ansaldobreda ha scritto:
In fondo quello che consideriamo adesso fermodellismo, è in parte eredità del vecchio concetto del treno giocattolo,semplicemente evolutosi come complessità. Gli spazi carenti hanno contribuito a penalizzarlo, la crisi è sopratutto concettuale, e la situazione attuale potrebbe solo dargli il colpo di grazia.
Il prezzo elevato dei modelli serve proprio come deterrente nettissimo a differenziare il giocattolo dal modellismo. Cioè a marcare decisamente ciò che è da bambini con ciò che è da adulti. Purtroppo questo è vero non solo nel fermodellismo ma anche in altri settori del modellismo.
Il fermodellismo ha certamente dei costi di produzione elevati. Faccio notare che il costo elevato di una locomotiva "commerciale", cioè prodotta industrialmente, è nella meccanica (motorizzazione e trasmissione).
Altro aspetto che è utile a marcare bene la differenza fra la logica giocattolesca (il bambino) e modellistica (l'adulto) è nella realizzazione dei plastici. Questo perchè un bambino non ha potenzialmente i mezzi e le capacità per realizzare dei plastici.
Tuttavia questi "alibi" socio-intellettuali sono un fardello che il fermodellismo deve lasciarsi alle spalle se vuole sopravvivere.
Prima di tutto perchè non è sbagliato giocare con i trenini, quale età si abbia. Giocare non è sbagliato proprio, anzi... chi non sa giocare da adulto è potenzialmente predisposto a problemi grossi di ordine psicologico. Naturalmente per gioco intendo quello fine a se stesso: è escluso il gioco d'azzardo o eventuali aspetti professionistici.
Accettando che sia lecito, anzi, faccia bene giocare con i trenini anche da adulti, occorre riflettere cosa cambia il farlo con un modello da 40 o da 400 euro. Eppure se un fermodellista viene preso in giro per il suo hobby, ancora oggi la prima risposta a sua difesa è il prezzo dei suoi modelli...
Inoltre, sul discorso dei plastici, non è vero che un ragazzino non è potenzialmente capace (qualora sia seguito e incoraggiato) a realizzare dei buoni lavori. Certo non mi sento di dare ad un ragazzino un trapano a percussione o un seghetto alternativo, ma ciò non significa che egli non sia capace se aiutato da un genitore. Per questo fatto, fare il plastico insieme ai propri figli è una esperienza educativa molto importante, a prescindere poi dalla valenza modellistica del risultato.
Occorre lavorare affinchè il fermodellismo plasticistico sia percepito come accessibile e alla portata di chi si vuole impegnare.
La crisi economica è un fatto recente ma le difficoltà del nostro hobby sono quelle di sempre.