ste.klausen21 ha scritto:
ciao sincrono,
ti espimo ammirazione, sia per i racconti, sia ... per essere salito su una trifase !
Qualche anno fà ho avuto occasione di andare al Museo Ferroviario di Savigliano e sono salito su una E554.
Glomm !
Seduto sul motore, col combinatore motori dietro la schiena ed i conduttori di fase che passano a pochi centimetri sulla testa (pur se protetti da tubi metallici) !!!
Se ci fosse stata tensione, non sarei stato a mio agio !
Immagino fosse scomodo guidare in queste condizioni.
Facevano caldo i motori durante il viaggio ?
In caso di sovratensioni, c' era uno scaricatore ?
Erano affidabili le locomotive trifasi ?
Quali erano i guasti più comuni ?
Poi sono salito su una vicina E626.
Sembrava una locomotiva di un' altra era ! Era evidente la sepazione fra la parte elettrica e la zona guida.
Scusa la mitragliata di domande.
Stefano Minghetti
Allora hai visto e ti sei reso conto di come si lavorava. Devo dire che, sin da bambino, quando mi portavano in stazione a vedere i treni, provavo una specie di timore reverenziale quando vedevo arrivare una locomotiva. Allora a Torino, ti parlo del 53'-54', vedevi le 685 che andavano e venivano da Milano, le trifasi che coprivano tutte le altre linee. Ebbene, guardavo di buon occhio le locomotive a vapore, forse perchè dimostravano di avere un cuore pulsante e rumoroso e sentivo una specie di paura, quando, in silenzio, vedevo le bielle di una trifase che si muovevano silenziosamente all'avviamento. Una volta fui notato da un macchinista che mi vide con gli occhi sgranati e mi invitò a salire a bordo. Era proprio una 432 e mi rimase impresso persino il numero, la 014 ( macchina che poi utilizzai da macchinista, guarda il caso). Fui impressionato dalla presenza i quei 2 grossi gusci che imperavano nella cabina. Il macchinista, molto gentilmente, mi spiegò che quelli erano i motori e mi fece vedere un sacco di altra roba, cassette, maniglie, etc...
Forse fù in quell'occasione che rimasi contagiato...
Torniamo a noi.
I motori, riscaldavano ma non davano fastidio. Dopo una tirata, se ci appoggiavi la mano sopra, erano solo tiepidi.
Scaricatori , si, c'erano, però mi sembra che ci fossero anche delle spirali di impedenza. Fortunatamente, con la trif. non ho mai preso fulmini.
I guasti alla parte elettrica erano rarissimi e riguardavano normalmente, l'interruttore/invertitore che non si disponeva, così anche il controller. Il tutto era anche manovrabile manualmente, per cui nessun problema. Bisognafa solo fare attenzione e segnalare immediatamente i riscaldi che si potevano riscontrare ai contatti dei due organi.
Motopompe ce ne erano 2 e tutte le apparecchiature erano azionate da affidabili motori ad induzione quindi, a meno di un guasto meccanico ai compressori o ai ventilatori dei motori, si andava sempre. I guasti più comuni, interessavano le parti meccaniche: cuscinetti, battiti, riscaldi anormali, che in certi casi imponevano l'arresto del mezzo ( riscaldo cuscinetti della parte centrale dei bielloni). Rottura pantografi, questo avveniva specie in inverno, col ghiaccio sul filo. Ma questo succede anche con la continua!
Ciao