Utente primadonna ha scritto:
Per quanto riguarda la parte reale mi permetto di ricordare l'articolo del compianto Alberto de Santis pubblicato sulla concorrente iTreni nel lontano ottobre 1982. Titolo "Trecentomila pali".
E sul 66 ce n'era uno sulla palificazione per linee secondarie (su cui mi sono basato io per la mia in 1/160). L'autore mi pare fosse G. Boreani.
Utente primadonna ha scritto:
Si può prendere come ottima base per rifarlo o per un aggiornamento che anch'io auspico, sia per il reale che per il modellismo. Forza Tutto Treno!
UP

Aspettiamo un bel monografico (magari con indicazioni anche sulle altre palificazioni in uso "in casa nostra". E non ce n'erano poche...
Naturalmente con una corposa parte sul modellismo, ovvio!
FERROVIANDO ha scritto:
Vero è che posso costruirlo io con del filo di rame che è facilmente modellabile poichè duttile, però che senso ha inserire una zampa da modellare se non si può che realizzare un palo tipo III visto la mensola di serie?
Cmq. mi cimenterò a realizzare un aplo di prova e vedrò cosa riesco a fare.
Io, quando ho fatto qualche "speciale" conto terzi, per le zampette ho usato filo di ottone crudo, più malleabile dell'acciaio e ugualmente robusto.
Con lo stesso materiale mi sto facendo dei pali (ispirati a quelli della Aosta-Prè St. Didier) che riescono pure a funzionare tanto in tiro quanto in spinta. Non ho nulla da nascondere: ho copiato il metodo di sospensione del filo della palificazione tedesca!
