|
Silversutter,
ho visto la foto della cabina, e lì ci sono stato durante la sosta a Firenze smn del treno durante l'ultimo viaggio ...destinazione Venezia,
mi sono potuto rendere conto della visibilità della linea da parte dei macchinisti e chissà che difficoltà avranno avuto in caso di velocità con grandi acquazzoni dove il tetto antistante i finestrini faceva da bacino di raccolta e la velocità spingeva anche quell'acqua verso i poveri tergichristalli.
sono potuto rimanere lì alcuni istanti, durante il cambio banco, con il capotreno che "aveva capito tutto" e forse mi "scambiava" per un addetto.......
mentre emozionato pensavo a quell'ultimo viaggio, con qualcosa in gola e un pò di occhi lucidi, scesi gli scalini e li vidi consunti, "concavi" nelle pedata, nella bordatura degli spigoli di alluminio per antiscivolo .....
quegli scalini erano quelli del personale di servizio e manutenzione, non dei passeggeri, quindi un consumo solo di servizio.....e quello era il segno che di servizio ne era stato fatto tanto, quindi ci si poteva rassegnare al pensionamento di quel treno.
quella inea cicciona, l'ho sempre gradita poco, io preferivo il "muso di vipera" moderno, sobrio nelle linee, aggressivo "sportivo", ma devo dire che il fascino del lusso e di ciò che roteava intorno all'etr 300 influenzava il mito anche in me.
Cenno di ringraziamento e di intesa al capotreno che teneva d'occhio l'incarrozzamento dei passeggeri e dei fotografi/giornalisti.... .....a proposito, nella mia solitaria, pacifica, esclusiva visita ero continuamente intento a scansare le testate di un appassionato romano, biondo con i capelli a spazzola che con la sua macchina fotografica non aveva pace ad andare in su e giù sugli scalini e come a cottimo a scattare foto ovunque ...a testa bassa....per fortuna riuscii a scansare le cornate, ma mi faceva piacere vederlo, che passione!.
sceso, riti di partenza, il treno struscia e mentre la cabina dietro si allontana dalla pensilina fiorentina io sento gli occhi "bagnati"........cia "300", il muso, come di balena sorridente con le gote ciccione e la bocca che mi lancia un bacetto, mi saluta, e ringrazio di aver vissuto quell'occasione.
grazie settebello, grazie capotreno.
Daniele Pecchioni
|