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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 17:57 
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GIULIO PALAMIDESSI ha scritto:
A mio avviso il modello ferroviario, come lo intende il fermodellista, nasce dal giocattolo, ma a Marco 58, forse questo non piace, allora che sia lui a darci qualcosa di concreto., ad esempio perché non ci metti la foto del primo fermodello, così partiamo sicuramente con il piede giusto!


Come distinguo i tipi di pane e salame, distinguo i giocattoli dai modelli.
Anche oggi molte riproduzioni spacciati per modelli sono in realta dei giocattoli. Giocattoli evoluti e costosi, ma pur sempre dei giocattoli. Non faccio nomi e non cito modelli per evitare un putiferio.
Mi spiace per i cultori del "rumore" ma un eccellente modello munito di sound diventa subito un giocattolo, spesso pure fastidioso e irreale: dato che frequento le rotaie da prima di nascere, e ci sono pure nato a 12 metri, non ho mai sentito una locomotiva fare annunci di stazione ... o il fischio del capotreno senza il capotreno.

Va da se che quando acquisto sono conscio del prodotto industriale o artigianale che stò pagando.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 18:09 
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Che la passione possa venire da bambini con un giocatto è una delle tante possibilità, ma non l'unica.
Così come si può continuare a giocare con i trenini senza essere modellisti, e viceversa.
Lasciamo stare il fatto che il vero modellista è solo colui che costruisce: voglio vedere in quanti possono mettere in piedi un officina in condominio o anche in una villetta dove a malapena c'è un garage monoposto e già le auto sono 3, e poi gli alti famigliari hanno anche loro delle esigenze. Ovviamente sorvolando sul fatto di sapere fare tutte le lavorazioni necessarie.
Ma chiamiamo pure modellista anche chi monta kit o modifica modelli commerciali: ci stà.
Quindi bisogna scegliere se parlare di trenini in genere o modelli: parlare di entrambi, e insieme, la confusione e la lite sono assicurate.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: sabato 10 ottobre 2020, 22:13 
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Per me, nello spirito del primo intervento, si dovrebbe parlare di generazione, 1a Gen, 2a Gen, ..., come nella telefonia 2G, 3G, 4G, ... o i caccia dell'aviazione, in cui ogni nuova generazione è contraddistinto da una tecnologia nuova a cui tutti si uniformano (esempio 4a Fly-by-wire, 5a Stealth). Da notare che tolte le generazioni che son decisi da un ente (i G dei telefonini, USB, SATA, ...) tutte le altre portano a discussioni e/o numerazioni differenti in base a chi le pubblica!
Ogni generazione ha sempre una data e un prodotto apripista.
Tornando al nostro tema sicuramente una generazione, la prima, è quando si passa da giocattolo a modello. Un'altra è sicuramente il rispetto della scala sulle 3 dimensioni. Sicuramente l'abbandono del carrello motore singolo monolitico o in cabina per le vaporiere. Il passaggio ai modelli analogici/digitali. I vetri a filo. Interni riprodotti. Le ho scritte come mi son venute, non sono in ordine cronologico, e non è esaustiva.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 8:53 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
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marco_58 ha scritto:
Una storia del modellismo ferroviario è questa
https://www.trenidicarta.it/schede/4/47 ... delli.html
Qui è citata una edizione del 1989, ma la mia copia è del 1975 (acquistata nel 1977), e la prima edizione dovrebbe essere del 1970.
...


:D :D :D
Ce l' ho pure io...Sepolto in mansarda da qualche parte…
Acquistato nel 1982 o giu' di lì. Uno dei miei primi acquisti in quest' hobby.
10.000 sanguinose Lirette dell' epoca. Per me, allora studente, erano tante… :( :( :(
L' ho letteralmente consumato a furia di leggerlo e rileggerlo…
Buona Domenica
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 10:04 
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lucab ha scritto:
...
Tornando al nostro tema sicuramente una generazione, la prima, è quando si passa da giocattolo a modello. Un'altra è sicuramente il rispetto della scala sulle 3 dimensioni. Sicuramente l'abbandono del carrello motore singolo monolitico o in cabina per le vaporiere. Il passaggio ai modelli analogici/digitali. I vetri a filo. Interni riprodotti. Le ho scritte come mi son venute, non sono in ordine cronologico, e non è esaustiva.


Suddivisione: mondiale, continentale, per stato, per produttore, per topologie di rotabili, per nazione ferroviaria, per compagnia ferroviaria, ecc.?
Questa è la confusione che si crea, le caratteristiche dell'oggetto modello appartengono più al modello, al limite al produttore produttore, che al modellismo in quanto tale, e tanto meno a cosa rappresenta quel modello.
Pertanto una codifica che tracci delle linee di valutazione o scelta diventa di complicata edizione e di peggio interpreatazione.
Tra l'altro alcune delle carattristiche citate utili per la suddivisione ricocorrono continuamente, magari sono solo non usate su alcuni modelli, ma su altri sono necessarie, quindi non rappresentano storicamente un bel nulla.

Ad esempio quanti di voi sanno che molti modelli prodotti nel secolo scorso nella DDR (anche PIKO) avavano un motore per carrello?
Quanti di voi conoscono le differenze tra i vari tipi di "digitale"?
Perchè, in particolare, in centro Europa c'è ancora richiesta di veicoli circolanti sul raggio 360 mm? Anzi non farli non è modellismo!
Quanti di voi sanno quante e quali sono le reali scale di riduzione e dove sono impiegate?
Ma questi esempi non sono differenze epocali, semplicemente coesistono, pure nello stesso modello che però è destinato a un mercato diverso.

Considerato che per avere validità documentale bisogna analizzare ogni singolo modello, o almeno dei gruppi ristretti, la mole di lavoro da fare è immensa, e alla fine di fatto a chi interessa?
Già ora c'è il dato di fatto che libri e riviste non si leggono, per alcuni sono giusti i colori e le forme dei modelli Rivarossi Como e non del prototopito reale; molti giudicano il modelloa dal produttore e non per quello che è, ecc. ecc..
In troppi si ostinano a considerare veri i colori delle immagini, convertite decine di volte, che vedono sul loro monitor; sorvolando su tante inesattezze in rete e su alcune pubblicazioni.
Conta più il giudizio dell'amico o quello dei social, snobbando, anzi denigrando, quello di chi porta reali fatti e documentazione inconfutabile.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 10:28 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Salve a tutti,
so che vado OT rispetto al topic, ma...
Personalmente ritengo che sarebbe piu' proficuo ( e sicuramente piu' facile… ) codificare le epoche del modellismo ferroviario italiano.
Come ben sappiamo le epoche "ufficiali", come codificate dalle norme NEM, poco ci azzeccano con le "nostre" epoche.
Una codifica abbastanza schematica potrebbe, ad esempio, corrispondere ai cambi di logo, cambi di livrea, pre e post UIC.
Post 2000 non sarebbe poi così semplice…
Se una tale classificazione non avrebbe alcuna valenza ufficiale, potrebbe pero' aiutarci ad organizzare meglio i nostri parchi rotabili.
Che ne pensate ?
Ovviamente converrebbe aprire un topic ad hoc, disgiunto dal presente.
Buona Domenica
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 10:48 
Dal mio mestiere ho imparato che con le chiacchiere e le facezie non si va da nessuna parte, anche la storia è divisa in epoche e prima della storia c'è la preistoria, ciò voleva significare il mio treno di legno canzonato da marco 58, esso rappresenta la preistoria od epoca 1. Ne è un esempio la ditta Giuseppe Conti di Bollate, che nel 1940 produceva cavalli a dondolo. La stessa Conti si evolve con la CO.MO.G.E. (COstruzione MOtori Giocattoli Elettrici) e nel 1947 stampa il 1° catalogo con un modello simile alla Ale 880, h0, L = 32 cm, cassa in alluminio, in una confezione con 12 binari curvi e 10 diritti; un passo incredibile dal cavallo a dondolo al treno. Altre notizie sporadiche, buttate là senza pretese, ma che possono segnale il passo da un epoca all'altra, come ad esempio l'epoca 1 - dal 1839 al 1939 treni singoli senza binari che funzionano a spinta fino al movimento a molla, fatti prima in legno, come il mio, poi in latta. Epoca 2, nasce il binario, 1940 I.N.G.A.P. prima confezione con binari treno in latta con loco a molla; Epoca 3, data da ricercare, I.N.G.A.P. 1002 treno Parigi Roma, scartamento 35 mm latta litografata, è il primo treno con locomotiva motorizzata elettricamente e pila nel primo vagone. Epoca 3, nasce il comando remoto con corrente dal binario. Epoca 4, data da ricercare, I.N.G.A.P. 1001, corrente dal binario e pila da 4,5 V nella stazione con leva on/off scartamento 25 mm. Con la nascita della plastica tutto cambia nascono altre ditte 1939 F.E.M. scala 000, 1945/46 Rivarossi, 1950 Colibrì di Mercuri, 1952 Pocher. ecc.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LE TAPPE del Modellismo fer. itali
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 12:17 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2017, 10:49
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Penso che un pioniere del fermodellismo Italiano sia stato Italo Briano nel 1954 fondando a Genova in via Caffaro la rivista Italmodel ferrovie...di li poi ha fondato il gruppo fermodellistico Genovese,e la F.I.M.F. Abbia contribuito notevolmente a fare espandere il modellismo ferroviario in Italia.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LE TAPPE del Modellismo fer. itali
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 12:29 
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Iscritto il: martedì 7 aprile 2015, 17:35
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Località: Roma
duebielle ha scritto:
Penso che un pioniere del fermodellismo Italiano sia stato Italo Briano nel 1954 fondando a Genova in via Caffaro la rivista Italmodel ferrovie...di li poi ha fondato il gruppo fermodellistico Genovese,e la F.I.M.F. Abbia contribuito notevolmente a fare espandere il modellismo ferroviario in Italia.


La Rivista di Briano è stata per qualche anno utilissima, sia per i modellisti che per coloro che si interessavano solo di ferrovie reali. Negli ultimi anni "ospitò" anche l'agonizzante HO, che comunque fu la cara e indimenticabile rivista di Rivarossi.

Ma qui parliamo di modellismo operativo, di modelli.

Ho ristretto il campo all'Italia, ovvero ai modelli prodotti da Ditte italiane, artigianali e industriali, anche se l'evoluzione del Modellismo ferroviarìo nostrano è stata più volte influenzata dalla produzione di Ditte straniere che talvolta hanno prodotto modelli che riproducevano rotabili italiani.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LE TAPPE del nostro hobby in Itali
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 12:38 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 10:59
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... e comunque ci sono state sinergie tra le ditte italiane e le estere con produzioni e/o commercializzazioni incrociate ... quindi nelle "milestone" quelle più significative straniere (che spesso sono state pioniere sulle tecnologie) a mio parere vanno prese in considerazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LA STORIA del Modellismo ferroviar
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 13:00 
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Iscritto il: martedì 7 aprile 2015, 17:35
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bigboy60 ha scritto:
Una codifica abbastanza schematica potrebbe, ad esempio, corrispondere ai cambi di logo, cambi di livrea, pre e post UIC.
Post 2000 non sarebbe poi così semplice…
Se una tale classificazione non avrebbe alcuna valenza ufficiale, potrebbe pero' aiutarci ad organizzare meglio i nostri parchi rotabili.


Ciao Stefano.
Ho cambiato il titolo della Discussione non per rubarti l'idea (già Palamidessi e un altro utente avevano suggerito di circoscrivere la tematica in ambito italiano). Inoltre tu parli di livree, quindi stai facendo riferimento sempre alle ferrovie reali. Io ho aperto questa discussione riferendomi a una classificazione in base all'evoluzione tecnologica dei modelli e alle variazioni di sistemi di alimentazione degli stessi.


Zampa di Lepre ha scritto:
... e comunque ci sono state sinergie tra le ditte italiane e le estere con produzioni e/o commercializzazioni incrociate ... quindi nelle "milestone" quelle più significative straniere (che spesso sono state pioniere sulle tecnologie) a mio parere vanno prese in considerazione.


Perfettamente d'accordo!


Ultima modifica di pierpaolo il domenica 11 ottobre 2020, 13:03, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LE TAPPE del nostro hobby in Itali
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 13:54 
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OT
Egr. sig. Plamidesi, la invito cortesemente a interrompere l'attibuzione a me di parole e concetti che non ho espresso in nessum modo e in nessuna forma.
Se se non le stanno bene le opinioni e le ipotesi degli altri eviti gentilmente d'intervenire.
La invito anche a intevenire in modo costruttivo e obiettivo, quindi non soggettivo e personalistico.

Cordiali saluti
Marco Fornaciari

Fine OT


Ultima modifica di marco_58 il domenica 11 ottobre 2020, 14:07, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LE TAPPE del nostro hobby in Itali
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 14:07 
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L'ultimo intervento di Pierpaolo, con parole diverse, non fa altro che ribadire quello che già all'inizio ho messo in evidenza: la confusione.
Confusione non in senso negativo, sia ben inteso, ma nel senso che fare dei distingio analitici e cronotemporali in una materia come questa è un impresa; per es.: per districarsi sulle tecnologie delle materie plastiche o dei metalli ci sono milioni di documenti consutabili, per i trenini solo qualche decina, e per lo più di parte.
Confusione principalmente negli appassionati:
- difficoltà a dividere le epoche del vero, che fondamentalmente dipendono dalle tecnologie del tempo, o da scelte politiche
- difficoltà a dividere i produttori di modelli, che prima di tutto fanno riferimento al loro paese d'origine
- difficoltà a focalizzare i naturali ritardi, nello specifcico fino ai primi anni di questo secolo, di scambio di tecnologie tra i vari produttori
- difficoltà a focalizzare perchè pare, o a volte è, più evoluto un modello piuttosto che un altro
- difficolta a essere pienamente oggettivi e non soggettivi, che è pure una cosa normale.
Se poi aggiungiamo che da 15/20 anni i progetti si fanno quì e la produzione là, diventa difficile distinguere e catalogare per il semplice fatto che bisogna coniugare le diverse scuole tecnologiche.

Dividere le poche per colori o fregio porta immediatamente fuori tema, forse con lo XMPR, si può fare in parte questa considerazione, dato che tutti i treni erano uguali: e mai distinguevi il tuo su cui salire.

Come fare a dividere in opoche la produzione modellistica italiana, quando già quaranta anni fa alcune ditte erano già scomparse o assorbite da altre
Come facciano a dividere epoche e metodi produttivi concorrenziali, quando è il momento del vero passaggio dal modello-giocattolo o dal giocattolo-modello, intesi nel senso generale della considerazione, i due maggiori produttori italiani si fondono: senza dimenticare che Lima all'epoca produceva migliaia di modelli al giorno per tutti i mercati.
Se vogliamo prendere dei riferimenti importanti possiano partire da qui, e poi andare indietro e avanti (senza pretese ma per fare un paragone sul tipo dell'anno zero), tre eventi:
- le ALn 663 di Lima
- il primo numero di Treni e Plastici di Enrico Milan
- la E 626 di Roco fortemente voluta dall'allora importatore italiano Faustini
da questi eventi, anche nel resto dell'Europa, il fermodellismo è cambiato.

Infine come la mettiamo con il fatto che quasi tutti i produttori usano oggi ancora stampi di 40 anni fa, anche se aggiornati?

In ultimo da questa "catalogazione" lascieri fuori Maerklin (almeno inizialmente), a parte la scarsa produzione di modelli italiani, è un mondo con "consuetudini" diverse da tutto il resto.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LE TAPPE del nostro hobby in Itali
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 17:07 
Erg. Marco58, è Lei che a pag. 1 ha parlato di confusione ed è Lei che ha esordito con "oddio..." criticando il mio treno in legno. Quindi non mi prenda in giro, Lei ha mancato di rispetto, gratuitamente, a me e, forse, a qualcun altro senza neanche sapere con chi stava parlando. Se nel caso non lo avesse ancora capito vada a leggersi quello che ho scritto. Comunque, caro Pierpaolo, questo non è un dialogo tra persone che vogliano costruire qualcosa. Ti ho scritto delle epoche, e sono stato l'unico, che, giuste o sbagliate, possono rappresentare un inizio. Altro punto è scartabellare i cataloghi, tu sai che di Rivarossi li ho tutti dal 1950 ad oggi. È per questo motivo che mi tolgo da qui, sai dove trovarmi se vuoi portare avanti la tua encomiabile idea. Grazie, un saluto a tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: PROVIAMO a codificare LE TAPPE del nostro hobby in Itali
MessaggioInviato: domenica 11 ottobre 2020, 19:42 
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Iscritto il: sabato 4 luglio 2009, 22:25
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Noto, con dispiacere, che la depressione da Covid 19 ha colpito anche il forum, mentre i livelli di stress ambientale continuano a crescere, assisto qui al progressivo deterioramento delle relazioni. Più che unire tutti sotto il comune interesse del fermodellismo, la situazione attuale sta creando rivalità e fomentando discordie tra i forumisti. Le emozioni di ansia, paura, angoscia, rabbia talvolta crescono in intensità fino a travolgere sfociando in aggressioni verbali clinicamente predittive della “depressione reattiva”.


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