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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 11:05 
Pierpaolo ha dato l'idea per un percorso di catalogazione assai complesso, che, a mio avviso, potrà portare ad un risultato valido solo se ci diamo delle direttive. Direi che i numeri arabi 1, 2, 3, ecc. per le epoche sono più in linea e meno anonimi delle lettere, per quanto riguarda i modelli bisogna decidere se fare solo il commerciale od inserire anche l'artigianale, che comunque è il padre del commerciale. Altra suddivisione assai ardua potrebbe essere separare il treno giocattolo per bambini dal treno per adulti (come qualcuno ha giustamente fatto osservare), anche qui prima nasce il giocattolo poi l'hobby. Sempre a mio avviso, la successione delle epoche nel TRENO IN MINIATURA (con questa dicitura si ovvia la differenza tra giocattolo e modello, come tra bambino e fermodellista e tra ditte ed artigiani e nazioni di appartenenza), dovrebbe seguire la datazione come nel vero, per l'Italia si parte dal 1839 della Napoli Portici ed i relativi rotabili. La catalogazione a cui fa riferimento Pierpaolo vale solo per materiale italiano e/o fabbricato in italia? Per es. Rivarossi ha prodotto modelli americani, la domanda è vanno presi in considerazione? Oppure, Roco non è italiana, però si potrebbero prendere soltanto in considerazione i modelli italiani FS e concessione?, questa è un'altra direttiva, che si decide di fare? E' importante se non si vuole incorrere in un guazzabuglio infinito. Vorrei citare la mia esperienza in breve se può interessare, io sono del 1952 ed il babbo già aveva un plastico Rivarossi con prevalenza di americano (allora l'esattezza della scala interessava poco e l'americano girava sul plastico insieme ad FS e FNM), io mi sono dedicato al treno dal 1973 e nel 1980 ho fondato la Treni & Plastici di Milano. nel 1988 ho fatto il primo Hobby Model Expo di Novegro dove ho presentato per la prima volta i miei modelli. Tra i primi visitatori dello stand c'e stato un signore molto gentile che mi ha detto: "Ingegnere Lei ha molta fantasia nel produrre i suoi modelli!". Questo significa che lui come anche molte persone dopo, non avevano mai visto certe riproduzioni. Io avevo preso spunto dai modelli di Pocher, ma con le tavole del Ministero ed alcune fotografie, avevo iniziato il mio percorso (ritengo originale, perché molti miei modelli non sono mai stati riprodotti da nessuno, erano circa 150 diversi, nonostante abbiano abbondantemente circolato sulla rete FS) terminato nel 2006. Oggi vivo in Toscana ed ho un plastico epoca lll digitale ed un piccolissimo museo, entrambi aperti al pubblico. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere, un saluto a tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 11:27 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
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marco_58 ha scritto:
Ok, se Bassett-Lowke era un fuoriserie e un sognatore: Arnaldo Poker, Alessandro Rossi, Ottorino Bisazza, Frank Hornby (solo per citare i primi che mi vengono in mente), ecc. ecc. chi erano? e dove li mettiamo?
I mie dubbi sull'idea aumentano ad ogni intervento!

Se invece si vogliono considerare solo i produttori industriali ... a beh allora ...


A parte Frank Hornby, tutti gli altri che hai citato sono venuti ( letteralmente.. ) al mondo molto, ma molto dopo di Bassett Lowke.
Io mi riferivo a Bassett Lowke per essere stato il primo che ha visto la possibilita', mettendola in pratica, di trasformare un giocattolo in modello. In un' epoca in cui gli unici modelli che esistevano erano di vascelli realizzati in legno…
B.L. non fu solamente un antesignano del fermodellismo, ma del modellismo in senso piu' generale.
Comunque, anch' io ho dei dubbi che si riesca ad approdare ad un qualcosa di concreto.
Gia' le epoche del fermodellismo oramai sono suddivise in sotto epoche ( ad esempio l' ep.III da tempo si e' siddivisa in ep. IIIa e IIIb ), ma non solo, corrispondono molto poco alle epoche delle ferrovie italiane reali.
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 11:35 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 10:59
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Un criterio unificatore potrebbero essere le tecnologie costruttive ... peccato che quasi tutte si sono sovrapposte sia fra marche diverse che all'interno della stessa (es. modelli in lamierino stampato, in plastica, in metallo pressofuso ecc.).

Direi di cominciare facendo un cronogramma su cui inserire le date "milestone" (es. primo modello in scala esatta, primo modello elettrico, ecc.)
e poi, quando è abbastanza ricco, vedere dove è logico "spezzare" in epoche (tendenzialmente dopo un periodo senza innovazioni e subito prima della successiva "ondata").


Ultima modifica di Zampa di Lepre il sabato 10 ottobre 2020, 11:38, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 11:36 
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Iscritto il: martedì 7 aprile 2015, 17:35
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Ciao Giulio.

Premesso, come ho già detto, che non è facile tentare di configurare una "scaletta" cronologica del Modellismo ferroviario, e una "scaletta" che metta d'accordo tutti (per questo nel titolo del thread ho scritto "Proviamo a codificare" e non ho scritto "Codifichiamo"), io questo tentativo, non certo facile, lo intendo così:

- Prendere in considerazione anche i produttori artigianali, che in diverse occasioni hanno rappresentato l'anima e il cuore del fermodellismo.

- Non limitarsi all'Italia, ai produttori italiani e ai modelli che si riferiscono a prototipi che circolano in Italia.

Cercare di fare una suddivisione di epoche basata sull'evoluzione tecnologica sia dei modelli, in quanto a bontà ed esattezza di riproduzione, sia degli apparati e dei sistemi - sempre in evoluzione - di controllo e di alimentazione.

Poi, come ho già affermato, sarà quasi impossibile indicare date e suddivisioni che siano condivisibili da tutti.

Però chiunque, se ne avrà voglia, potrà esprimere le proprie impressioni sull'evoluzione di questo nostro hobby nell'arco degli anni. E pareri, confronti, suggerimenti, impressioni, ricordi, se ben espressi e pacatamente condivisi non sono mai dannosi.

Tentare di fare una catalogazione temporale è impresa ardua, come scalare una montagna ripidissima senza usare sofisticati attrezzi di alpinismo.

Se non ci si riesce e se a pochi o a molti l'argomento non interessa, pazienza. Tanto, anche se si arrivasse a stilare un nostro "sacro codice" non è detto che noi vogliamo imporre un nostro Codice,( che tutto sarà, meno che "sacro" e inappellabile).
E di certo non ci daranno il Nobel :D


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 11:38 
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Zampa di Lepre ha scritto:
Un criterio unificatore potrebbero essere le tecnologie costruttive ... peccato che quasi tutte si sono sovrapposte sia fra marche diverse che all'interno della stessa (es. modelli in lamierino stampato, in plastica, in metallo pressofuso ecc.).

Direi di cominciare facendo un cronogramma su cui inserire le date "milestone" (es. primo modello in scala esatta, primo modello elettrico, ecc.)
e poi, quando è abbastanza ricco vedere dove è logico "spezzare" in epoche.


Ciao, Alessandro. Hai delineato la strada giusta. O perlomeno un punto da cui cominciare!


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 11:45 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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bigboy60 ha scritto:
...
Gia' le epoche del fermodellismo oramai sono suddivise in sotto epoche ( ad esempio l' ep.III da tempo si e' siddivisa in ep. IIIa e IIIb ), ma non solo, corrispondono molto poco alle epoche delle ferrovie italiane reali.
Saluti
Stefano.


Come volevasi dimostrare sulla confusione.
Le norme NEM cosa ci stanno a fare?
Che già sono confusionarie loro con il fatto che per ogni nazione le epoche sono diverse.

A rigor di logica il modellismo vero: vedi i personaggi citati prima, e per rimanere sull'attualità la 740 presentata su questo forum, non ha epoca.
La storia del modellismo industriale invece è una cosa diversa, e non può prescindere dalle tecnologie presenti nei vari tempi nei vari stati e dalle scelte dei singoli produttori; ad esempio mentre in Germania si continuava con il metallo, in Italia si è andati sul polistirene e sull'ABS, poi via tutto il resto.
Poi tutti a citare che Roco fu la prima a produrre in esatta scala H0, ma la Lima dove la mettiamo. In realta la Lima ha sempre prodotto modelli nelle scale esatte H0 e 00 in primis (sorvolando su compromessi e schelte tecniche).
E chi fu a volere le norme NEM e il MOROP?
Chi insitette a che il riferimento del fermodellismo dovevano essere gli USA e le relative norme NMRA?

Fate/vi prima chiarezza su questo, poi valutate se mettere delle epeoche anche nel modellismo non è creare altra confusione, partendo dal fatto che la maggior parte degli appassionati con il trenino, di fatto, ci gioca.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 11:57 
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marco_58 ha scritto:

Fate/vi prima chiarezza su questo, poi valutate se mettere delle epeoche anche nel modellismo non è creare altra confusione, partendo dal fatto che la maggior parte degli appassionati con il trenino, di fatto, ci gioca.


...e anche questo è vero. L'ho scritto poco fa che non è né obbligatorio né facile stilare una specie di tabella cronologica. Molti non sono neanche interessati alla suddivisione in epoche delle ferrovie reali. Ma se col trenino, come tu dici, di fatto, ci si gioca, nulla ci vieta di giocare a fare un po' gli "storici" del Modellismo ferroviario. Basta che il tentativo si faccia in reciproca armonia.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 12:08 
Io mi limiterei ai treni italiani, indipendentemente da chi li ha prodotti, (ANCHE PERCHé LI CONOSCIAMO MEGLIO) ad esempio INGAP ha prodotto treni di latta dal 1919 al 1972 (1200, 1300, 1400 FS), Rivarossi è stata fondata il 31 ottobre 1945 ad Albese (CO), tralascerei l'americano e l'europeo, Roco è nata nel '60 in Austria, ma produceva tank, ha cominciato con i treni nel '67, ma nel '76, dopo l'acquisizione della Rowa (1975) comincia la produzione fermodellistica, ma mi occuperei solo dei modelli italiani, ecc., ecc..


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 12:59 
Tanto per cominciare con qualcosa di concreto vi presento il mio primo treno era il 1953 o '54


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IL MIO PRIMO TRENO.jpg
IL MIO PRIMO TRENO.jpg [ 36.01 KiB | Osservato 2022 volte ]
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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 13:40 
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Oddio, siamo solo a pagina 2 e si è già passati dalla storia del fermodellismo ai trenini che ho e che ho avuto io ...
Meglio chiuderla qui!

P.S.
Letti alcuni post della pgina 1 non mi aspettavo nulla di diverso.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 15:06 
A mio avviso il modello ferroviario, come lo intende il fermodellista, nasce dal giocattolo, ma a Marco 58, forse questo non piace, allora che sia lui a darci qualcosa di concreto., ad esempio perché non ci metti la foto del primo fermodello, così partiamo sicuramente con il piede giusto!


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 15:32 
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
pierpaolo ha scritto:
...Si potrebbe tentare di codificare anche opportune Epoche che riguardano appunto il modellismo ferroviario, suddivise in base alle caratteristiche costruttive dei modelli stessi e alla fedeltà più o meno accettabile riferita ai prototipi che viaggiano nella realtà, sia in Italia che all'estero.
...


Ciao Pierpaolo,
credo che il tuo quesito sia alquanto imbarazzante, perché ci sono dei modelli che erano talmente avanti agli altri quando vennero pensati da risultare degli "evergreen" senza tempo.
Faccio un paio di esempi.
Bigboy di RR, realizzata nella meta' degli anni '60: all' epoca un capolavoro assoluto, sia come riproduzione modellisitica, che come aspetto tecnico, "rinfrescata" negli anni '90 ( motore nascosto in caldaia, biellismi raffinati, bordini piu' bassi ) et voila' eccola ancora bellissima e desiderabile dopo 45 anni ( un po' come certe belle signore oltre i 50 che fanno ancora girare la testa quando passano... :lol: :lol: :lol: )
Roco, alcuni carri ancora a catalogo derivano da stampi Rowa ( primi anni '70 ) e fanno ancora la loro porca figura; magari non iperdettagliati come da moda attuale, ma da plastico sono ancora bellissimi ( e affidabilissimi )
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 17:22 
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Ciao Stefano.

Tu hai ragione. Ma non vedo il problema dov'è. Proprio la produzione delle Mallett da parte di Rivarossi, con trasmissione cardanica sui due carri motore, che erano certamente all'avanguardia rispetto ad altri modelli può costituire un punto di riferimento per "staccare" un'epoca da un'altra precedente. Basta tener presente la data di prima produzione di questi mastodonti americani... non importa poi per quanto tempo sono rimasti in commercio o se lo sono - con opportuni aggiornamenti - ancora oggi. Conta la data di inizio.

Ma certamente non è facile delineare una storia a "tappe" del Modellismo ferroviario. E bisogna tener conto che ognuno ha il suo punto di vista e i suoi riferimenti, che magari non coincidono con i pareri e le opinioni di molti altri modellisti.

Non dobbiamo crearci troppi problemi, non dobbiamo lambiccarci il cervello: se si potesse riuscire a codificare le tappe della storia del nostro hobby, bene, altrimenti amen, si pensa ad altro.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 17:38 
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Approfitto per fare una precisazione importante.

La conformazione di questo thread deve essere soprattutto "tematica" e non "iconografica".

In altre parole basta cominciare a tirar già qualche data e relativa didascalia.
Se qualcuno volesse provarci copierò i dati e li metterò in prima pagina, all'inizio della discussione, in modo che sia sempre agevole la consultazione dello "specchietto" e per far sì che poi sia possibile modificarlo e implementarlo a seconda di altre indicazioni che dovessero arrivare in seguito (vedi l'annotazione - molto pratica e giusta - di Zampa di Lepre).

Vi esorto invece a non inserire immagini di modelli prodotti negli anni passati, altrimenti rischiamo di creare un doppione del Museo virtuale, cosa davvero, davvero da evitare assolutamente!

Infine, se vi va di partecipare, ogni apporto sarà gradito.
Rispetto l'opinione di tutti e per me, se lo desiderate, potete anche dimenticarvi di questo Topic. Mugugni ripetuti, (non mi sto riferendo a Stefano) dovuti magari a "caldane" da menopausa, mi sembrano però davvero poco costruttivi.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 17:48 
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Una storia del modellismo ferroviario è questa
https://www.trenidicarta.it/schede/4/47 ... delli.html

Qui è citata una edizione del 1989, ma la mia copia è del 1975 (acquistata nel 1977), e la prima edizione dovrebbe essere del 1970.

Poi sono arrivate anche altre pubblicazioni e articoli sulle riviste, ma almeno fino a metà anni '80, e per alcuni versi anche dopo, bisogna in ogni caso fare riferimento ai singoli paesi dove è vissuto il fermodellismo.
Non bisogna dimenticare che il fermodellismo è concepito, da sempre, in modo completamente diverso a seconda delle culture: l'inglese è completamente diverso dal tedesco, così come diversi il francese e l'italiano, il giapponese un isola a se stante.
L'italiano è forse quallo che più si avvicina a quello USA, il merito va alla Rivarossi che direttamente e indirettamente vi creò un fiorente mercato, con modelli ricercati ancora oggi.
Quindi dividerlo in epoche è di fatto altamente complesso, anche farlo solo per la parte italiana diventa difficile data la mole di produttori che sono stati e sono presenti sul mercato.
Se vogliamo essere precisini, i veri fermodellisti, intesi come riproduttori della Ferrovia e dei veicoli ferroviari, sono gli inglesi e i francesi.
Gli americani vanno presi ad esempio per grandi plastici ... ma lì lo spazio non manca!
In ogni casi ci hanno già pensato anni fa:
http://www.rivarossi-memory.it/
http://www.rivarossi-memory.it/LIMA/Index_LIMA.htm
http://www.rivarossi-memory.it/Altre_Ma ... llismo.htm
Dove si parla di tutto il fermodellismo nostrano.


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