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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: mercoledì 25 agosto 2010, 11:43 
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Iscritto il: martedì 18 dicembre 2007, 11:42
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Avevo sentito di questo difetto degli alberi di trasmissione, ho sentito di un caso in una galleria nei pressi di Firenze dove le pietre alzate dalla caduta dell'albero ruppero alcuni finestrini, per fortuna nessun passeggero rimase colpito dai detriti. Da quanto ne so tutti gli ETR 460-480 e quindi 485 sono rientrati in officina a Savigliano per la soluzione del problema agli alberi, se poi effettivamente risolto questo non lo so. Tuttavia questa cosa di far passare per ubriachi i macchinisti proprio non mi piace, l'incidente di Piacenza non è una strage del Sabato sera.....


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: mercoledì 25 agosto 2010, 11:58 
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Iscritto il: sabato 10 luglio 2010, 21:29
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Eurostar ha scritto:
Avevo sentito di questo difetto degli alberi di trasmissione, ho sentito di un caso in una galleria nei pressi di Firenze dove le pietre alzate dalla caduta dell'albero ruppero alcuni finestrini, per fortuna nessun passeggero rimase colpito dai detriti. Da quanto ne so tutti gli ETR 460-480 e quindi 485 sono rientrati in officina a Savigliano per la soluzione del problema agli alberi, se poi effettivamente risolto questo non lo so. Tuttavia questa cosa di far passare per ubriachi i macchinisti proprio non mi piace, l'incidente di Piacenza non è una strage del Sabato sera.....


Leggi qui.


http://www.ancorainmarcia.it/aim/inizia ... dolino.php

Forse potrebbero risolverlo interponendo, come fu fatto per il 450, un giunto fusibile alla flangia albero-ponte. Al 450 non si rompevano gli alberi, più corti, però si verificavano delle rotture di denti degli ingranaggi del ponte in seguito a delle perdite di commutazione dei choppers. Con quell'aggiunta, non si ruppero più.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: giovedì 26 agosto 2010, 10:39 
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Località: Piossasco (TO)
Leggendo questi articoli sembra proprio che gli ETR 460/480/485 abbiano davvero tanti problemi. Avevo letto che il problema della rottura degli alberi era stata risolta "ingabbiando" l'albero stesso in modo che non possa cadere a terra provocando il possibile deragliamento del treno, un pò come se io ho un tubo che perde e sotto ci metto un secchio.
Mi dispiace che nessuno si prenda la briga di risolvere seriamente questi problemi, qualche guaio a mezzi di nuova generazione è inevitabile, ma speravo che nell'industria ferroviaria e nel gruppo trenitalia ci fosse ancora qualcuno competente in grado e con la voglia di creare mezzi di trazione eccellenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: giovedì 26 agosto 2010, 11:22 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 10:02
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Eurostar ha scritto:
... ma speravo che nell'industria ferroviaria e nel gruppo trenitalia ci fosse ancora qualcuno competente in grado e con la voglia di creare mezzi di trazione eccellenti.


Eh già, se ci fossero non ci sarebbero file di macchine ancora valide accantonate con la scusa dei ricambi o della contrazione del traffico e altre che "viaggiano" con mille limitazioni...

:roll:


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: venerdì 27 agosto 2010, 18:14 
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Iscritto il: giovedì 9 marzo 2006, 17:46
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Cita:
un pò come se io ho un tubo che perde e sotto ci metto un secchio.


Un sistema del genere l'hanno adottato su molte, non tutte, ALn668 dopo alcuni casi a distanza di breve tempo di caduta del motore.
In più è stata aggiunta una lastra di ferro sotto il pavimento, in corrispondenza della frizione. C'è stato un incidente mortale dovuto alla centrifugazione dei dischi della frizione che sono entrati nel pavimento e hanno ferito un passeggero alle gambe.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: venerdì 27 agosto 2010, 21:26 
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Iscritto il: sabato 10 luglio 2010, 21:29
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La gabbietta di contenimento, non serve a un tubo, difatti lo si è constatato. Avevo avuto modo di vedere il primo albero rotto, perso nella stazione di Trofarello una Domenica mattina.
Nel punto di attacco alla flangia, dove l'albero è in metallo pieno e un poco più ridotto di diametro, era ritorno come un bastoncino di liquirizia morbida. La violenza dell'urto doveva essere stata enorme. Nessuna gabbietta resisterebbe.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: mercoledì 1 settembre 2010, 13:07 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
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Località: Ovunque, in sella alla vespa...
Ottima progettazione il cambio delle 668! Ma che razza di motore può sparare la frizione attraverso il piano di calpestio?!?
Tornando a piacenza, per come la so io si sarebbe trattato di un difetto di progettazione di alcuni elementi delle sospensioni.
Infatti sarebbero stati modificati.
Sempre secondo la leggenda (che va presa per quello che è), si sarebbe svolta a roma una concitata e fluviale riunione al termine della quale si decise di scaricare tutta la colpa sulle buone anime dei macchinisti.
Conoscendo la politica aziendale di prendi-taglia, non mi stupirebbe se tutto questo fosse vero.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: lunedì 13 settembre 2010, 11:16 
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Località: Piossasco (TO)
Ciao sincrono, a proposito di brutte avventure, leggo spesso su viaggiatreno di ritardi a causa dell'investimento di persone.
A te è mai capitato? Per un macchinista ,dopo tanti anni di servizio, risulta essere una cosa a cui si è abituati oppure sono eventi a cui non ci si abitua e lasciano comunque il segno ogni volta?


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: lunedì 13 settembre 2010, 11:27 
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Messaggi: 284
Eurostar ha scritto:
Ciao sincrono, a proposito di brutte avventure, leggo spesso su viaggiatreno di ritardi a causa dell'investimento di persone.
A te è mai capitato? Per un macchinista ,dopo tanti anni di servizio, risulta essere una cosa a cui si è abituati oppure sono eventi a cui non ci si abitua e lasciano comunque il segno ogni volta?


E' molto difficile che uno riesca a terminare la propria carriera senza inconvenienti tipo quelli che hai citato. Poi dipende dal carattere della persona. Conosco un ex collega che dopo un investimento, non volle più viaggiare e fu assegnato ad altri servizi. Altri che ne hanno collezionato un certo numero, senza scomporsi. Anche a me è capitato, purtroppo. E' una esperienza traumatica che lascia il segno, la superi ma non dimentichi. Chissà il poveretto che nei pressi di Barcellona ha dovuto essere attore involontario di quel massacro. C'è da andare fuori di testa!


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 Oggetto del messaggio: Re: Una brutta avventura con il 646
MessaggioInviato: lunedì 13 settembre 2010, 11:33 
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Località: Piossasco (TO)
Capisco, certi lavori comportano anche questo.....Putroppo in quel caso secondo me l'incoscienza delle persone che hanno attraversato i binari è stata davvero tanta, così ci mette a repentaglio la propria vita (e fino qui ognuno e libero di fare ciò che vuole) e si rischia di rovinarla agli altri ( e qui invece non va bene).


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