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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 16:55 
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Iscritto il: lunedì 28 gennaio 2008, 8:51
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Ma perché continui a parlare di progettazione? Nel titolo c'è scritto "linee guida", quindi, a parte la progettazione, chi ha perto il filetto, spera in una lista di consigli che si potrebbero dare alle case per nostra e loro convenienza. Io personalmente ho fatto l'esempio delle decals, altri quello degli assi gommati...
Poi che dire, mi sembra che l'intenzione del filetto sia di fare qualcosa di propositivo. Se, come mi pare di capire, in questo forum lo sport nazionale è quello di remare contro o scoraggiare chi ha voglia di fare o, ancora dileggiare le idee altrui (questa lista NON è riferita a despx in particolare, giusto per sgombrare il campo da involontari fraintendimenti), fate pure.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 17:34 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
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Ma no Alex, ben venga la buona volontà! Caspita! :D :wink: attenzione solo alle facili illusioni. :wink:
Poi...se a questi buoni intenti, seguiranno risultati positivi tangibili, sarò il primo a complimentarmi e a fare il mea culpa. :D

Dai pugnate!
Despx


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 17:40 
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Iscritto il: lunedì 28 gennaio 2008, 8:51
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despx ha scritto:
Ma no Alex, ben venga la buona volontà! Caspita! :D :wink: attenzione solo alle facili illusioni. :wink:
Poi...se a questi buoni intenti, seguiranno risultati positivi tangibili, sarò il primo a complimentarmi e a fare il mea culpa. :D

Dai pugnate!
Despx


:wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 18:29 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
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Lasciamo perdere la progettazione allora....
Di cosa vogliamo parlare allora?
Delle cerchiature di aderenza?
Delle tampografie (le decals sono tutt'altro)?
Dal mio modesto punto di vista sono comunque inerenti al processo di progettazione ma accantoniamo pure il mio parere.
Partiamo dalle cerchiature. Io voglio fare come gli americani: niente anelli gommati, spessore del cerchio ridotto e bordini almeno dimezzato. Per le mie esigenze (ovale da pavimento, "circuito" che frequento e vetrina) le ruote devono essere così. E chi avrà problemi sul suo plastico? Cavoli suoi! Sarà compito del produttore fornire (gratis o a pagamento è una sua scelta) tutto l'assortimento possibile e immaginabile e soprattutto sarà compito del modellista sostituirli.
Saltiamo un attimo il discorso tampografie e affrontiamo le decals.
A me non piacciono tutte le varie arlecchinate moderne. Via quindi dai cataloghi tutte le Taurus o le Traxx: solo modelli non verniciati. Poi, forti delle nostre capacità di rivoluzionare il mondo del fermodellismo, impongono a Microscale di produrci tutte le decals che vogliamo.
Passiamo adesso alle tampografie. Questo è forse l'unico settore dove i produttori potrebbero ascoltare gli appassionati.
C'é solo un piccolissimo problema ed è il nocciolo della questione.
Prendiamo la già citata e464 464. È indubbiamente sbagliata e in tanti (attenzione alle parole) hanno segnalato l'errore. Cosa è successo però? Visto che è esaurita deduco che i tanti che l'hanno comprata siano in numero ben maggiore dei "tanti" che hanno protestato.
Volete un altro esempio pratico? Spariamo su Acme così mi guadagno qualche simpatia... Premetto che vado a memoria per cui potrei essere impreciso anche se tutti capiranno. I panconi del Truman sono sbagliati e tutti stanno aspettando quelli corretti ma intanto le loco sono state vendute.
Qui non si parla di progettazione per cui l'esempio calza.
Vi ho risparmiato la vicenda dei finestrini delle X perchè in quel caso è stata una scelta progettuale.
Infine vi lascio una piccola riflessione che potrebbe scatenare qualche polemica.
Nel recente passato un produttore ha provato ad ascoltare i suggerimenti di qualche appassionato: il risultato, il disastro direi, è sotto gli occhi di tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 18:40 
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Nome: Armando Pappalardo
Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 0:52
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Località: San Germano Vi/Cropani Marina Cz
Ma no, Dario. Per esempio sugli anelli di aderenza si potrebbe aprire un capitolo pazzesco...e anch'io come tanti altri ne farei a meno pur avendo un plastichetto inerpicato.

Posso farti una domanda diretta? La partita è persa in partenza? Non parlo solo di questo questo filetto propositivo, ma in generale, per ottenere un prodotto migliore, per ottenere una considerazione che credo ci spetti di diritto? (dai lo stai ripensando... che sono un sognatore!)

Dario...prova a fare una proposta, una... che abbia un senso costruttivo, che sarebbe possibile attuare.

In passato come fecero ad imporsi alcune linee guida a cui nessuno potè sottrarsi (bordini, scala, ganci ecc ecc?)

scusate gli eventuali errori che sono con il cel

Armando


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 20:16 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2008, 18:29
Messaggi: 1566
Località: Baruccana
Per quello che mi riguarda una proposta da fare ce l'avrei anche ed è venuta fuori anche nel thread su proto a cui ho partecipato qualche giorno fa: basta con gli aggiuntivi che si staccano per niente e si perdono sul plastico e con le seghe mentali sui ruotini sempre più fini per cercare di rendere solo un po' meno brutte le ruote H0: tanto sono brutte lo stesso! Un modello messo in vendita deve rispettare senza se e senza ma lo standard H0 e deve fare quello che ci si aspetta che faccia un trenino H0, ovvero girare sul plastico senza timore di svii. Se si vuole il dettaglio, il rispetto del vero (non solo per i 4 gatti che seguono proto, ma soprattutto collezionisti e scatolari di vario genere che tra l'altro normalmente hanno molti meno problemi ad aprire il portafoglio rispetto ai plasticisti), allora si cambia standard e si rispettano le misure esatte 1:87, quindi aggiuntivi a go-go e ruote proto. A questo punto basterebbe mettere in vendita dei kit di conversione fatti apposta (interi o "per argomento", dipende da come si vuol gestire la cosa a livello di produzione) e che contengano non solo le ruote (ovvio!) ma anche tutto il resto tipo ad esempio carrelli più stretti, maggiormente dettagliati e magari con qualche forma di molleggio (bastano un paio di fili metallici di durezza adeguata, quindi non è che deve intervenire la NASA per la progettazione) per garantire anche la circolabilità con lo standard proto. Naturalmente il kit di conversione avrà un suo costo (ma neanche più di tanto!) e necessiterà di un minimo di lavoro da parte dell'acquirente. Ma stiamo parlando di una stupidissima operazione di sostituzione delle fiancate dei carrelli, almeno per carrozze, gran parte delle loco elettriche e diesel in commercio, automotrici ed elettromotrici di ogni genere. Per i carri a due assi è addirittura anche più semplice. L'unica complicazione sarebbe relativa alle loco a vapore per via delle bielle: magari qualcuno si potrebbe specializzare in questo tipo di lavoro tanto, appunto, il mercato di riferimento è più che altro quello dei collezionisti, mercato per il quale il costo è secondario rispetto alla correttezza del modello.

Ciao,
Lorenzo


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 22:15 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
Messaggi: 3212
Armando ti rispondo ancor più direttamente.
No, la partita non è persa in partenza: è una debacle che parte da lontano.
Finché ci sarà gente che si compra 5 (cinque) e636 080 di 3 (tre) produttori diversi di cosa vogliamo parlare?
Che 1 sia quasi perfetta e le altre 2 piene di piccoli difetti, correggibili, a voler seguire il vostro ragionamento, non è importante. Non c'è quella che potremmo definire selezione naturale o per meglio dire non c'è la volontà di migliorare. Non c'è semplicemente perché qualsiasi iniziativa, seppur lodevole, si scontra con i numeri.
Per 1 modellista che sprona le ditte ci potranno anche essere 10 altri modellisti che non compreranno ma ce ne saranno 100 che acquisteranno soddisfatti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 22:20 
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Iscritto il: lunedì 28 gennaio 2008, 8:51
Messaggi: 825
Località: Agrigento
Però se migliorassero la produzione secondo te perderebbero i 100 che si accontentano o acquisirebbero ANCHE i 10 che vogliono qualita? Qui si sta parlando di far aumentare le vendite ai produttori, non di far cambiare loro il target


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 22:52 
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Iscritto il: giovedì 14 gennaio 2016, 9:40
Messaggi: 294
Quale sarebbe la storia del produttore che si è presentato e del disastro successivo?

Inviato dal mio SM-T211 utilizzando Tapatalk


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: domenica 13 marzo 2016, 0:36 
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Iscritto il: venerdì 22 luglio 2011, 21:31
Messaggi: 67
A malincuore devo ammettere di essere d'accordo con chi, prima di me, è dell'idea di non comprare se ciò che una ditta produce non soddisfa le nostre aspettative.
Ormai i prezzi hanno raggiunto dei livelli tali che un nuovo modello dovrebbe già rasentare la perfezione senza bisogno di ulteriori consigli da parte nostra.
L'idea è buona ma non fa altro che rimarcare il concetto che noi siamo la parte debole e loro i più forti.
Hanno dei validi progettisti? Bene, li facciano lavorare come si deve.
Si avvalgono di consulenze esterne? Benone, le sfruttino a dovere.
Capisco che il mercato tedesco e quello italiano siano due realtà lontane e che l'impegno a produrre con qualità possa non essere lo stesso per entrambe.
Allora impegniamoci a non comprare un determinato modello, almeno non a prezzo pieno quando esce, solo così i produttori capiranno di aver sbagliato e la lezione servirà loro per la volta successiva.
Facciamo si che siano i negozianti incaxxati con le ditte perché non vendono, e non noi che compriamo facendo sacrifici e poi restiamo delusi dopo aver speso un botto di soldi.
Nel frattempo che il prezzo cala possiamo continuare a divertirci con ciò che già abbiamo, in fondo si tratta solo di saper aspettare.
Si dice che le cose, tra il farle bene e il farle male, non passa differenza di tempo o di energie quindi ci credo poco anche alla storia dei costi da contenere.

Ciao.
Sandro


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: domenica 13 marzo 2016, 10:29 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6418
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Così giusto per scombinare le carte in tavola, e fare bollire ancora di più la pentola (che il brodo viene più buono).
Anche in questo argomento, più che fare i conti in tasca e la morale ai modellisti, si pretende di farla ai produttori ...
Lasciamo recitare ad ognuno la sua parte!

Ma facciamo un paragome pratico e incisivo.
Partiamo dal fatto insidacabile che i trenini sono qualcosa di ludico e migliaia di altre cose no.
Quando compriamo elettrodomestici, telefonini, automobili, computer, il cibo, ecc. segliamo tra quello che ci viene proposto e ci facciamo fare le cose "su misura" come dal sarto?
Si provi a rispondere a questa banale domanda, ma che all'interno contiene tutta la storia del mondo, e vedrete che la suluzione viene da sola.

Non smettero mai di ripeterlo, i telefonini e di computer che oggi vi potrebbero sostiture anche a letto con il vostro partner, esistono nei centri ricerca e progettazione da decenni, ma nessuno negli anni '90 si è mai sognato di richiedere un telefonino come quelli di oggi, quindi nessuno a mai chiesto: ma li abbiano, quindi i produttri sono andati avanti per la loro strada, con successi ed insuccessi. Per vendere bisogna creare i bisogni, ed il cliente deve mostrare di gradirli. Solo se il cliente non compra, il produttore cambia strada, diversamente chi glielo fa fare? A sì, una sola condizione: il mercato saturo! E alllora bisogna creare nuovi bisogni, e la ruota riparte.
(La ditta che chiude o fallisce è un'altra storia, che dipende da variabili diverse.)

Per i trenini è la stessa storia, adesso c'è il "bisogno" dell'iperdettaglio, e pace se non può circolare, e se lo vuoi costa così. Fra un pò avremo anche il capotreno con la bandierina verde e il macchinista che si affaccia: ma servono? o sono solo fisime mentali di chi non riesce a fare un cerchio con un bicchiere?


Ultima modifica di marco_58 il domenica 13 marzo 2016, 10:32, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: domenica 13 marzo 2016, 10:30 
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Nome: Antonio M. G.
Iscritto il: martedì 2 ottobre 2012, 10:02
Messaggi: 1607
...


Ultima modifica di tonymau il martedì 16 maggio 2017, 8:53, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: domenica 13 marzo 2016, 11:01 
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Iscritto il: lunedì 6 febbraio 2006, 9:00
Messaggi: 195
Buongiorno,
intervengo per ringraziare tutti coloro che sono intervenuti nella discussione, sia favorevoli che contrari all’iniziativa. Pur restando fuori ho tenuto “sotto controllo” il forum e mi sono reso conto che i contatti sono stati numerosi, oltre 800 in un solo giorno, segno che l’argomento trattato è abbastanza interessante (forse perché sentito?). Prima di portare su carta questa mia idea ho scambiato qualche opinione con alcuni colleghi appassionati del nostro hobby, non solo in Firenze dove risiedo ma anche in altre zone della Toscana e fuori dalla regione. Devo dire che nessuno mi ha dissuaso dal trattare l’argomento sul forum, tutti sono stati favorevoli. Questo è segno che l’insoddisfazione nei confronti dei produttori esiste, soprattutto quando all’acquirente si chiedono sempre più sacrifici (leggi aumenti di prezzo) non corrisposti nelle aspettative. E’ pur vero che chiedendo di spingere in alto il dettaglio si potrebbe avere un conseguente innalzamento del prezzo perché alcuni pretendono l’iperrealismo ma non sono solo queste le richieste che si pretendono ma soprattutto la qualità del prodotto (plastiche scadenti, componenti fragili, montaggi non perfetti, etc etc ), in altri termini controllo della qualità scarso o inesistente oltre chiaramente agli errori nella progettazione ed errori nei dettagli perché documentazione approssimativa. L’analisi è stata eseguita innumerevoli volte su queste pagine ma poi è rimasta, come si dice in gergo, lettera morta. Allora come possiamo farlo capire a chi di dovere? Come lanciare il messaggio? Ci sono le soluzioni banali come quella giustamente teorizzata dal sig. Mussinatto (non compriamo così arriva il messaggio, tanto siamo già pieni di modelli), ed oltre a questa, quale potrebbe essere una risposta alternativa per far comprendere che vogliamo essere ascoltati? Se si parte già con il concetto che “tanto nessuno ti ascolta” siamo già perdenti in partenza. Negli interventi di coloro non favorevoli comunque ci sono stati segnali che si possono tradurre in idee (ad esempio mi è piaciuta quella di Capolinea “Forse che nelle scatole dei modelli c'é una cartolina da rispedire al produttore con un questionario sul grado di soddisfazione dell'utente finale..”) e comunque siamo in democrazia, tutti possono esprimere il proprio pensiero. Per concludere volevo solo chiedervi se, come già fatto nell’altro forum (FORUM AMICO), lanciare idee e tra queste scegliere quelle essenziali, dalle quali non si può prescindere sul grado di soddisfazione dell’acquirente, e farle conoscere a chi di dovere. E se non ci dovessero ascoltare… allora una soluzione ci sarebbe. Oggi la tecnologia è molto più avanti di quanto si possa pensare, nel senso che tra qualche anno presumo che finalmente potremo costruirci il nostro modello che più ci piace senza scomodare nessuna ditta. Gli elementi ci sono tutti, basta sapere che già oggi gli stampi nascono in modo diverso rispetto a quelli del decennio trascorso, figuriamoci rispetto a quelli che sono stati chiamati in causa dall’utente “ste.klausen21”. Oggi gli stampi (scusate il giro di parole) vengono anche “stampati” da macchine con tecnologia 3D; vale a dire che c’è abbattimento di costo notevole ed oltre agli stampi in metallo ci sono anche stampi in plastica in grado di resistere alle temperature di fusione della plastica che servono per BASSE TIRATURE; in altri termini già oggi c’è lo stampo usa e getta. Può darsi che i nostri produttori già utilizzino queste tecnologie e quindi….. Allora potremmo costituire un gruppo, una cooperativa un qualche cosa ed avvalerci di tanti “progettisti liberi” che oggi ci sono in giro e farci progettare sia il modello che gli stampi e poi inviarli alle ditte che stampano e verniciano e farci fare dei kit che possiamo assemblare abbattendo sicuramente i prezzi, tanto non ci interessano le scatole bellissime che costano la metà dei modelli. Detto ciò, facciamo questo sforzo, vediamo di tirar fuori le idee da mettere in comune per fare questa linea guida; facciamo vedere che non siamo da meno dei frequentatori dell’altro forum.
Saluti
Mario


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: domenica 13 marzo 2016, 13:39 
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Iscritto il: mercoledì 8 marzo 2006, 9:28
Messaggi: 1040
Località: Genova
Ottimo Post Mario!!

Per Marco_58, condivido in parte, forse dimentichi una cosa; quando ero ragazzo, mi ero comprato un amplificatore e un lettore di cassette della Technics dove dentro c'era una cartolina.... "cosa vorresti migliorare su questo prodotto x" più o meno era scritto così, spedita gratis a carico del produttore. Serietà o Furbi? Tutte e due le cose, serietà perché riconoscono all'utente di dare il max, furbi perché con i consigli dei clienti possono dare un prodotto sempre più avanzato (indagine clienti). Ora, non può essere la stessa cosa per il fermodellismo?

Non avete risposto alla mia domanda del post precedente, ok, state pure comodi seduti alle poltrone, certo che io proseguo per la mia strada da solo sempre battagliando con i produttori, qualcosa ho ottenuto e pure Voi a gratis :D , siete solo capaci di parlare e dire anche tante belle cose, giuste o sbagliate, ma poi alla fine sono solo parole, fatti non ne vedo perché nessuno di Voi ha scritto "ho fatto questo...xxxx". Bravi, Vi faccio i complimenti!!
Come dice Mario, se stiamo zitti, lasciamo praticamente fare quello che vogliono i produttori dandogli ragione su tutto, ok, siamo in pochi, facendo un analisi qui e sull'altro forum, ma almeno qui si trovano Ingegneri e non all'altezza di conoscenza dei Treni Reali e Modelli, non certo il primo cretino fuori che compra di tutto per collezionare le figurine per riempire la vetrina, tanto non sa nemmeno che cosa sono i reostati..... :lol:

Io tempo fa, avevo messo qui e sull'altro forum le modifiche dei pcb, di acme, HRR etc. e qualcuno avevo risposto.... Hooo finalmente, questo serve il forum...bla bla..... Oggi, so che siete dietro il pc, ci sono molti elettronici ma spariti o non ne hanno più voglia di fare ciò, che vi è successo? :shock:

E' solo combattendo si possono ottenere i risultati, diversamente.....ciao!!!

Saluti

Mureddu Giovanni


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: domenica 13 marzo 2016, 15:32 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1994
Località: Faenza
atr100 ha scritto:
Oggi la tecnologia è molto più avanti di quanto si possa pensare
atr100, concordo sul fatto che la tecnologia sia più avanti di quanto si conosca fra i non addetti ai lavori (e Marco_58 lo ripete da vari anni), ma io mi riferivo a quanto avviene oggi, non 10 anni fà. Lo stampo in grado di stampare 10000 pezzi deve essere in acciaio e, ad oggi, non ci sono ancora stampanti 3D in grado di stampare l' acciaio. E non ce ne sono con la risoluzione necessaria.
A mio avviso, la pubblicità delle stampanti 3D è sproporzionata rispetto alle effettive potenzialità. Sono ottime per creare il nome tridimensionale della morosa e regalarglielo per san Valentino, ma assolutamente insufficienti per creare un modello che possa passare indenne alle critiche di un forum (questo o altri che sia).
Si è parlato di stampa 3D quì :
viewtopic.php?f=21&t=86861&p=893486&hilit=stampanti#p893486
viewtopic.php?f=7&t=85715&p=880043&hilit=tridimensionale#p880043
ma, soprattutto, quì :
viewtopic.php?f=21&t=65064&p=619444&hilit=tridimensionale#p619444

Fra le tecniche utilizzabili, di veramene moderno c' è la tecnologia LIDER, citata da Benedetto Sabatini nel reportage su Norimberga dell' ultimo TT305, dove cita la REE Models che ha pantografato a laser una CC7100 per ricavarne i disegni di base per progettare il modello.
Questa, sì, potrebbe essere una soluzione alle approssimazioni ed alle sviste. Specie quelle di stampo, che sono difficilmente rimediabili a stampo fatto. Ma richiede ugualmente di progettare il modello, dato che il reale non può essere stampato così come viene, dopo la sola riduzione in scala.
Frà l' altro, è la tecnica usata dal bravo Nicola.Testoni per ottenere i disegni del fabbricato viaggiatori della sua stazione !

g.mureddu ha scritto:
Per Marco_58, condivido in parte, forse dimentichi una cosa; quando ero ragazzo, mi ero comprato un amplificatore e un lettore di cassette della Technics dove dentro c'era una cartolina.... "cosa vorresti migliorare su questo prodotto x" più o meno era scritto così, spedita gratis a carico del produttore. Serietà o Furbi?
Sì, giusto, ma c' è solo un dettaglio. Io rimando la cartolina con scritto "Modificherei la tal cosa", il capo dell' azienda la legge e dice "Ma che ca..o vuole questo ! Questa modifica mi costerebbe 20.000 Euro ed è inutile !".
C' è anche questo aspetto. Quelli che per noi possono esere punti imprescindibili, possono non esserlo per l' azienda che sarebbe chiamata ad attuarli, con notevole esborso di denaro. Spesso, infatti, il punto non è la fattibilità della modifica, ma la convenienza economica o la volontà di farla.

Credo che la strada al momento migliore sia quella di evitare di acquistare ciò che non ci convince o, peggio, di acquistare il modello che non ci convince, contando di ricevere poi l' aggiornamento.


Stefano Minghetti


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