, o sono troppo fragili, i ricambi non esistono, le aziende durano un attimo o forse poco piu' ( tranne alcune, ovviamente ), etc.
Benvenuti nel mondo 2.0. Anche per i trenini e' gia' arrivato. Da un pezzo…
Altroche' mirabilia della stampa in 3D...
Stefano.


Io non sottovaluterei il potenziale della stampa 3D.

Qui nel forum c'è già chi si è adoperato in tal senso e ha, con ottimi risultati, ovviando alla mancanza dei ricambi, o semplicemente migliorato quanto di già esistente.

E per le aziende, utilizzare la stampa 3D significherebbe eliminare i costi degli stampi.....(e tutti i problemi che comportano quando il fornitore in cina fallisce); non mi pare poco, anzi, per me questo rappresenta il futuro della produzione.

Sono sicuro che sarà solo una questione di tempo.

Saluti fiduciosi :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: martedì 1 settembre 2020, 22:22 
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Anche io penso che la stampa 3D sia quasi una rivoluzione democratica nel modellismo; questo perchè sposta il discorso dell'abilità manuale su un piano diverso, più "soft", che secondo me è accessibile ad un numero maggiore di persone. Credo che molti di coloro che si dilettano con progettazione e stampa 3D non potrebbero (o avrebbero maggiori difficoltà nel farlo) realizzare i loro progetti se riportati in un ambito tecnologico precedente del tipo ottone, fotoincisioni, fusioni e tornio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 2 settembre 2020, 5:52 
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Stampi in 3d ma le meccaniche? È da li che bisogna partire per creare un modello di locomotiva e lo se devi partire da zero lo scontro con boccole ingranaggi motori passi etc etc implica la manualità. ...scordatevi che basti disegnate.
Se poi è una loco a vapore le ruote?
Poi comunque il tuo modello devi verniciarlo ad aerografo fare le decal e inventarti come fare i vetri...
Il disegno in rendering è bellissimo la realta con msno è un altra...


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 2 settembre 2020, 7:09 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 10:05
Messaggi: 1680
Località: Roma
Questo è vero, il nucleo del progetto è sempre la meccanica. Però credo che la possibilità di realizzare le sovrastrutture in 3D possa portare nell'hobby un po' di gente nuova.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 2 settembre 2020, 7:29 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
Messaggi: 6216
Località: Bruschi
Si , concordo con la possibilità...sperando che non si accontentino della staticità dei modelli.
saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 2 settembre 2020, 7:41 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 19:16
Messaggi: 5159
Località: Roma
Cita:
No, perché in passato ho seguito la serie americana "accumulatori seriali" e gia' allora mi era sorto il dubbio di essere un "accumulatore" di trenini.

:lol: :lol: :lol:
Terribili quelle serie, c'è gente che vive dentro la spazzatura. Confesso che anche a me è venuto qualche volta il dubbio, casa mia strasborda ormai non solo di treni ma di libri, ricordi di viaggio ecc. Ogni volta penso che avrei bisogno delle pareti elastiche. Inizio a sentirne il peso e che avrei voglia di liberarmi di tutto. :roll:


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