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 Oggetto del messaggio: Ultimo numero di TTM
MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 12:00 
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Iscritto il: mercoledì 5 dicembre 2007, 14:37
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Ciao a tutti!
Ho letto l'articolo sul plastico del Cadore sull'ultimo numero di TTM. Molto bello, tra l'altro mi ha interessato l'inserimento della piccola stazione delle Ferrovie delle Dolomiti (anche perchè presa a sè potrebbe essere un piccolo plastico da scaffale). L'unica cosa è che nell'articolo non si parla del..movimento. Che treni farci girare?


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 12:09 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
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Sicuro? Hai letto anche l'ultimo paragrafo (che s'intitola, appunto, il traffico)?


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 14:58 
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Iscritto il: mercoledì 24 gennaio 2007, 11:50
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Località: Venezia
Come c'è scritto nell'articolo: di tutto! Dalle 740 con vecchie carrozze in castano/isabella ai navettoni con D445 e carrozze MDVC, passando per le D342 con carrozze in tuttocastano (e poi D 343 e 345 col grigio ardesia), le ALn 772 e 668 e addirittura il TEE Breda deteeinato... è persino uno dei pochi casi in cui puoi ambientare un treno di carrozze letto e cuccette su una secondaria!


Ciao
Andy :)


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 15:40 
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Iscritto il: mercoledì 5 dicembre 2007, 14:37
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Qui pro quo. Io non intendevo il traffico sulla parte FS, ma sulla rete a scartamento ridotto, cioè sul treno di Cortina. :oops:


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 16:42 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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Ovviamente quelli SFD. Da autocostruirsi...


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 17:05 
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Nome: Alessandro Rizzello
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 15:50
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Ci sono anche alcuni modelli artigianali (Piranese, Model71, Bayard)... :D
Io "consiglio" l'autocostruzione!
Per il traffico, quasi solo passeggeri almeno negli ultimi anni, le composizioni erano a volte anche robuste (3-4 pezzi: elettromotrice, due vetture a carrelli, bagagliaio a due assi).
Molto interessanti le manovre di inversione ai terminali, in quanto il regolamento d'esercizio prescriveva che i convogli fossero composti da materiale di massa decrescente via via che si allontana dalla motrice.
Quindi le manovre per riportare in coda il tipico bagaglietto biassale erano piuttosto complicate.
Vi erano anche moderni elettrotreni articolati, e pure treni "diretti" in orario...
cfr. orari

http://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?t=31933

(grazie ad Omnibus)

ciao
Alessandro


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 22:58 
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Iscritto il: lunedì 17 dicembre 2007, 17:08
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Senza procedere ad una autocostruzione integrale, secondo voi, gli elettrotreni piu' recenti come questo:

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Ferri ... lomiti.jpg

potrebbero essere ottenuti modificando e ricolorando i tram Roco o Lima o dico una solenne vaccata ?
Certo sono meno affascinanti ...


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 11:02 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
Messaggi: 2857
Località: Roma
La seconda che hai detto. :lol: :lol: :lol:


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 12:10 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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andrea (valpambiana) ha scritto:
La seconda che hai detto. :lol: :lol: :lol:


Senza polemica, ma allora non è un po un sognare ad occhi aperti il pubblicare un articolo su un impianto per un plastico dove non ci sono in giro, commercialmente parlando, i rotabili adatti a circolare? Certo, a meno che ci si rivolga ad un gioielliere artigiano...


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 12:25 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
Messaggi: 6798
Località: Regione FVG
Un po' di manualità e una meccanica H0m a carrelli e si può ricavare qualcosa che somigli al locomotorino SFD: era praticamente disegnato a linee rette o poco via! Carri e carrozze si possono elaborare da Bemo o Tillig. Basterebbe avere il librone di Gaspari.


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 12:36 
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Nome: Alessandro Rizzello
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 15:50
Messaggi: 1563
Località: Pistoia
Altrimenti ti procuri una ABe 4/4 del Bernina di Bemo (non sempre hanno prezzi impossibili; ne ho comprata una su e b a y . de a 151 Euro) e con poche modifiche può assomigliare decentemente ad una motrice anni '30 delle nostre ferrovie in concessione.
E' chiaro che per una riproduzione esatta e realistica, o si autocostruisce o si comprano i modelli "da gioielleria".....
Tuttavia credo che il progetto di plastico debba costituire uno spunto, anche per altre ambientazioni, o per un free-lance, non è mica che per forza si deve fare pari-pari quanto proposto dagli Autori... o no?

PS: il librone di Gaspari si trova ancora....

Ciao
Alessandro


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 13:12 
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Per l'appunto: anzitutto i nostri sono soltanto spunti. Poi il "core business" dell'impianto mi sembrava abbastanza chiaro che fosse la parte a scartamento ordinario. Mi pare anche di avere scritto che, ipoteticamente, se si volesse, si potrebbe anche riprodurre il piazzale della SFD.
Ciò non toglie che se uno si mette d'impegno...
Mi piace ricordare che su H0 Rivarossi, nei primi anni '60 ci fu un articolo nel quale un bravo modellista, in assenza di meccanica a scartamento ridotto, descriveva la riproduzione dei modelli SFD usando la meccanica a scartamento normale Rivarossi, facendolo in scala più grande, circa 1/64. Rammento che i modelli erano fatti, per l'epoca, benissimo. Io, oltre a sognarci sopra ore ed ore (era riprodotta anche la stazioncina di Nebbiù), rifeci, ad imitazione, la cassa di un locomotore in azzurro e bianco, con la striscia blu e i numeri di servizio in filo di rame. Avevo otto/dieci anni...


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 13:29 
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andrea (valpambiana) ha scritto:
La seconda che hai detto. :lol: :lol: :lol:


mah, ... eppure io, che non starei a contare i chiodi su una ferrovia scomparsa 40 anni fa, piuttosto che niente ... magari ricostruendo le porte di accesso ...
Anche modificando le Bemo ci avviciniamo soltanto.

Immagine

Quei modelli di cui parli erano fatti adirittura in legno di balsa o ricordo male? dovrei andare a rivedere i vecchi numeri di HORivarossi...


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 13:50 
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No, ricordi bene.
Anche io sono d'accordo che non bisogna contare i chiodi. Tuttavia penso che i tram Lima non siano tanto adatti in quanto sono monodirezionali ed hanno, conseguentemente, le porte da una parte sola.
Io ho acquistato, nel tempo, materiale bidirezionale da trasformare eventualmente in elettromotrici ferro-tranviarie. Il materiale Roco poi lo trovo un po' troppo costoso per azzardare qualche elaborazione. E così siamo alle solite...In America si trovano locomotive da un dollaro e mezzo (io le ho viste!), in Italia solo modelli raffinati per tasche abbienti... :(


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MessaggioInviato: martedì 16 dicembre 2008, 14:15 
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Iscritto il: lunedì 17 dicembre 2007, 17:08
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Località: Sesto S. Giovanni e Milano
Tutto vero, in effetti. ( anche elaborare i Bemo comunque ... brrr! )

Io un tram Roco a buon prezzo su e-bay.de l'ho trovato, ma va a fortuna e pazienza ...

P.S. solo per Andrea
Gia' che ho buona memoria, ma sei sicuro della stazione di Nebbiu' ? io ricordo solo una stazioncina con davanti un piccolo "loco diesel americano" di quelli fantasiosi della RR, e non mi sembrava una ambientazione da Cadore ...


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