Mi permetto di intervenire in questa discussione, visto che si parla anche di narrow gauge (via estrecha, trocha angosta) latinoamericano, per mostrarvi qualche modesta immagine delle ferrovie dell'Ecuador, che dopo anni d'incuria oggi sono in via di ricostruzione (per ora solo alcuni tratti isolati) a scopi turistici. Lo scartamento è un
unicum in America latina: 1067 mm.
Ecco la locomotiva n° 17 (potremmo definirla "accantonata atta al servizio"), ridipinta in uno sgargiante rosso, ad uso dei turisti. Ricorderete una locomotiva analoga mentre sbuffava sulle rampe della "nariz del diablo" in uno spot Nescafè degli anni '80... Macchine come queste erano adibite al traino dei treni da Bucay, sede di un importante deposito ai piedi delle Ande, fino a Quito e oltre, verso Ibarra, sull'impervio tratto montano della dorsale ecuadoriana; da Duran (sull'estuario del rio Guayas, presso il porto di Guayaquil) a Bucay, sul tratto iniziale pianeggiante , si impiegavano invece delle Mogul più piccole ma più veloci.
Qui siamo nella stazione di Quito Chimbacalle, ex scalo principale della capitale (2800 m sul mare) e oggi piccolo museo:

Una carrozza a cassa in legno restaurata recentemente per essere impiegata in composizione ai treni turistici (attualmente in trazione diesel):

Una panoramica più allargata sulla stazione Chimbacalle, che è posta su una racchetta di circa 50 m di raggio; l'intera rete dell'Ecuador è caratterizzata da raggi di curvatura molto stretti e da un ampio uso di racchette e triangoli, talvolta combinati, in corrispondenza di ogni stazione di una certa importanza.

Piccolo dettaglio: ho visitato il museo (niente di che, una locomotiva, alcuni carri, una carrozza, un'esposizione di oggettistica...) ma non ho potuto viaggiare sul treno, perché prenotare un'escursione ferroviaria con base a Quito è un'impresa titanica: già tutto esaurito con settimane d'anticipo e un call-center che non risponde mai...
Le foto sono ottobre 2011.
Ciao
Andy