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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: domenica 8 agosto 2021, 12:01 
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Iscritto il: mercoledì 1 febbraio 2006, 12:40
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I miei 2 cents….
I ganci cd corti hanno anche lo scopo di mantere la distanza di sicurezza corretta tra le carrozze in curva. Le norme NEM definiscono una standardizzazione in modo che sia garantita la compatibilità (almeno teoricamente) tra rotabili di marche diverse permettendo ai clienti finali la massima libertà in termini di composizioni. La tua proposta è sicuramente interessante, io l’ho anche messa alla prova su materiale HOm delle ferrovie retiche, usando carrozze dotate di soffietti magnetici. L’aggancio è comunque garantito dal classico occhiello, con l’insieme del treno ben collegato da questi soffietti. Comunque lo spazio tra carrozze è abbastanza ampio e anche se occupato da soffietti chiusi, l’effetto non è fantastico. Anche la gommina di cui sono composti i mantici, ha un aspetto un pó grezzo, forse per la tecnologia di 20 anni fa, ma anche per i materiali che devono garantire senza “tirare troppo” una grande elasticità per stirarsi in curva e rientrare sui rettilinei. Sull’H0 credo che i problemi possano essere ancora maggiori, a meno di considerare raggi di curvatura di qualche metro. Far lavorare le carrozze respingente contro reapingente è complicato con raggi “casalinghi”. I cinematismi ad allontanamento con le “code di rondine” sono stati inventati apposta. Forse con ganci magnetici si potrebbe migliorare l’estetica degli accoppiamenti, ma ad ora quello che si trova in commercio è veramente sgraziato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: domenica 8 agosto 2021, 12:09 
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Il gancio con i respingenti che svolgono la funzione per cui sono costruiti al vero si usano regolarmente in tutte quelle branche del fermodellismo che si rifanno al concetto di "finescale".
Armamento posato alla perfezione, raggi di curvatura reali (scordatevi R3, R4 ma partite direttamente dalla doppia cifra), ruote con bordini praticamente inesistenti...
La maggioranza dei modellisti in Italia non monta gli aggiuntivi, in tanti non sanno comporre un treno e vi preoccupate della "visibilità" del gancio modellistico?
Qui tengono tutti i modelli nelle scatole e, a meno di far parte di qualche associazione con plastico sociale o, evento ancora più raro, avere un proprio plastico con raggi di curvatura accettabili, il massimo a cui ambire è un plastichetto con curve R4 dove qualsiasi rotabile non equipaggiato di timone non potrebbe circolare!


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: domenica 8 agosto 2021, 13:09 
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Iscritto il: mercoledì 7 novembre 2007, 16:03
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Località: sesto fiorentino
....appunto godiamoci quello che è attualmente.
poi se si desidera il gancio migliore,
le luci in cabina eccezionali "solo magari" in deposito o in cambio equipaggio.
se si desiderano gli sbuffi di fumo sincroni i al movimento dei cilindri,
il patetico fischio e i possibili annunci degli altoparlanti di stazione
il bordino in scala e il piano di rotolamento dei cerchioni del Materiale e Trazione di adeguata larghezza
e la REALE colorazione della divisa Macchinisti.

il macchinista che si scaccola il neso mentre è fermo al rosso e aspetta il via andare.

allora dico speriamo di averlo,
ma intanto ogni tanto pensiamo alla passera e tutto sembrerà un bellissimo gioco
e fortuna per chi ha i soldi per potervi accedere.

ma il colpo di genio ci sarà e piano piano sarà tutto possibile
chi visse sperando....


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: domenica 8 agosto 2021, 13:48 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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Località: Faenza
Fin da quando avevo circa 18 anni sognavo treni modello con respingenti funzionanti.
Imparata trigonometria all' ITI, capii presto che il raggio modellistico impedisce di fare esattamente come nella realtà.

Avevo immaginato un sistema con un elettromagnete che allungasse i ganci in prossimità di curve strette.
Già nell' immaginazione, però, i vari clack degli elettromagneti in curva mi suggerirono che non fosse un buon sistema.

Mi pare che Rivarossi, con Pocher, avessero fatto delle carrozze in cui la traversa di testa coi respingenti ruotava assieme al carrello.
Soluzione decisamente brutta, oggi, ma interessante negli anni '60.

Poi uscirono i ganci corti, una meraviglia di meccanica.
L' amico Piero ne procurò e con la fresina ne applicammo ad alcune carrozze.
Dato che, come buona pratica, avevamo (abbiamo) solo curve realistiche nella parte in vista e curve strette relegate nei punti non in vista, allo scopo di contenere le dimensioni del plastico, coi ganci corti avemmo un ottimo risultato. Oggi solo convogli con ganci corti e sistemi di allontanamento in curva.

Alla fine di tutto questo discorso, ciò che voglio dire è che dobbiamo continuamente migliorarci.
Non dobbiamo inseguire chi non ha spazio o tempo o voglia, ma dobbiamo seguire chi ha voglia di fare, ma soprattutto, di capire.
Poi, quando saranno pronte soluzioni, verranno anche quelli meno attrezzati.

Per chi non ha spazio o tempo o voglia ci saranno sempre difficoltà.
E costoro non sono una razza a parte, siamo tutti noi quando abbiamo un desiderio non realizzabile (uno dei miei è Cervia anni '60).


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: domenica 8 agosto 2021, 13:58 
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Iscritto il: mercoledì 1 febbraio 2006, 12:40
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Località: Bracciano (Roma)
Condivido al 100%. Mai fermarsi!


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: domenica 8 agosto 2021, 18:52 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
Messaggi: 2853
Località: Torino
mca1310 ha scritto:
Ritiro su questo filetto per dire la mia su cosa mi piacerebbe nei modelli di V generazione. Premetto che tutto ciò che é stato detto prima lo condivido in gran parte, a mio avviso sarebbe ora di trovare un sistema pratico e molto meno invadente sul piano visivo dei ganci di accoppiamento tra vagoni e motrici.
E' un po di tempo che mi frulla per la testa una combinazione di soluzioni (il più complicato é assicurare un sicuro accoppiamento in curva ed in salita). L'dea di base sarebbe di togliere via gli attuali nem da sotto cassa e sostituirli con un sistema simile ai ganci realistici ad altezza dei respingenti. Vista la miniaturizzazione, l'ideale sarebbe trovare un sistema meccanismo basato su ottimi magneti ad altezza dei respingenti che si accoppiano con tutta la base del gancio (insomma non stare ad agganciare i due ganci, questi sarebbero già agganciati tra loro, ma piuttosto le loro basi andrebbero ad aderire con magente sulle traverse dei rispettivi vagoni). Poi ovviamente ci vorrebbero dei respingenti con molle e corse adeguate ed infine replicare le condotte pneumatiche anch'esse con sistemi a magnete su entrambi i lati. Il risultato finale sarebbe un accoppiamento visivamente più realistico, quasi respingente contro respingente. Ovviamente le casse in metallo aiuterebbero molto in tal senso.

Non so si é capito ma trovo abbastanza fuori dai tempi (anche se funzionale) gli attuali sistemi di accoppiamento (anche i ganci corti sono visivamente un pugno nell'occhio) quando gli attuali e futuri modelli hanno elevate ricercatezze dei dettagli e prezzi che oramai raggiungono i 100€ per certe carrozze.

Futuristici saluti
Maurizio


Ottimi spunti e idee ma fattibili solo con un plastico con curve e deviate degli scambi prossime a quelle reali portate in 1:87 altrimenti...nun se pole...
Un po di sana lettura delle norme NEM (ma anche un giro con google su argomenti di geometria e trigonometria) e capirai che esistono spanciamento e sopratutto sbandieramento che ti fregano...
però se scopri "l'uovo di Colombo" sarò il primo ad adottarlo. :wink:

Come hanno scritto sopra...Mai fermarsi! :D

Ciao
Despx


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: domenica 8 agosto 2021, 19:48 
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Località: sesto fiorentino
le mie aspirazioni evolutive sono anche rivolte ai carrelli motorizzati,
robusti e grazie alla trasmissione diretta a ingranaggi insistenti sulle ruote
motrici diano una forza diretta in funzione del rapporto degli ingranaggi del motore
con gli ingranaggi delle ruote.

una evoluzione insomma del motore "G" Lima Vicenza, che si era ispirato alla tecnologia Fleish......
senza più dipendere dalla rigida vite senza fine con il volano inerziale.

ma la vite senza fine è utile nei casi che il progettista lo consideri,

ma dovrebbe avere da considerare anche un trasmissione diretta
che il volano fosse già nella forza centrifuga degli ingranaggi
un elasticità che potrebbe tornare opportuna nella gestione degli spazi dei modellini.

i carrelli motorizzati che già esistono non vengono popolarmente utilizzati,
ebbene, segno che ci sono effetti indesiderati.

se sopra le ruote motrici attuali ci deve essere un castelletto di ingranaggi che riceve il movimento da un
albero di trasmissione da un motore altrove installato
perche quello spazio verticale attualmente occupato dagli ingranaggi
non possa essere occupato da un motore opportunamente miniaturizzato
e con le adeguate tecnologie reso robuste a "più ore di regolare servizio"? forza, tutti a studiare e buona fortuna


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2021, 8:34 
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Bella idea il motore sul carrello, come al vero, però ...
Però le leggi della fisica e i desideri dei modellisti quelli sono e quelli restano.

Desisderi del modellista:
- motorizzazione non invadente nella cabina di guida, per poterla rendere veritiera, es. solo con i 428 aerodimanici ci riesci
- forza di trazione elevata, che a volte è pure troppa
- fonzionamento a passo d'uomo in scala, e qui è il difficile, e non sempre con il digitale ci si riesce, se poi in ogni caso paga l'occhio è diverso.

Leggi della fisica e dell'elettrotecnica:
- coppia = potenza / numero di giri ---> con motori così piccoli per avere coppia devi alzare per forza in numero di giri, quindi mettere ingranaggi e viti senza fine
- costruzione del motore, per quella potenza devi dare quelle dimensioni con quei materiali, cioè magneti permanenti.

Il motore G pur avendo poca potenza "tirava" ma a oltre 8 V per via del fatto del suo diametro, a parità di coppia resa un motore elettrico tipico (CC o CA non importa) lo si può costruire in due modi:
- diametro piccolo ma lungo con elevati giri
- diametro grande ma corto con bassi giri.
Poi ci sono i brushless, ma qui andiamo in un altro campo che non sempre risolve. **

Va da se che dalla scala Zero in su il discorso cambia radicalmente, e il problema normalmente non si pone.
Già in scala 0 esistono assi motorizzati singolarmente come al vero, con motore sospeso per il naso nel carrello.


**
Maerklin ci ha provato con il suo motore Sinus, di fatto un trifase sincrono in tecnologia brushless, ma visto che in ogni caso non tutti i problemi visti sopra sono risolti è stato messo da parte.


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2021, 12:02 
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grazie, ma io ci spero, la miniaturizzazione potrà farcela.


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2021, 15:26 
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Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
d.pecchioni ha scritto:
grazie, ma io ci spero, la miniaturizzazione potrà farcela.


Scordalo, meno di così è dura, quello che raccontano i media sui micromotori e sul futuribile è solo roba da laboratorio o uso medicale ... ma se poi devi pagare tu cambi immediatamente idea.
Tanto per far sapere, per produrre quei motori devi allestire locali asettici e climatizzati uguali a quelli dove si producono medicinali, in particolare antibiotici e antivirali, quindi fai te.
Ambienti spesso in assenza di operatore, e se c'è o serve, quando esso entra si cambia prima due volte e in alcuni casi anche della biancheria intima, poi si mette anche quegli scafandri oggi tristemente noti.
Io ho già dato.
Per paragone, una sala operatoria per interveti a cuore e polmoni, è considerata inquinata e sporca ...


Banale esempio: quando vai dal dentista, da decenni, molti utensili della poltrona hanno il motore nell'impugnatura, ma ronza. Ronza perchè fa circa 30000 giri ed è ben più lungo dello spazio dentro le locomotive.


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2021, 19:33 
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ti ringrazio di nuovo per la tua considerazione alla mie aspirazione di Trazione in accazero,
ma terra terra io ambirei a una anziana tecnica fleish.....
poi forse riconsiderata da lima
conosciuta popolarmente come "motore G".
tutto qui.

quando usci la D445 lima con motore G
si potevano fare doppie trazioni con cavetti passanti,
tra le due loco.... carrelli motori in avanti
con pesanti tirate. anche con raggi molto casalinghi e buona pendenza
erano anni 1985 o poco più,
dopo il D345 "motorone" di roco.

quindi la tecnica farmaceutica o nasa non
è coinvolta, ma una semplice applicazione di miniaturizzazione
di quello che già c'è/c'era
solo la volontà di farla e di renderla economicamente fruttifera.
ma si può fare... a tre o cinque poli...
ma forse conviene, come in un passato raccontato: un tanto al chilo, quel che c'è

e poi gli ingranaggi che si sgretolano
torniamo all'ottone
no, noi no! diceva raimondo vianello in tv.

riduciamo l'anello,
rendiamolo efficace e poi starete a vedere.
no, io no
casalinghi tecnici ci potrebbero provare
io no, no

e applicabili su alcuni rotabili in scala, Alcuni, quelli possibili dal progettista
che francamente tra motore, albero di trasnissione, bicchierino, ingranaggi e poi ruote
vale la pena crederci e provare.

io no


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2021, 21:15 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Se la metti su questo piano, tecnologie a parte, è solo una questione di gusti:
- motore sul carrello e niente riproduzione della cabina
- motore al centro cassa e riproduzione della cabina.
La via di mezzo di fatto non c'è, però vallo a spiegare a quelli che vorrebbero il maniglione funzionante in H0 dentro la cabina del 636.

Se sei un amante dei motori tipo G dillo apertamente senza tirare in ballo le tecnologie.
In associazione i patiti del G ci sono: contenti loro, anche se per i miei gusti sono "troppo fanatici".
Per quanto mi riguarda e da elettrotecnico, sono ben felice che il motore tipo G, di qualsiasi produttore, non ci sia più sui trenini. Poi la cabina viene dopo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2021, 22:11 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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Località: Regione FVG
marco_58 ha scritto:
Bella idea il motore sul carrello, come al vero, però ...
Però le leggi della fisica e i desideri dei modellisti quelli sono e quelli restano.

Desisderi del modellista:
- motorizzazione non invadente nella cabina di guida, per poterla rendere veritiera, es. solo con i 428 aerodimanici ci riesci
- forza di trazione elevata, che a volte è pure troppa
- fonzionamento a passo d'uomo in scala, e qui è il difficile, e non sempre con il digitale ci si riesce, se poi in ogni caso paga l'occhio è diverso.

Leggi della fisica e dell'elettrotecnica:
- coppia = potenza / numero di giri ---> con motori così piccoli per avere coppia devi alzare per forza in numero di giri, quindi mettere ingranaggi e viti senza fine
- costruzione del motore, per quella potenza devi dare quelle dimensioni con quei materiali, cioè magneti permanenti.

Il motore G pur avendo poca potenza "tirava" ma a oltre 8 V per via del fatto del suo diametro, a parità di coppia resa un motore elettrico tipico (CC o CA non importa) lo si può costruire in due modi:
- diametro piccolo ma lungo con elevati giri
- diametro grande ma corto con bassi giri.
Poi ci sono i brushless, ma qui andiamo in un altro campo che non sempre risolve. **

Va da se che dalla scala Zero in su il discorso cambia radicalmente, e il problema normalmente non si pone.
Già in scala 0 esistono assi motorizzati singolarmente come al vero, con motore sospeso per il naso nel carrello.


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Maerklin ci ha provato con il suo motore Sinus, di fatto un trifase sincrono in tecnologia brushless, ma visto che in ogni caso non tutti i problemi visti sopra sono risolti è stato messo da parte.

Visto che sei forse il più esperto in materia del forum, sai a naso se convenga più un motore lento con poca demoltiplica o uno veloce ma con demoltiplica più spinta?
Qualcuno dice che la migliore soluzione per non avere un dragster su rotaia sia cambiare non il tipo di motore ma il tipo di trasmissione.
Certo che in questo modo occorre riprogettare tutta la meccanica.


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: martedì 10 agosto 2021, 8:21 
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Iscritto il: mercoledì 7 novembre 2007, 16:03
Messaggi: 1882
Località: sesto fiorentino
l'importante per me è il piacere di parlarne,
partecipare come si fosse di persona nel
club con davanti i binari ed il ticchettio dei cechioni delle carrozze
che orchestrano intorno a noi. in una composizione di carrozze uic x.

tornando alle mie "Trazioni Compatte",
non sono un fanatico del motore G.
ho scritto gustiamoci contenti quello che già c'è

rammento un'altra tipologia di compattezza accazero:
motore sopra due assi e pure con gommatura........

........................................................................loco E626 roco, faustini, milan
qualunque versione
robusta, non perfetta ma adatta a quel tempo:
da allineare nel comportamento sui binari,
ma possibile da migliorare e come spunto per corredare
una risoluzione tecnica dove ce ne fosse bisogno:

nella trazione FS:
trifase
poi CC 3000volt (s)
poi 3000volt ed elettronica
poi trifase ed elettronica e
la Trazione trifase risuscitò più robusta e verstile di prima.
vuoi vedere che il motore "G" ....possa avere qualcos'altro da dire,
dove G non è quello ma il concetto di quello: basta addomestacarlo.

io no, no


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 Oggetto del messaggio: Re: Modelli di IV generazione
MessaggioInviato: martedì 10 agosto 2021, 8:22 
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Nome: Andrea Brogi
Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 15:03
Messaggi: 1111
I modelli di IV generazione non saprei come potranno essere ma i filoni del modellismo di IV generazione sembrano delinearsi abbastanza in due direzioni ben distinte.
Posso fare riferimento a quanto si vede in Italia perché nel nostro paese si notano differenze consistenti di approccio rispetto ad altri paesi.

Due filoni che sembrano emergere sono profondamente diversi e in direzioni divergenti.

Uno segue il basso costo, treni con finiture modellistiche ma con prezzo avvicinabile e i giusti compromessi di accettabilità.
Si tratta di un filone forte, diffuso e sempre in cerca di materiale che segua questa filosofia.
Filone che spesso denigra i modelli più dettagliati e particolareggiati a causa del prezzo constatato come troppo elevato.

Un'altro, al contrario, segue con attenzione e interesse i modelli più rifiniti e dettagliati con funzioni nuove e più completi.
Accetta più o meno bene i prezzi maggiori, talvolta storcendo un po' il naso ma alla fine comprende quel valore
Pochi seguono questo filone ma alcune aziende sembrano interessate a una produzione tesa ad accontentarli (forse è un filone più diffuso fuori dall'Italia? chissà...)
Cosi si vedono spuntare modelli in tirature più limitate di modelli che di serie sono completi di decoder, suono, automatismi delle parti meccaniche (pantografi, ventole, focolari ecc.) e tante illuminazioni indipendenti.

Forse l'idea di IV generazione la possono dare questo ultimo genere di modelli ma allo stato attuale è inevitabile inserirvi anche quei modelli di largo compromesso e basso costo.

Forse è solo una mia elucubrazione ma da quello che posso osservare sembra trasparire proprio questo sdoppiamento.

Poi, come disse il saggio Zen: "...vedremo..."


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