Mi pare che il sottotitolo chiarisse esplicitamente l'oggetto dell'articolo... E per il corpo dell'articolo stesso, una banale descrizione sarebbe forse stata troppo striminzita ed asettica, ho voluto tentare raccontando una storiella che potesse aiutare ad immergersi nell'atmosfera (oltre a dare un'idea per le possibili manovre che potrebbero essere fatte)...
E' chiaro e banale che sarebbe necessaria un'intera collana di volumi per concludere in modo definitivo l'argomento "Raccordi a Torino", come è chiaro e banale che sia praticamente impossibile riprodurre su una mensola da poco più di un metro e venticinque per venticinque un qualsiasi raccordo reale dell'area torinese, e che quindi quello presentato è un progetto di fantasia!
Le didascalie non le preparo io, speravo che chi le prepara (chi sarà mai!) rimediasse, non avevo voglia di rompergli i maroni per una didascalia (e comunque, ci sono le piccole differenze! Paradossalmente è più completa la didascalia che il pezzo nell'articolo (leggi: il pezzo nell'articolo è stato ridotto per motivi di spazio)).
Sulla lunghezza dell'articolo non si poteva far di più, per motivi che non è necessario riportare, il mio articoletto è dovuto dimagrire ad una pagina sola (a momenti dovevamo soppesare ogni virgola per farcelo stare)! Doveva essere accoppiato ad un fratellino, ma quest'ultimo è andato nella coda di pubblicazione: chissà mai, un giorno vedrà la luce!
Comunque, ho già completato il prossimo articolo per il numero di Marzo, e sarà ben più corposo di questo (forse troppo

!), se tutto va come deve andare...