Daniele, se sei padrone dei principi di automazione e delle sue logiche, il digitale diventa poco più di una passeggiata.
Considera che per ogni tratta che necessità di rampe di acc. e decel, devi fare un regolatore apposito (ma che non ti garantisce l'arresto puntuale di tutti treni, e non gestisce la velocità diversa di ogni locomotiva); il regolatore devi pilotarlo con tutta la logica del caso, che deve discriminare il senso di marcia.
Devi costruire tutta la logica di interblocco tra le varie sezioni del tracciato tenedo conto anche delle posizioni degli scambi: di fatto impedire corti circuiti sull'alimentazione dei binari.
Per fare le manovre in stazione, diventa anche necessario commutare tutta la stazione su un solo alimentatore, bloccando entrata e uscita dei treni dalla linea.
In spazi così brevi diventa importante la lunghezza del treno, devi tenere conto del passo elettrico di ogni rotabile (locomotiva e veicolo anche solo predisposto per l'illuminazione) e del treno intero.
Un alimentatore in PWM lo lascieri perdere, a meno che non sia da solo e che usi locomotive prima degli anni '90. Da lì in avanti danno fastidio solo i ciruiti antidisturbo (eliminarli?) e non funzionano correttamente le illuminazioni. Poi per essere efficace, e silenzioso, dovresti individuare la frequenza migliore per ogni motore.
Con due, o più, diventa più complicato, perchè l'oscillatore pilota deve essere uno solo: l'onda quadra di ogni sezione di binario deve essere per forza in fase con le altre.
Devi stare attento alle masse, magari lavorare con tensione duale, ma non devi tenere fermo il motore inviando le due semionde a pari ampiezza, ecc..
Né vale la pena?
Considerando che un software lo modifichi come e quando ti pare. In ogni caso la parte indispensabile dei cablaggi e dei sezionamenti devi farla, quindi l'uso del saldatore non lo molli.
E se un domani ti viene voglia del sound? e degli effetti speciali
Tutti gli altri accessori non ferroviari del plastico, sono poi una cosa diversa e indipedente.