Non mi convince per nulla.
Scusa la franchezza, ma un plastico del genere si rivelerà essere un ingombrante coso costoso, inutilizzabile, e poco divertente.
Ok, messa giù così, è un po' dura, lo riconosco, ma i limiti sono evidenti. Se avrai la pazienza di leggere più in giù ti darò alcuni consigli per migliorare le cose.
Perdona l'elenco puntato, che non è per nulla simpatico, ma aiuta a far chiarezza.
1) Innanzitutto la cosa che salta all'occhio è che buona parte dell'impianto, a meno che non sia accessibile dai due fronti opposti, sarà inaccessibile. In particolare la stazione secondaria si trova a ben 2 metri dal bordo: un eventuale deragliamento lì sarebbe un bel problema, a meno di non predisporre botole o buchi vari, o di calpestare tutto l'impianto.
2) I binari di stazione sono troppo corti. Considera che un treno ha una lunghezza multipla di 30 cm (lunghezza di una carrozza in scala): la lunghezza utile dei tuoi binari è di 70 cm se va bene: una coppia di automotrici o una locomotiva e una carrozza. A te le conclusioni.
3) Le pendenze risulteranno di sicuro eccessive, anche se lì non sono indicate: è bene tenersi al di sotto del 3%.
4) Mancano dei raddoppi o delle vere e proprie stazioni nascoste: in un plastico siffatto ti limiterai a veder girare in tondo i tuoi treni, come cani che inseguono la propria coda. Una prospettiva poco esaltante.
5) La zona dello scalo e del deposito, oltre ad essere concepite in modo strano, con un utilizzo abnorme ed insensato degli scambi (ce ne sono molti di superflui, e mica li regalano!), sono sovradimensionate rispetto alle dimensioni della stazione principale, a sua volta sottodimensionata.
6) Non mi dilungo sui binari paralleli ai bordi del plastico, che uccidono ogni realismo.
Ora, il mio consiglio spassionato è quello di dimenticare il manuale tracciati degli anni '70. Tienilo come un caro ricordo, ma ormai è superato. sarebbe come voler continuare ad usare le macchine da scrivere al posto del PC. Datti un occhiata in giro, guarda i progetti che ci sono su questo forum, sulla rivista (Tutto Treno Modellismo, nelle edicole graziate dal distributore). Oggi i plastici si sono orientati all'utilizzo realistico, il che richiede che anche i plastici siano progettati in quell'ottica. E' una forma di fermodellismo più adulta (si gestisce il proprio plastico come fosse una ferrovia vera!) e più divertente (ripeto, si gestisce il proprio plastico come fosse una ferrovia vera!), e che non si limita a veder girare in tondo il treno. Poi il plastico può essere più o meno realistico o aderente alla realtà.
Io non conosco lo spazio che hai a disposizione, ma non sottovaluterei un plastico disposto lungo le pareti dell'ambiente a profondità ridotta: il rettangolone risulta scomodo, alla lunga. Un plastico lineare è anche più semplice nella sua costruzione, dato che consente di andare avanti passo dopo passo completando man mano le singole porzioni di impianto.
Lo spazio non è poco, personalmente con anche molto meno spazio ho cavato fuori qualcosa di davvero interessante (a mio modo di vedere).
Per quel che riguarda l'armamento scelto, Roco Line codice 83 (se non lo sai, il codice indica in millesimi di pollice l'altezza della rotaia, direi che non ci sono grossi problemi, a patto che tu non abbia materiale risalente a prima degli anni '90: i bordini sono troppo alti e cozzano contro gli attacchi dei binari alle traversine. In questo senso sono meglio i Peco in codice 75, nonostante le rotaie siano più basse. Se non si vogliono avere problemi del tutto (se ad esempio hai dei Rivarossi risalenti agli albori della tua passione, passa diretto al codice 100).
Per l'epoca scelta l'esercizio realistico dovrebbe dare parecchie soddisfazioni, con manovre sui treni passeggeri e merci raccoglitori.