Francamente non condivido tutto quello che dice il commerciante.
Se proprio non gradisce la concorrenza dei privati per l’usato (è la prima volta che sento dire una cosa del genere), può sempre organizzarsi come hanno fatto alcuni suoi colleghi aprendo un’apposita sezione nel suo negozio (anche on line) dove, appunto, gestisce anche l’usato. C’è chi offre anche il servizio di valutare e ritirare intere collezioni, direttamente a domicilio.
I prezzi durante il covid sono aumentati poiché chi importava il prodotto finito dalla Cina, si è visto raddoppiare i costi di trasporto e assicurazione: e questo non vale solo per i produttori di modellini.
Una campagna pubblicitaria di quelle “a martello” continuativa, in TV e altri canali di comunicazione, ha dei costi che i produttori, forse, non sono in grado di sostenere.
Gli start set, alcuni anni fa, erano stati riproposti e si trovavano nei negozi di giocattoli, di modellismo e nei megastore: proprio come ai vecchi tempi. Stessi stampi e meccanica di troppi anni or sono, ma almeno con 70-80 Euro (o 10 Euro una carrozza sfusa), già partivi.
Poi, dopo oltre 30 anni di vuoto industriale, viene rilanciata la scala N italiana: non è anche questa un’iniziativa?
Vorrei inoltre segnalare quanto segue:
Il lavoro che la fondazione FS sta portando avanti, pare proprio essere gradito: solo il museo di Pietrarsa ha superato le 265.000 presenze in un anno e l’Open Day a Milano ha registrato oltre 30.000 presenze. I viaggi che organizzano sono sempre sold out.
E poi:
https://www.lanazione.it/firenze/cosa-fare/firenze-museo-treni-visitatori-d4afc397Numeri incoraggianti che fanno comprendere un ritrovato interesse per treni e ferrovie, e che tra questi numeri sicuramente ci sono giovani che potrebbero avvicinarsi anche al modellismo ferroviario: questo mi porta a pensare che da qui in avanti, la domanda potrebbe in qualche modo rivitalizzarsi.
E se la domanda si riprende, i produttori potrebbero essere più incentivati a nuove iniziative.
Prima di dare tutto per perso, o per morto, diamo anche tempo a queste iniziative di seminare, e vediamo se sarà possibile raccogliere: per quanto mi riguarda, il futuro deve ancora essere scritto.
E se i produttori italiani non saranno capaci di cogliere questi segnali, beh, magari potrebbero pensarci altri.
P.S.
Il Märklin My World in Italia si trova: ne ho regalato uno a mio nipote.