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Io sono nato nel 1990, ho 30 anni e appartengo alla cosiddetta generazione "Z", quella cresciuta a braccetto con la rivoluzione digitale. Credo di esser stato un bambino un po' speciale, perché a 3 anni conoscevo a memoria quasi tutte le linee di autobus di Roma, a 5 anni iniziai a mostrare squilibri ferroviari, a 6 anni mi venne regalata la prima rivista iTreni. Il primo modello in H0 lo ebbi a 7 anni: era la 656 519 Lima con motore G. Tutto ciò che sapevo sui treni e sul fermodellismo discendeva dalla lettura delle riviste. Erano i tempi in cui a Novegro (mio padre mi ci portò, disperato, nel 2000, dopo mesi di insistenza, anche qui colpevoli le riviste) si iniziava a parlare di digitale e di controlli automatizzati dei plastici attraverso software al computer. Sono sempre stato amante del realismo e del dettaglio, e l'hobby vissuto in questo modo aveva un costo inadatto per un adolescente. Di fatto, osservavo, leggevo, acquistavo un modello l'anno, mi cimentavo in piccole costruzioni, diorami statici (lo spazio in casa non c'era, il supporto familiare ancor meno) ma aspettavo l'età adulta per potermi permettere qualcosa in più. Adesso sono autonomo, vivo da solo e lavoro. L'hobby continua ad essere troppo costoso per gli stipendi medi di oggi. Io riesco ad acquistare 4 o 5 modelli l'anno (1 loco e qualche carrozza, spesso usate), che reputo una quantità "sana", ma che sono quasi sempre fermi nell'armadio causa assenza di un plastico (purtroppo anche il classico tracciato casalingo "da pavimento" ha costi esorbitanti).
Fatta questa premessa, io non credo che l'hobby stia morendo. Vedo molte persone tra i 15 e i 30 anni che si interessano, che studiano, che hanno conoscenze estremamente avanzate e raffinate. E' evidente che questo non sarà mai un hobby popolare. Ha costi troppo elevati e richiede un alto grado di curiosità e di studio, che lo relegherà a piccoli o piccolissimi gruppi di persone, le quali però sono abbastanza indifferenti all'epoca in cui vivono. Generazione Z? Y? Millennials? Chi si appassiona ai treni, lo fa a prescindere dal contesto o epoca in cui vive. Non è il contesto a creare gli appassionati, non è la pubblicità, non serve l'influencer dei trenini. Se lo start-set avvicina la massa ai trenini, i costi e le difficoltà successive la allontanerà. Chi rimane? Chi si è incuriosito, chi dedica il suo tempo alla comprensione e ha capito che il suo start-set non lo soddisferà neanche per 2 minuti. Pochi (ma buoni).
Penso che l'ostacolo più grande siano i costi e le difficoltà nel trovare spazio per costruire un impianto che dia soddisfazioni. La soluzione? Le associazioni di modellisti. Si dividono i costi e si moltiplica il divertimento, si condividono idee, pareri e ci si sente meno soli. Purtroppo molte associazioni che ho visto sono più simili a sette antiche, caratterizzate da un elevato grado di impenetrabilità. Ma esistono anche realtà più benevole, e credo che saranno loro l'unica via verso la sopravvivenza di quest'hobby. Il male è invece chi esaspera l'hobby e lo trasforma in competizione, chi è geloso, chi non condivide, chi ciarla sui forum (e dal vivo). Questa fetta di persone spaventa e allontana chi tenta invece di avvicinarsi. Fossi un negoziante o un'associazione di fermodellisti (in tempi più favorevoli) moltiplicherei gli eventi di aggregazione.
Saluti
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