archeofer ha scritto:
Cita:
Non conveniva scendere in recupero se eri con un treno pesante, per evitare di superare la potenza massima
Domanda: anche perchè altrimenti dovevi stare attento a non scendere sotto la velocità fissa per non dover andare fuori trazione e poi tornare in trazione/frenatura ogni volta?
Poi credo che il modo di guida degli ultimi tempi fosse più spiccio che nel passato. Ho letto che era ormai consuetudine viaggiare di reostato a velocità intermedie, quindi probabilmente anche nella frenatura in discesa coi merci pesanti le abitudini erano già cambiate.
Non preoccuparti per la quantità d'acqua, dovrei trovarla anch'io sui libri.
Cosa sai dirmi sull'interruttore a bagno d'olio?
Grazie ancora.
Dunque, non era conveniente mantenere inserita la macchina se questa non era in grado di mantenere la velocità. Conveniva disinserire e agire normalmente con il freno. Ne guadagnavano anche i cuscinetti di biella che evitavano di lavorare continamente sotto sforzo.
Io, per quei pochi mesi che le ho adoperate, non ho mai utilizzato il reostato, al difuori degli avviamenti o per compensare le doppie trazioni a diametro ruote differente.Non mi risulta che fosse una prassi. Ultimamente quelle macchine erano molto trascrate nella menutenzione. Le 432 erano limitate a 75, per non caricare troppo le bielle.
Ho trovato quel po' di documentazione che avevo, che riguarda solo la 554. Il cassone del reostato conteneva 3000 litri di acqua.
L'interruttore a olio, dalla complessa meccanica di azionamento, aveva la fnzione di:
- Inserire i motori
- invertire le fasi per ottenere l'inversione di marcia
- proteggere i motori dalle sovracorrenti
Consisteva in una scatolone metallico con 4 candeloni (contatti fissi) immersi in olio isolante. La parte mobile consisteva di un sistema a bilanciere che permetteva la chiusura dei contatti, azionato da una elettrovalvola che comandava l'aria in un cilindro che muoveva in verticale i contatti mobili. Quando l'ev era eccitata, i motori erano disposti per la trazione, ev diseccitata, avveniva l'aperture e la disinsezione. A contatti chiusi, se il dispositivo di controllo della corrente ai motori, rilevava una corrente maggiore, interveniva su un arpionismo che sganciava velocemente i contatti anche con ev eccitata. Per cui, in caso di intervento, per il riarmo si era obbligati a disinserire prima il circuito di trazione (disecc. dell'ev).
Per l'inversione di marcia, c'erano due ev, una per l'avanti e una per l'indietro. L'inverione avveniva per la rotazione a 90° della piastra dei contatti mobili. Dei 4 contatti, due erano collegati ai motori e due erano collegati alla linea proveniente dai sezionatori. La cassa era ispezionabile (raccomandabile) e poter accedere, occorreva la chiave di blocco. Era prevista anche la manovra manuale di chisura ed inversione, tramite una maniglia.
Spero di essere stato esauriente e chiaro.
Ciao