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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: domenica 27 settembre 2020, 7:08 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
Messaggi: 6783
Località: Regione FVG
Modellista ha scritto:
Da valutare anche l'adozione a distanza. Puoi trovare un amico con il plastico e ogni tanto spedirgli qualche tua locomotiva da far girare. Dopo di ché, con la restituzione dei modelli egli potrebbe inviarti anche un resoconto dell'andamento dinamico e qualche foto operativa.

>>> "Adotta anche tu un plasticista in pensione, contribuirai a far girare il modellismo!"

Se il corrispondente sa anche fare un semplice video, il resoconto sarebbe ancora più chiaro. :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: lunedì 12 ottobre 2020, 8:24 
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Iscritto il: martedì 10 ottobre 2017, 13:46
Messaggi: 30
Località: Roma T.ni
Io sono nato nel 1990, ho 30 anni e appartengo alla cosiddetta generazione "Z", quella cresciuta a braccetto con la rivoluzione digitale. Credo di esser stato un bambino un po' speciale, perché a 3 anni conoscevo a memoria quasi tutte le linee di autobus di Roma, a 5 anni iniziai a mostrare squilibri ferroviari, a 6 anni mi venne regalata la prima rivista iTreni. Il primo modello in H0 lo ebbi a 7 anni: era la 656 519 Lima con motore G. Tutto ciò che sapevo sui treni e sul fermodellismo discendeva dalla lettura delle riviste. Erano i tempi in cui a Novegro (mio padre mi ci portò, disperato, nel 2000, dopo mesi di insistenza, anche qui colpevoli le riviste) si iniziava a parlare di digitale e di controlli automatizzati dei plastici attraverso software al computer. Sono sempre stato amante del realismo e del dettaglio, e l'hobby vissuto in questo modo aveva un costo inadatto per un adolescente. Di fatto, osservavo, leggevo, acquistavo un modello l'anno, mi cimentavo in piccole costruzioni, diorami statici (lo spazio in casa non c'era, il supporto familiare ancor meno) ma aspettavo l'età adulta per potermi permettere qualcosa in più. Adesso sono autonomo, vivo da solo e lavoro. L'hobby continua ad essere troppo costoso per gli stipendi medi di oggi. Io riesco ad acquistare 4 o 5 modelli l'anno (1 loco e qualche carrozza, spesso usate), che reputo una quantità "sana", ma che sono quasi sempre fermi nell'armadio causa assenza di un plastico (purtroppo anche il classico tracciato casalingo "da pavimento" ha costi esorbitanti).

Fatta questa premessa, io non credo che l'hobby stia morendo. Vedo molte persone tra i 15 e i 30 anni che si interessano, che studiano, che hanno conoscenze estremamente avanzate e raffinate. E' evidente che questo non sarà mai un hobby popolare. Ha costi troppo elevati e richiede un alto grado di curiosità e di studio, che lo relegherà a piccoli o piccolissimi gruppi di persone, le quali però sono abbastanza indifferenti all'epoca in cui vivono. Generazione Z? Y? Millennials? Chi si appassiona ai treni, lo fa a prescindere dal contesto o epoca in cui vive. Non è il contesto a creare gli appassionati, non è la pubblicità, non serve l'influencer dei trenini. Se lo start-set avvicina la massa ai trenini, i costi e le difficoltà successive la allontanerà. Chi rimane? Chi si è incuriosito, chi dedica il suo tempo alla comprensione e ha capito che il suo start-set non lo soddisferà neanche per 2 minuti. Pochi (ma buoni).

Penso che l'ostacolo più grande siano i costi e le difficoltà nel trovare spazio per costruire un impianto che dia soddisfazioni. La soluzione? Le associazioni di modellisti. Si dividono i costi e si moltiplica il divertimento, si condividono idee, pareri e ci si sente meno soli. Purtroppo molte associazioni che ho visto sono più simili a sette antiche, caratterizzate da un elevato grado di impenetrabilità. Ma esistono anche realtà più benevole, e credo che saranno loro l'unica via verso la sopravvivenza di quest'hobby. Il male è invece chi esaspera l'hobby e lo trasforma in competizione, chi è geloso, chi non condivide, chi ciarla sui forum (e dal vivo). Questa fetta di persone spaventa e allontana chi tenta invece di avvicinarsi. Fossi un negoziante o un'associazione di fermodellisti (in tempi più favorevoli) moltiplicherei gli eventi di aggregazione.

Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: lunedì 12 ottobre 2020, 19:25 
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Nome: Emilio Totaro
Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 20:51
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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: lunedì 12 ottobre 2020, 21:14 
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Iscritto il: domenica 21 febbraio 2016, 15:35
Messaggi: 236
Mi associo ai due interventi che mi hanno preceduto. Sono stato socio e poi presidente di un'associazione culturale-letteraria, ma le dinamiche sono molto simili. Attualmente condivido la mia passione ferromodellistica con un gruppo ristretto di Whatsapp, nel quale il confronto è molto sereno e proficuo. Purtroppo ciò che ci ostacola è la distanza, essendo residenti in varie zone d'Italia, ma è una distanza solo geografica, non ideale.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 14 ottobre 2020, 12:23 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
Messaggi: 1504
Località: Pescara
Emilio, il vostro metodo e' perfettamente coerente con le vostre passioni, le vostre indiscusse abilita' e le vostre disponibilita' economiche: temo sia difficilmente generalizzabile.

Faccio sommessamente notare che se fondi una associazione lo statuto e' obbligatorio per legge e le quote sociali sono la linfa per poter sostenere le varie spese e le riunioni ( ammesso di poterle fare al giorno d'oggi ) hanno quel qualcosa in piu' rispetto ai social e alle video conferenze.

Non nego che purtroppo molte associazioni fermodellistiche siano state o ancora siano infettate dai virus che qui sono stati evidenziati, ma altrettante svolgono uno splendido lavoro di divulgazione anche pratica e permettono di operare su plastici in genere inaccessibili ai singoli.

Peccato che spesso non siano sotto casa!

Antonello


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 14 ottobre 2020, 19:26 
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Iscritto il: mercoledì 17 ottobre 2018, 19:21
Messaggi: 238
Antonello ha scritto:
Emilio, il vostro metodo e' perfettamente coerente con le vostre passioni, le vostre indiscusse abilita' e le vostre disponibilita' economiche: temo sia difficilmente generalizzabile.

Faccio sommessamente notare che se fondi una associazione lo statuto e' obbligatorio per legge e le quote sociali sono la linfa per poter sostenere le varie spese e le riunioni ( ammesso di poterle fare al giorno d'oggi ) hanno quel qualcosa in piu' rispetto ai social e alle video conferenze.

Non nego che purtroppo molte associazioni fermodellistiche siano state o ancora siano infettate dai virus che qui sono stati evidenziati, ma altrettante svolgono uno splendido lavoro di divulgazione anche pratica e permettono di operare su plastici in genere inaccessibili ai singoli.

Peccato che spesso non siano sotto casa!

Antonello



Parole sante, Antonello!

Marione


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 14 ottobre 2020, 20:21 
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Nome: Emilio Totaro
Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 20:51
Messaggi: 3089
Località: Castellamare Adriatico - www.aternumlands.com
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Ultima modifica di Emilio T. il lunedì 31 marzo 2025, 21:59, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: giovedì 15 ottobre 2020, 18:03 
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Iscritto il: lunedì 10 agosto 2015, 1:15
Messaggi: 668
Premetto che non ho letto tutti i 172 messaggi della discussione ma io sono dell'idea che, limitatamente al nostro micro universo Italia, un grosso deficit sia anche da attribuire alla contrazione del fenomeno ferroviario reale, quello in scala 1:1;
provate a confrontare lo sviluppo della ferrovia in Germania o in Gran Bretagna: qui da noi è molto debole il treno vero, figuriamoci il modellismo...
È normale che un giovane, già appagato da altri passatempi come il gaming, non mostri interesse verso questo mondo.

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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellismo quale futuro?
MessaggioInviato: mercoledì 28 ottobre 2020, 15:24 
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Iscritto il: venerdì 29 gennaio 2010, 13:56
Messaggi: 2779
Località: Legnano (MI)
Credo semplicemente che siano stati centrati i punti principali, per dare un futuro al modellismo servirebbe un associazionismo più capillare, l'idea primordiale potrebbe essere quella di contarsi.
Per esempio, qui nell'alto milanese, basso varesotto, chi c'è?
Ad ogni modo sto provando ad erudirmi sempre di più per ottenere qualche risultato decente, ma da soli non è facile, ecco perchè sarebbe bello potersi confrontare con qualcuno per condividere idee ed aspettative e, perchè no, progetti.


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