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MessaggioInviato: lunedì 15 settembre 2008, 19:44 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
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Certo, Fabio, che la geometria del tracciato e la posa binari di quella stazione in curva (che si vede in piccola parte nella foto sopra) ricordo ancora che mi ha sbalordito ! Tornerei a rivederlo solo per quella curva... :D


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MessaggioInviato: lunedì 15 settembre 2008, 22:15 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 11:23
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Apprezzo anch'io moltissimo i libri di Lamming, nei contenuti e nella "filosofia" tuttavia vorrei capire nello specifico, se non ho interpretato male il disegno, come fa, nel punto contrassegnato dalla lettera "D", in circa 50 cm, la linea a doppio binario a sottopassare la linea a binario unico che si dirama dalla stazione di testa.
Ciao.


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MessaggioInviato: martedì 16 settembre 2008, 18:45 
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Iscritto il: sabato 6 ottobre 2007, 10:23
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Giovanni.Santangelo ha scritto:
Apprezzo anch'io moltissimo i libri di Lamming, nei contenuti e nella "filosofia" tuttavia vorrei capire nello specifico, se non ho interpretato male il disegno, come fa, nel punto contrassegnato dalla lettera "D", in circa 50 cm, la linea a doppio binario a sottopassare la linea a binario unico che si dirama dalla stazione di testa.
Ciao.

La linea a binario unico che raggiunge la stazione è stata aggiunta in seguito alla realizzazione del Triangolare. In origine la stazione di testa era un vecchio diorama che è stato aggiunto per far sì che l'autore ha poi collocato (non a caso i deviatoi della stazione stessa hanno il motore in vista, a differenza di quelli presenti nel resto del plastico). Per una ragione che ignoro, è nato questo raccordo (in principio il raccordo era un semplice binario morto), comunque sia provvisorio, che in seguito è stato rimosso riportando il Triangolare alla situazione iniziale, con la stazione non collegata.

Il dislivello tra l'inizio e la fine del raccordo è di 70 mm.; trattandosi di un vecchio modello di curva Jouef avente raggio 325 mm. ed essendo tale raccordo una semicirconferenza (forse meno), la livelletta è del 65-70x1000 circa.


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MessaggioInviato: mercoledì 17 settembre 2008, 10:41 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 15:30
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Tz ha scritto:
Certo, Fabio, che la geometria del tracciato e la posa binari di quella stazione in curva (che si vede in piccola parte nella foto sopra) ricordo ancora che mi ha sbalordito ! Tornerei a rivederlo solo per quella curva... :D


Ciao Fausto, Sai cosa? Leggendo il tuo messaggio mi viene in mente quando eri venuto a vedere la mia collezione di "trenini" nella casa dei miei genitori. Ti ricordi era discreta....Se adesso vedi il mio parco attuale di sicuro: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: Tutta la colpa è di Luigi402A

Cmq se vieni di nuovo nel paese dove magiano le rane, fammi sapere, perchè non sono più dalle parti dove eri venuto :wink:

FB


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MessaggioInviato: mercoledì 14 gennaio 2009, 19:35 
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Iscritto il: sabato 6 ottobre 2007, 10:23
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Oggi la giornata di lavoro è stata particolarmente impegnativa quindi ho potuto riesumare dal cassetto alcune stampe con la planimetria del buon vecchio triangulaire di Lamming e mi sono ricordato una frase nell'articolo di Loco Revue in cui veniva presentato: "in scala N, potrebbe uscire qualcosa di sensazionale".

In effetti, mi sono detto, perché non valutare l'ipotesi di impegnare lo spazio di quattro piastrelle da pavimento, l'anta di un armadio, mezza scrivania, uno scaffale un po' sporgente per ricrearlo? Già in H0 le misure sono impressionanti (150 centimetri i due cateti tronchi), in N sarebbe ancora più incredibile: si potrebbe arrivare a 80 centimetri, forse meno. Ho tirato fuori dallo stesso cassetto l'unico catalogo a mia disposizione con binari in N (Roco) per dare un senso all'idea, mantenendo la stessa filosofia di Lamming (curve strette per forza di cosa, ricorso limitatissimo al flessibile). Naturalmente, l'ipotesi Roco tale rimane: appurato che che il "dritto" standard misura 104.2 mm., l'R1 ha raggio 194.6 mm. e l'R2 raggio 228.2 mm., considerando la planimetria del capolavoro lamminghiano, si avrebbe su uno dei due cateti un curvone a 90°, un breve rettilineo (due binari di lunghezza standard) ed un altro curvone a 90°: in sostanza, 664.8 mm. di impegno, considerando l'interasse: volendo, gli 80 centimetri potrebbero scendere a 75. In una valigia, ci sta.
Lo si può portare in vacanza: noi il miniplastico in valigia, loro - le mogli/fidanzate - le carte per ottenere il divorzio.

Naturalmente, sempre oberato dal lavoro, ho anche abbozzato una planimetria, sempre sul modello originale. Nei prossimi giorni spero di riuscire a metterla su carta in maniera più definitiva, perché l'idea mi sta davvero tentando (in realtà in precedenza non ho mai considerato più di tanto la N, poi la meraviglia di Renato Lolla mi ha fatto ricredere su questa scala). Le uniche differenze, rispetto al plastico di Lamming, sarebbero un leggero spostamento della stazione di testa di alcuni centimetri verso il centro del "cateto" su cui è disposta, l'aggiunta di due deviatoi che consentano ad una locomotiva giunta sul binario 2 della stazione stessa di essere sganciata, tornare in coda passando per il binario 1, riagganciandosi al treno: in effetti, l'originale di Lamming consente soltanto regressi per tornare sulla linea principale (di corsa), oppure il cambio loco.

Le due linee che invece si diramano lungo la "ipotenusa", anziché essere a doppio binario sarebbero a singolo (anche se in realtà le eliminerei del tutto, almeno una), e la diramazione per la stazione non partirebbe dalla linea principale bensì dalla linea a singolo binario precedentemente menzionata. Inoltre, sarebbe auspicabile infilarci dentro anche una piattaforma, per girare le locomotive nel caso in cui si scelga il vapore (l'originale di Lamming era negli anni '30, quindi...).

A occhio tutto ciò sarebbe fattibile anche in H0e, riducendo le dimensioni dell'originale e avendo due cateti di lunghezza non superiore al metro, anche se probabilmente perderebbe molto perché a memoria non ricordo linee a scartamento ridotto a doppio binario, e a singolo binario si perderebbe comunque la possibilità data dal triangulaire di avere in poco spazio treni che corrono e si incrociano (mentre ci si dedica a manovre tra la stazione e il piccolo deposito).

Ovvio, non è un'idea adattabile a un plastico che voglia rappresentare uno scorcio della Direttissima, però nel caso in cui si abbiano problemi di spazio, nel senso di non averne proprio di spazio, e si voglia aprire un mobile a saracinesca e godersi lo spettacolo della ferrovia in miniatura...


Ciao, G.


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 Oggetto del messaggio: Re: Reseau triangulaire di Lamming / plastico Villemomble
MessaggioInviato: giovedì 3 marzo 2011, 20:15 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 15:30
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Ciao a tutti, la miniera del plastico di Villemomble è oggi un souvenir perchè non esiste più. Bye.


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 Oggetto del messaggio: Re: Reseau triangulaire di Lamming / plastico Villemomble
MessaggioInviato: giovedì 30 agosto 2012, 17:51 
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Iscritto il: giovedì 21 giugno 2012, 14:23
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Località: Massa Finalese (MO)
Da quanto apprendo in rete, il plastico del club di Villemomble verrà smantellato, a causa dell'ordine di liberare i locali (non ricordo bene i motivi, il mio francese è scarsino e, se lo devo dire mi è venuto un po' di magone nell'apprendere la notizia :(). Da quel che ho capito il plastico non può essere conservato in quanto non è smontabile. I soci scrivevano (sul forum di Loco Revue) che avranno a disposizione un locale più ampio, e questo, in parte leniva il loro dispiacere...

Come tutti voi, "Ferromodellismo", che è il primo libro ferroviario che ebbi, l'ho consumato a forza di sognarci sopra...


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