FERROVIANDO ha scritto:
Non è questione di pressapochismo, il sistema funziona, però occorre una precisa gestione sincronizzata dei compressori, nell'industria si può fare, sui treni è di fatto non ottenibile. Poi ogni tecnologia o soluzione adottata è frutto delle conosceze dell'epoca della sua messa in opera. Basta fare mente locale alle prime locomotive elettriche, oltre al compressore elettrico c'era enche quello meccanico derivato dal movimento delle ruote, poi si è capito che non serviva a niente, ovvero funzionava solo se la macchina marciava ad una velocità minima, e la munutenzione richiesta non ne giustificava l'esistenza.
Nell'industria non lo si fa più perchè richiede un'onerosa manutenzione di alcune fondamentali apaprecchiature, che se non funzionano correttamnte portano all'esplosione delle testate dei compressori a pistoni. In ogni caso con l'avvento dei compressori a vite di elevata potenza, che sono pure ben più silenziosi di quelli a pistoni, non è più necessario avere tante macchine in parallelo per avere grande produzione di aria compressa.
Di fatto oggi si mettono in parallelo i vari circuiti a valle di serbatoi primari di compensazione, con due banali valvole di non ritorno a valle e monte del serbatoio si risolve il problema.